La Provincia di Bergamo si è assunta tutta la responsabilità di dare un indirizzo alla società, di esercitare un coordinamento istituzionale tra tanti soggetti interessati e di proporre una progettazione territoriale e una programmazione economica sulle linee dello sviluppo sostenibile.Quello che potevamo prevedere 10 anni fa – e siamo stati ben aiutati in questo da una approfondita e lungimirante analisi dell’OCSE – lo abbiamo assunto a progetto strategico e lo stiamo realizzando.
Credo che i migliori effetti di una seconda rivoluzione dei trasporti e della mobilità che intensamente tocca la Bergamasca li vedremo nei prossimi 10 anni.
Migliorata l’autostrada Bergamo-Milano con la già efficace quarta corsia, ora vanno a partire i grandi cantieri per Pedemontana, Brebemi, alta velocità e alta capacità ferroviaria sul corridoio 5, gli interporti di snodo, il grande apporto della viabilità provinciale: sono tutte opere imponenti che saranno ultimate non prima del 2015, offrendo anche il più bel contributo della Bergamasca alle grandi attese per l’EXPO internazionale, che non possono limitarsi all’area milanese, ma toccare l’intera Lombardia.
Abbiamo avviato a risoluzione un nodo che sembrava inestricabile, quello della mobilità e di un moderno sistema europeo di trasporto, nella integrazione tra aria-ferro-gomma, nella sinergia tra iniziativa pubblica e disponibilità private, con ingenti risorse di diversa provenienza, europea, nazionale, regionale e provinciale, quali mai si sono concentrate su Bergamo nella storia più recente.
Gli ingenti investimenti pubblici nelle infrastrutture della modernizzazione produrranno il loro effetto sull’economia locale a breve, senza dimenticare che Orio al Serio è già il più importante impianto produttivo del nostro territorio con rilevanti risultati riscontrabili sulle trasformazioni dell’economia.
Credo che daranno i loro frutti più maturi nei prossimi anni anche gli ingenti investimenti, tutti insistenti sul bilancio della Provincia, per una diversa strutturazione organizzativa dell’offerta formativa, sia delle scuole, che della formazione professionale e più complessivamente di un più adeguato rapporto istruzione-impresa.
Nel decentramento e nell’autonomia organizzativa delle strutture abbiamo migliorato l’offerta formativa che è già oggi più rispondente alle esigenze dell’economia e delle vocazioni locali, ma che sempre più inciderà sulla qualificazione del patrimonio culturale, fattore strategico nel passaggio dal “fare” al “saper far fare”.
Un terzo settore strategico su cui possiamo aspettarci un forte miglioramento di percezione e di risultati nei prossimi anni è quello dei servizi di pubblica utilità, dove le imprese avviate – pubbliche, private, miste o privatizzate che siano - saranno decisive per ridurre i costi delle famiglie e delle attività, per configurare la competitività e l’attrattività di un territorio meglio organizzato e meglio servito rispetto ad altri.
Registriamo situazioni di eccellenza per quanto riguarda il ciclo idrico, grande risorsa della Bergamasca, e per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, con tariffe in entrambi i casi tra le più basse della Lombardia e prospettive di gestione molto efficaci per raggiungere dimensioni ottimali di esercizio.
Nelle telecomunicazioni Bergamo sarà a breve la Provincia più infrastrutturata d’Italia con i suoi 440 Km di banda larga su fibra ottica e collegamenti wi-max su un territorio che soffre il digital divide derivato da un mercato più attento all’utile immediato che all’investimento strutturale.
Possiamo migliorare anche sul fronte dell’energia, pesante spada di Damocle che incombe sull’economia nazionale, con l’entrata in funzione delle centrali da fonti rinnovabili che le aziende della Provincia stanno completando nel sud Italia per portare elettricità a Bergamo a costi più contenuti.
Altrettanto efficaci si stanno manifestando le agenzie per la promozione del turismo, delle produzioni agro-alimentari, della formazione professionale, dei point per la diffusione dell’innovazione tecnologica.
Le agenzie per lo sviluppo e le aziende pubbliche controllate dalla Provincia concorrono in spirito d’impresa e in logica di mercato alla vivacità che la società e l’economia bergamasca vivono nei settori più avanzati e qualificati
Oggi la nostra società è in crescita e in sviluppo nel centro di una rete globale che bypassa anche il complesso di Milano.
“A Bergamo la classe dirigente ha consapevolmente alzato e difeso a voce alta l’industria, ha investito in innovazione, ha stimolato competizione, ha favorito momenti formativi e di maturazione culturale non solo tecnico professionale”.
Valerio Bettoni
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