sabato 26 luglio 2008

NONES E KEHRER IN DIRETTA SU SKYPE CON DA POLENZA: ECCO LA TRAGEDIA FATALE DI KARL

BERGAMO - “E' bello vedere l'unione che c'è fra noi Italiani nelle situazioni di emergenza. E' stata una sensazione indescrivibile vedere alpinisti italiani di fama come Silvio “gnaro” Mondinelli e Maurizio Gallo o un esperto di montagna come Agostino Da Polenza starci vicino, chiamarci per chiedere notizie di noi”. Con queste accorate parole Walter Nones, l'alpinista trentino sopravvissuto insieme con l'altoatesino Simon Keher, protagonisti dello sfortunato tentativo di scalare il Nanga Parbat, si è congedato al termine della videochiamata via Skype ieri pomeriggio alle 16, nella sala operativa del Comitato Everest K2 Cnr di Bergamo, l'ente presieduto da Agostino Da Polenza, che ha coordinato dall'Italia, in sinergia con la Farnesina e le autorità pakistane, le operazioni di soccorso.
Sani e salvi, ma provati ancor più nello spirito che nel fisico per la morte del loro capo-spedizione, Karl Unterkircher: questa l'immagine dei due alpinisti che ha restituito lo schermo, al termine della telefonata via Internet, grazie alla quale, per la prima volta, si sono appresi dalla viva voce dei due sopravvissuti, i particolari della drammatica spedizione partita lo scorso 14 luglio. Obiettivo: aprire una nuova via di risalita sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, nel Kashmir pakistano.
I due alpinisti, che partiranno già oggi per Islamabad (il loro rientro in Italia è previsto tra sabato e domenica), sono stati raggiunti via skype mentre si trovavano, alle 20 ora pakistana, in un albergo al campo base di Gilgit.
Solo poche ore prima nella mattinata di ieri, Nones e Kehrer erano stati recuperati dagli elicotteri di soccorso messi a disposizione dalle autorità pakistane, su un pianoro ghiacciato (raggiungible dai mezzi) a 5.700 metri, che gli alpinisti hanno raggiunto alle 9, dopo essere scesi, parte con gli sci e parte in cordata, dal colle dove avevano bivaccato per la notte.
Durante la videotelefonata, incalzati dalle domande dello stesso Da Polenza, hanno raccontato i loro undici giorni sulla parete del Nanga Parbat.
''Abbiamo passato giorni non belli - così esordisce Walter Nones - ma la forza ci ha fatto arrivare sani e salvi al campo base''.
Inizia poi il drammatico racconto dell'incidente a Karl Unterkircher: ''Eravamo a 6.000 metri di quota -dice Nones - la neve era molle e Karl avanzava adagio perche' ad ogni passo sprofondava fin sopra alle ginocchia. A un certo punto non si e' più' visto. Ha fatto un volo di circa 15 metri in un crepaccio, andando a sbattere più' volte contro la roccia e gli e' andata sopra tanta neve. Lo abbiamo cercato subito e lo abbiamo trovato quasi subito - aggiunge - però ci siamo resi conto che ormai non c'era piu' niente da fare''. Karl era morto sul colpo.
I due alpinisti, bloccati successivamente dal maltempo per dieci giorni sulla parete del Nanga Parbat, avevano sperato fino a ieri di poter riportare in Italia il corpo del loro capo spedizione: ''Il recupero sarebbe troppo rischioso - ha poi spiegato Da Polenza -. Si dovrebbero mettere a rischio altre vite umane e questo non e' possibile. Sono sicuro che anche Karl non lo vorrebbe''.
Nones e Kehrer sono rimasti sul Nanga Parbat fino a quando le condizioni meteo non hanno permesso loro di scendere fino a dove gli elicotteri hanno potuto raggiungerli: ''Appena abbiamo visto una schiarita - racconta ancora Nones - siamo scesi come dei pazzi per arrivare al campo base. Avevamo ancora in testa di portare a casa anche Karl, ma purtroppo non e' stato possibile''.
''E' stato doloroso perdere cosi' un grande amico e un grande alpinista - sottolinea Simon Kehrer - Durante tutta la scalata, anche dopo l' incidente, lo vedevo davanti a me che mi incitava. Ha lasciato un vuoto enorme. Questo era un suo progetto. Sarebbe stata una bella vittoria per tutta l'Italia”'.

LA SCELTA STRATEGICA DELLA METROTRAMVIA

In queste ultime settimane stanno crescendo le aspettative e l’interesse intorno alla metrotramvia Bergamo - Albino.
Siamo ormai in dirittura d’arrivo. Entro il mese di novembre 2008 sarà percorribile il tratto Bergamo – Alzano Lombardo, entro il mese di febbraio 2009 l’intera tratta fino ad Albino.

Chiuderemo con una spesa, comprensiva delle numerose migliorie apportate, della realizzazione dei parcheggi di interscambio,delle piste ciclopedonali e dei costi societari di € 144milioni di euro. rispetto al budget iniziale di € 136milioni
L’opera è costata circa € 12milioni/Km., contro gli € 20-30milioni./Km. che costituiscono un riferimento medio europeo (con parità di prestazioni).
La metrotramvia che stiamo realizzando è un’opera all’altezza delle migliori metrotramvie europee, dotata delle opportune innovazioni.
Produrrà una mobilità meno invasiva, meno costosa. Migliorerà la qualità dell’ambiente. Libererà le nostre strade da qualche centinaia di autobus ed automobili.
Alcune opzioni progettuali a suo tempo effettuate sono tuttora oggetto di scetticismo. La scelta di sviluppare il percorso sul vecchio tracciato ferroviario e di farlo correre in superficie, ad esempio, suscita ancora forte perplessità in una parte dell’opinione pubblica.
Le metrotramvie funzionanti in Europa, salvo qualche rara eccezione, in aree aventi dimensione paragonabile a quella di Bergamo, sono a raso con attraversamenti segnalati da impianto semaforico. Strasburgo, portata recentemente alla ribalta dalla stampa locale, Grenoble, Lille, Nantes, Montpellier, Potsdam …sono tutte città dotate di una rete metrotramviaria efficiente e funzionale. I tram passano all’interno delle città, si spingono nelle periferie anche lontane, convivono ordinatamente con il flusso del traffico e con il fermento della gente. Contribuiscono a qualificare ed abbellire l’intorno urbano.
Realizzare una struttura totalmente in trincea o sopraelevata non sarebbe stato possibile sia perché ciò avrebbe comportato un costo complessivo di 4/5 volte superiore, che non avrebbe trovato giustificazione economica in un bacino di 150/200.000 abitanti (un investimento di 600/700 milioni di Euro che si trascina spese di ammortamento e funzionamento, infatti, non può certamente essere pagato con gli introiti di 5milioni massimo di passeggeri annui), sia perché il tracciato presentava problemi di natura tecnico – ambientale non sempre superabili (dove è stato possibile lo si è fatto, come ad esempio a Bergamo il sottopasso della Circonvallazione Plorzano, a Nembro il sottopasso SP 35 e SS 671 uscita Pradalunga, ad Alzano Lombardo, uscita Alzano sopra).
L’attraversamento dei binari, regolato da idonei impianti di segnalamento, richiederà da parte di tutti gli utenti della strada, automezzi e persone, la medesima attenzione che viene prestata nell’attraversamento di strade, con la differenza – è bene sottolinearlo - che il tram, in prossimità degli incroci viaggerà a velocità ridotta e di sicurezza e che l’interruzione del traffico veicolare sarà inferiore ai 20 sec. (se ci fossero le sbarre, i secondi sarebbero stati almeno 60-80).
Quando viaggerà il tram, dovremo usare la stessa prudenza che abbiamo a Milano, piuttosto che a Zurigo o a Roma, quando ci troviamo ad attraversare i binari, con il vantaggio di avere un percorso metrotramviario interamente protetto ed in sede propria.

TEB SpA ha promosso studi di fattibilità e ha in fase di definizione progetti preliminari che prevedono lo sviluppo:
- della tratta Bergamo - Villa d’Almè
- di un percorso all’interno della città di Bergamo.
- del raggiungimento di San Pellegrino Terme,
sia in appoggio al grande piano di rilancio e di sviluppo turistico in atto sia con l’obiettivo di trasferire su ferro(fino a Terno d’Isola) il carico di bottiglie di acqua che oggi viene trasportata quotidianamente da300-400 Tir. (con tutte le conseguenze di traffico e inquinamento che ne derivano..)
Parallelamente si stanno definendo gli accordi tecnici con Ferrovie dello Stato e Regione Lombardia per raggiungere l’Aeroporto di Orio al Serio e per utilizzare il sedime ferroviario nel suo sviluppo fra Ponte S. Pietro, il nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII e Montello.

Un’ultima annotazione. Gli interventi sopra elencati richiedono risorse economiche stimabili per circa 800/900 milioni di euro: somma di poco superiore a quella che sarebbe stata necessaria all’interramento della sola tratta Bergamo – Albino!
Le Amministrazioni (attuali e, immagino anche future..) attendono fiduciose un nuovo rifinanziamento della Legge statale n. 211 del 1992 , potendo auspicabilmente contare anche su finanziamenti straordinari legati ad Expo 2015.
Il Presidente della Teb
Gianfranco Ceruti

domenica 20 luglio 2008

L’ATO sulle tariffe dell’acqua a Bergamo

Bergamo è la prima Provincia in Lombardia ad aver avviato una riorganizzazione complessiva dei servizi legati al ciclo integrato dell’acqua: dalla captazione alla distribuzione, dalla depurazione allo smaltimento. L’obiettivo di fondo perseguito con la costituzione dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale), obbligatoria per legge, è quello di salvaguardare la risorsa-acqua sia da un punto di vista finanziario che tecnico.
È stata fatta una ricognizione delle infrastrutture idriche per conoscere lo stato di fatto delle reti e degli impianti, il reale assetto economico-finanziario degli investimenti già effettuati e il fabbisogno futuro. Su questa base si è definita una “tariffa d’ambito”, che è la più bassa praticata tra le province lombarde, molte delle quali già superano 1 euro (Como: 1,14; Cremona: 1,12; Lecco: 1,23; Brescia: 0,89; Mantova: 0,92).
A Bergamo la tariffa d’ambito dell’acqua è oggi di 0,82 euro al metro cubo.
Questa tariffa considera i costi di esercizio (0,45 euro), le quote di ammortamento per pagare tutti i contratti (circa 0,20 euro) e quelli per investimenti futuri (circa 0,17).

La tariffa per i consumi di acqua verrà equiparata in tutti i Comuni a decorrere dal 2010.

- Circa 100 Comuni non vedranno aumentata la tariffa in quanto già ora pagano lo stesso valore. Tali Comuni, tra cui Bergamo, hanno una popolazione pari a circa il 60% della popolazione provinciale.
- Altri 100 Comuni si vedranno applicare incrementi limitati e circa 30 Comuni avranno aumenti più elevati; tra questi ci sono Comuni che non hanno mai installato i contatori o che pagavano l’acqua a valori fissi ma con consumi anche molto elevati, non rispettando le leggi vigenti.
- Una decina di Comuni, adesso pagano l’acqua oltre 1 €/mc; per loro – secondo le tariffe ATO – è previsto un abbassamento dei costi, fino a 0,82 euro.

La legge impone che il Piano finanziario dell’ATO venga interamente coperto dalla tariffa del servizio. Nei bilanci dei Comuni, i costi di gestione e operativi non venivano mai conteggiati e calcolati all’interno della tariffa e gli investimenti sulle reti erano spesso coperti con contributi di altri enti o con l’accensione di mutui, che oggi sono rimborsati ai Comuni dal gestore Uniacque.

Inoltre, il pagamento dell’acqua in base al consumo – con l’obbligo dei contatori – è determinato: da una parte dal bisogno di contenere gli sprechi e i consumi; dall’altra, dalla necessità di dare più valore al bene-acqua, che è il petrolio del futuro e non può essere quindi più considerato un bene gratuito e sempre disponibile e non illimitato.
I valori relativi al consumo fisso in bolletta, che adesso sono stati vietati per legge, portavano a non badare al consumo: e spesso si pagava una tariffa agevolata anche per elevati consumi quantitativi.
È proprio il caso del Comune di Sovere ora al centro di lamentele e controversie, su cui Uniacque sta facendo le opportune verifiche. Qui, per consumi di acqua fino a 200 mc si pagava una tariffa molto bassa, che non è più praticabile secondo quanto deciso dalla Conferenza dei Comuni.

Sono tutti concordi nel riconoscere che l’acqua è un bene da preservare e il cui consumo va perciò contenuto. La Provincia e i Comuni bergamaschi hanno fortemente voluto percorrere il modello di gestione pubblica del servizio idrico integrato, nonostante talune resistenze. Uniacque è la gestione unitaria individuata che permette di realizzare una forte aggregazione pubblica, la quale coinvolge tutti i Comuni per una gestione del servizio idrico integrato con caratteristiche di efficacia, economicità ed efficienza. Uniacque, con una strategia industriale e di programmazione avanzata, persegue questi obiettivi:
- gestione pubblicistica del sistema idrico senza limiti di durata;
- investimenti per circa 600 milioni di euro per nuove opere e per migliorare la rete di tubature che hanno rilevanti perdite di acqua, per l’adeguamento e il miglioramento degli impianti di depurazione e per il completamento delle reti fognarie ed il loro collegamento agli impianti di depurazione;
- introduzione del nuovo sistema tariffario.
Sono già stati realizzati investimenti per il miglioramento del settore idrico per oltre 106 milioni di euro.

È forse utile ricordare che in Paesi europei a noi vicini l’acqua già oggi costa 3-4 euro al metro cubo. E per altro è da rilevare che la qualità microbiologica delle acque nella provincia di Bergamo è elevata e di alta e consigliata potabilità (si noti che una bottiglia di acqua minerale costa da 0,20 a 0,30 euro, ciò che si traduce in 200-300 euro al metro cubo). Né va dimenticato che oggi molte fonti, anche italiane, sono in mano a multinazionali straniere.
Si sta dunque operando al meglio nell’interesse collettivo con tutti i Comuni bergamaschi per migliorare l’utilizzo di una risorsa che è sempre stata fondamentale per la storia della crescita e dello sviluppo. Ancora oggi l’acqua è un elemento di competitività del territorio, su cui si interviene, contenendo il più possibile il suo costo in un ampio disegno di modernizzazione del suo uso.

Autorità d’ambito
dell’ATO di Bergamo

Programma di reimpiego 2007 2009

Anche in Bergamasca arriova il meccanismo della "dote" per la ricerca di un nuovo lavoro.

sabato 19 luglio 2008

Autobus Atb gratuiti il giovedì sera da e per Città Alta da giovedì 17 luglio a giovedì 28 agosto

Tutti i giovedì sera, da giovedì 17 luglio a giovedì 28 agosto, si potrà viaggiare gratis dalle ore 20 a fine servizio (con la stessa frequenza del venerdì e del sabato sera), sui mezzi pubblici Atb che collegano la città con il borgo storico. L’iniziativa è stata presa dall’Amministrazione per sensibilizzare i cittadini al maggior utilizzo dei mezzi pubblici. Il giovedì sera non esistono divieti di accesso a Città Alta lungo il viale delle Mura (ricordiamo che il divieto di accesso è per venerdì e sabato sera oltre che nella giornata di domenica), e quindi il potenziamento delle linee si pone come un’alternativa proposta dall’Amministrazione a quanti vogliano salire e poi scendere in Città Alta con mezzi diversi dall’auto o le moto. La linea 1 è gratuita a partire dalla Stazione ferroviaria, la linea 10 dalla fermata della Croce Rossa in via Broseta alla stazione della funicolare in viale Vittorio Emanuele; la linea 3 e le funicolari per Città Alta e per San Vigilio sono gratuite per l’intera tratta.

QUATTRO MILIONI E 878 MILA EURO PER AIUTARE I DISOCCUPATI CRONICI A TROVARE LAVORO


BERGAMO - Cassintegrati, lavoratori in mobilità, disoccupati con più di 40 anni o di lunga durata, donne fuori dal mercato del lavoro da più di due anni potrebbero avere da oggi una possibilità in più per trovare un nuovo posto di lavoro. Oppure per mettersi in proprio. Come? Grazie a una dote personalizzata, fino a un massimo di 5.500 euro a testa, che l’aspirante lavoratore, tramite un ente accreditato (centro per l'impiego o agenzia per il lavoro), potrà utilizzare per l'intero percorso di reinserimento lavorativo, eventuale formazione professionale compresa.
Da oggi cambiano le politiche di reimpiego per i disoccupati bergamaschi più fragili, grazie al Programma di reimpiego per il biennio 2007-2009 presentato ieri dall'assessorato provinciale al lavoro agli operatori del settore. Un programma che introduce anche dalle nostre parti, il meccanismo della "dote", già sperimentato in alcuni Paesi del Nord Europa.
"L'ente pubblico - ha spiegato l'assessore provinciale al Lavoro, Giuliano Capetti - va incontro a quanti, (cassintegrati, mobilità, disoccupati over 40, disoccupati da più di 12 mesi, giovani under 35 privi di titolo di studio secondario, solo per citare alcune tipologie nda), non riescono più, per svariati motivi, a trovare un nuovo impiego. Per essi si crea un piano di inserimento personalizzato. Gli operatori del settore, accreditati e autorizzati, prenderanno in carico chi è in cerca di occupazione, e ne seguiranno tutto l'iter, anche oltre la stipula del contratto di lavoro con l'azienda. E non ci limiteremo solo al lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato), ma il piano personalizzato potrà aiutare il disoccupato anche a mettersi in proprio, avviando un'impresa lavorativa".
Per beneficiare della dote, il disoccupato dovrà essere iscritto a uno dei 10 Centri per l'impiego (ex Collocamento) della provincia. Poi sceglierà di sua iniziativa, l'operatore (agenzia o lo stesso Centro per l'impiego) cui proporsi per il piano personalizzato che sarà validato da una commissione provinciale. Oltre alla dote, sono previste anche altre misure di sostengo al reinserimento lavorativo, quali lo stanziamento di incentivi economici alle imprese in caso di assunzione. Il programma terminerà il 30 settembre del 2009.

Bergamo tra presente e futuro. Sintesi dell’intervento del Presidente Valerio Bettoni

La Provincia di Bergamo si è assunta tutta la responsabilità di dare un indirizzo alla società, di esercitare un coordinamento istituzionale tra tanti soggetti interessati e di proporre una progettazione territoriale e una programmazione economica sulle linee dello sviluppo sostenibile.
Quello che potevamo prevedere 10 anni fa – e siamo stati ben aiutati in questo da una approfondita e lungimirante analisi dell’OCSE – lo abbiamo assunto a progetto strategico e lo stiamo realizzando.
Credo che i migliori effetti di una seconda rivoluzione dei trasporti e della mobilità che intensamente tocca la Bergamasca li vedremo nei prossimi 10 anni.
Migliorata l’autostrada Bergamo-Milano con la già efficace quarta corsia, ora vanno a partire i grandi cantieri per Pedemontana, Brebemi, alta velocità e alta capacità ferroviaria sul corridoio 5, gli interporti di snodo, il grande apporto della viabilità provinciale: sono tutte opere imponenti che saranno ultimate non prima del 2015, offrendo anche il più bel contributo della Bergamasca alle grandi attese per l’EXPO internazionale, che non possono limitarsi all’area milanese, ma toccare l’intera Lombardia.
Abbiamo avviato a risoluzione un nodo che sembrava inestricabile, quello della mobilità e di un moderno sistema europeo di trasporto, nella integrazione tra aria-ferro-gomma, nella sinergia tra iniziativa pubblica e disponibilità private, con ingenti risorse di diversa provenienza, europea, nazionale, regionale e provinciale, quali mai si sono concentrate su Bergamo nella storia più recente.
Gli ingenti investimenti pubblici nelle infrastrutture della modernizzazione produrranno il loro effetto sull’economia locale a breve, senza dimenticare che Orio al Serio è già il più importante impianto produttivo del nostro territorio con rilevanti risultati riscontrabili sulle trasformazioni dell’economia.

Credo che daranno i loro frutti più maturi nei prossimi anni anche gli ingenti investimenti, tutti insistenti sul bilancio della Provincia, per una diversa strutturazione organizzativa dell’offerta formativa, sia delle scuole, che della formazione professionale e più complessivamente di un più adeguato rapporto istruzione-impresa.
Nel decentramento e nell’autonomia organizzativa delle strutture abbiamo migliorato l’offerta formativa che è già oggi più rispondente alle esigenze dell’economia e delle vocazioni locali, ma che sempre più inciderà sulla qualificazione del patrimonio culturale, fattore strategico nel passaggio dal “fare” al “saper far fare”.
Un terzo settore strategico su cui possiamo aspettarci un forte miglioramento di percezione e di risultati nei prossimi anni è quello dei servizi di pubblica utilità, dove le imprese avviate – pubbliche, private, miste o privatizzate che siano - saranno decisive per ridurre i costi delle famiglie e delle attività, per configurare la competitività e l’attrattività di un territorio meglio organizzato e meglio servito rispetto ad altri.
Registriamo situazioni di eccellenza per quanto riguarda il ciclo idrico, grande risorsa della Bergamasca, e per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, con tariffe in entrambi i casi tra le più basse della Lombardia e prospettive di gestione molto efficaci per raggiungere dimensioni ottimali di esercizio.
Nelle telecomunicazioni Bergamo sarà a breve la Provincia più infrastrutturata d’Italia con i suoi 440 Km di banda larga su fibra ottica e collegamenti wi-max su un territorio che soffre il digital divide derivato da un mercato più attento all’utile immediato che all’investimento strutturale.
Possiamo migliorare anche sul fronte dell’energia, pesante spada di Damocle che incombe sull’economia nazionale, con l’entrata in funzione delle centrali da fonti rinnovabili che le aziende della Provincia stanno completando nel sud Italia per portare elettricità a Bergamo a costi più contenuti.
Altrettanto efficaci si stanno manifestando le agenzie per la promozione del turismo, delle produzioni agro-alimentari, della formazione professionale, dei point per la diffusione dell’innovazione tecnologica.
Le agenzie per lo sviluppo e le aziende pubbliche controllate dalla Provincia concorrono in spirito d’impresa e in logica di mercato alla vivacità che la società e l’economia bergamasca vivono nei settori più avanzati e qualificati
Oggi la nostra società è in crescita e in sviluppo nel centro di una rete globale che bypassa anche il complesso di Milano.
A Bergamo la classe dirigente ha consapevolmente alzato e difeso a voce alta l’industria, ha investito in innovazione, ha stimolato competizione, ha favorito momenti formativi e di maturazione culturale non solo tecnico professionale”.


Valerio Bettoni

10.000 ettari di nuovi boschi

La Regione Lombardia ha approvato il terzo bando per la “realizzazione di 10 mila ettari di nuovi boschi e sistemi verdi multifunzionali.
La legge forestale regionale prevede che la Regione Lombardia, con le Province e le Comunità Montane, nonché con il coinvolgimento degli imprenditori agricoli, promuova la realizzazione, entro cinque anni dall’approvazione della stessa legge, di 10 mila ettari di nuovi boschi.

“L’obiettivo di questa iniziativa – afferma l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni – è quello di trasformare vaste aree del territorio regionale in un nuovo sistema agroforestale multifunzionale, che possa quindi svolgere contemporaneamente funzioni ambientali, paesistiche, produttive, ecosistemiche, di fruibilità collettiva, energetiche, culturali e occupazionali. Pertanto si intende realizzare una pluralità di interventi forestali diversificati”.

La Regione ha stanziato oltre 9 milioni di euro per il triennio 2008-2010. I criteri per l’accesso alla graduatoria sono gli stessi dello scorso bando che prevedeva interventi da realizzarsi su terreni immediatamente disponibili e cantierabili di proprietà pubblica o anche privata, che dovranno però essere messi a disposizione dell’ente pubblico attraverso la sottoscrizione di un’apposita convenzione.
La superficie minima dovrà essere di 5 ettari e la disponibilità al cofinanziamento minimo del 25%.
“Ancora una volta – sottolinea Pisoni – la stretta collaborazione tra enti locali, agricoltori e Provincia, permetterà oltre al raggiungimento degli obiettivi prefissati, di migliorare la qualità della vita, la bellezza del paesaggio e le caratteristiche dell’ambiente, con il risultato di mettere a disposizione di ogni lombardo 10 metri quadrati di verde in più”.
Nei precedenti due stralci in Provincia di Bergamo sono stati finanziati tre progetti per un totale di 989.344 euro.

venerdì 18 luglio 2008

BERGER, LA MUSA DI VISCONTI




BERGAMO - Passione, talento, stile. E tanto glamour. Oggi merce rara. E' tornato in Italia per ricevere l'award alla carriera, Helmut Berger, “l'ultimo divo”, come lo ha definito la presidente del Festival, Claudia Sartirani. L’attore più amato da Visconti sarà oggi a Bergamo per ricevere dalla mani del presidente della Giuria, Vittorio Sgarbi, un premio che è qualcosa di più di un semplice riconoscimento, ma rappresenta una dichiarazione di intenti, sintesi dello spirito del Festival del Cinema d'Arte.
Berger, attore viscontiano per eccellenza, e simbolo cult dei formidabili anni '70 "Un decennio ricco di spunti, di stimoli artistici e di novità, per il cinema e non solo, come ricorda Berger stesso, - quando a Cinecittà, oggi ormai in balia delle banali produzioni televisive, si respirava "il" Cinema".
Berger rispecchia perfettamente l'idea di uomo di spettacolo (in un'epoca in cui l'eleganza e lo stile sono diventati argomenti opinabili), e appare il simbolo di una raffinata e discreta bellezza a quanti lavorano con l'immagine.
Talento ed emozioni, ingegno e tentazione, razionalità e passione: una ricerca estetica che lo accompagnano nella sua carriera e nella consegna di questo premio: soddisfatto?
"Sono lusingato di contribuire al Festival del Cinema d’Arte. Il cinema è Arte e ne estende oltre ogni limite le possibilità espressive. Il Festival internazionale di Bergamo -di cui sono onorato di ricevere l’award-, presenta opere che puntano al quella ricerca estetica che mi ha accompagnato durante la mia carriera".
E il cinema di Visconti (letterario, pittorico, teatrale…) è stato per lei una scuola di vita..
"Sì, devo molto a Luchino che mi ha dato una irripetibile opportunità per crescere artisticamente e di lanciarmi come attore internazionale. Non mi sono mai sentito un attore per registi tedeschi, alla Fassbinder o alla Herzog. Non era quella la mia atmosfera. Tuttavia, non solo stato solo attore di Visconti: ho spaziato in più ruoli, in più produzioni, in più generi: da film “letterari”, come il “Giardino dei Finzi-Contini”, ai poliziotteschi (La Belva col mitra, del 1977, citato anche da Tarantino), dalle produzioni americane (Il Padrino) agli sceneggiati Tv come “I Promessi sposi”, di Nocita”.
Girato proprio a Bergamo…
“Come “La Farfalla dalle ali insanguinate”… In Lombardia ho girato anche “La colonna infame”.
Billy Wilder disse di Lei che “è curioso che il più grande attore italiano è un austriaco”: mica male per la patria di Sordi, Mastroianni, Gassmann…
“Mi ricordo questa affermazione di Wilder, che penso mi volesse per qualche suo film. L'Italia è la mia seconda patria, anche se il fermento culturale e cinematografico (nello studio accanto dove lavoravi, potevi imbatterti in... Fellini!) che vi trovai da giovane attore oggi stento a vederlo. "
Cinema americano o cinema europeo?
"Non guardo tanto alla nazionalità quanto al singolo film. Gli americani sono più schematici, a me per anni mi proponevano sempre un ruolo da nazi. La scuola inglese è la migliore. Molto teatrale, curata. Ho avute proposte interessanti da cinematografie asiatiche, come quella vietnamita...
"Ultimo suo lavoro?
“Iron Cros, di Joshua Newton, ora in montaggio. Vi interpreto un ex comandante delle Ss che un sopravvissuto tenta di far fuori”
Meglio attore di cinema o attore di teatro?
“Chi sa fare un buon teatro saprà fare anche un buon cinema. Non sempre il contrario. Ho studiato teatro, ma non ho mai amato ripetere per serate sempre lo stesso copione. Mi annoia”.
Film tv o film per il cinema?
“Ho fatto anche film per la tv e diversi sceneggiati. Ma si lavora troppo a catena di montaggio, di corsa. Non lo amo molto. E poi la Tv di oggi è troppo ansiogena, si parla solo di tragedie”.
Quindi cinema puro?
“Sì, e possibilmente con il meglio dei cineasti: Luchino Visconti!”
Marco Gelmi

martedì 15 luglio 2008

«L’Atb deve restare bergamasca».


Con le gare del 2011 l’ultracentenaria azienda di trasporto pubblico potrebbe finire nelle mani dell’inglese Arriva. Ma il nuovo presidente Giancarlo Traini non ci sta: «Con Brescia e Milano abbiamo appena rilevato l’Apam di Mantova. E proseguiremo sulla strada delle alleanze strategiche».
di Fabio Cuminetti

E’ stato chiamato al timone dell’azienda in un momento topico, alla vigilia di una vera rivoluzione per il trasporto pubblico locale in Italia. Perché con le gare del 2011 l’intero sistema regionale potrebbe finire in mani straniere. Il suo nome è Giancarlo Traini e dal 13 giugno è il nuovo presidente di Atb Mobilità spa e Atb Servizi spa. Nato a Bergamo nel 1947, dove risiede da sempre, laureato in scienze politiche, ha trascorso gran parte della sua vita professionale in azienda, prima con una multinazionale americana (3M) e poi con una delle più note multinazionali italiane (Pirelli). Nel corso della sua carriera ha avuto modo di operare, come dirigente o come consulente, in diversi paesi di Europa, Sud America e Stati Uniti. Dal 1977 al 1999 è stato componente del consiglio generale di Fiera Milano e attualmente insegna organizzazione aziendale nella facoltà di economia dell'Università di Bergamo.
Tra i suoi tanti incarichi c’è quello di amministratore di una struttura di consulenza direzionale impegnata in progetti per favorire efficienza e innovazione organizzativa di aziende private e non, italiane e internazionali.

Che situazione ha trovato all’Atb?
"Ottima, perché Atb è tra le migliori aziende italiane, non una di quelle realtà scalcinate a cui spesso viene associata l’idea di servizio pubblico. Anzi, il contrario. E’ seria e ha una gloriosa storia di 101 anni, con conti economici tra i migliori a livello nazionale".
Ci dia alcuni dati.
"Un parametro usato per giudicare il servizio pubblico è la copertura dei costi con i ricavi. Ebbene, di fronte a una media italiana del 20-25% l’Atb arriva addirittura al 50%, ovvero si sorregge bene sulle proprie gambe. Il resto ce lo mette la Regione".
Forse non tutti sanno che Atb si compone ora di due aziende: Atb Mobilità e Atb Servizi. Perché questa dicotomia?
"E’ così da due anni perché reso obbligatorio dalle normative europee. Tecnicamente il processo si chiama unbundling, ovvero divisione tra il possesso delle reti e la gestione delle reti, così come è stato fatto per ferrovie, gas, etc. Atb Servizi è proprietaria della sede di via Gleno, della funicolare e degli investimenti per tutto il sistema semaforico ed elettronico con cui abbiamo cablato la città (e che attualmente ci permette di monitorare in tempo reale la posizione dei mezzi e persino di far scattare il verde per contrarre l’eventuale ritardo); Atb Servizi è quella che deve far girare in modo efficiente i pullman.
E in futuro si differenzieranno moltissimo, perché ci sono le gare.
Esatto. Atb Mobilità resterà quello che è, mentre per la gestione dei servizi concorreranno inglesi, tedeschi, francesi, etc. Questo lo dico perché il mio obbiettivo numero uno è che l’Atb ci sia ancora in futuro. Se vince qualcun altro può conservare più o meno lo status quo ma anche cambiare tutto. E non sempre in meglio
".
Una sfida enorme, dunque.
"Altro che. La normativa, nei suoi intenti, vorrebbe favorire il privato di fronte a un pubblico inefficiente. Ma noi inefficienti non lo siamo. Certo, sì può sempre migliorare. Sprechi però non ce ne sono: gran parte del nostro personale è diretto, ovvero composto da autisti che di tempo non ne possono certo perdere e che hanno un monte ore di guida giornaliero tra i più alti d’Italia. Si può invece fare molto per ridurre il danno all’ambiente".
Ovvero passando da mezzi diesel a veicoli a metano…
"Stiamo investendo molto sul gas naturale: è recente l’inaugurazione di un nuovo impianto di distribuzione all’interno del nostro deposito, con contestuale acquisto di 15 autobus a metano, che costano 250 mila euro l’anno. La nostra flotta è comunque tra le più recenti perché è stata fatta una lungimirante politica d’investimenti. Poi la vera efficienza si può ottenere impaccando più passeggeri possibili sulle corse a disposizione, ma questo spesso contrasta con la mission del servizio pubblico. Che deve garantire il trasporto anche per orari e tratte poco redditizie. Il 3, ad esempio, è una linea bellissima ma deficitaria. E’ spesso semivuoto, ma comunque importante per il turismo e per l’immagine della città".
Torniamo alle gare. A quale risultato punteranno le aziende concorrenti?
"Beh, se nel 2011 vince una SpA straniera deve riuscire ad avere un utile lordo del 10, 15% da dividere tra gli azionisti. Questo significherebbe linee in meno e servizi in meno… oppure che loro sono tanto più bravi di noi da riuscire a mantenere la stessa qualità ma con costi inferiori. Ma la nostra, ripeto, è un’azienda seria, quindi questa gara vorremmo vincerla. Anche se non sarà facile".
Perché?
"Le gare verranno fatte per zone, ovvero per province. Atb sa fare la città ma non ancora la provincia, già in mano agli inglesi del gruppo Arriva. E’ dunque ovvio che Arriva, vero colosso del segmento, vorrà fagocitarsi l’ultimo boccone che gli manca nella Bergamasca. Anzi, tra i loro obbiettivi c’è quello di annettere l’intero sistema del trasporto pubblico lombardo, per dirla tutta.
Non sembra però che siate arrendevoli di fronte al nuovo che avanza.
Infatti stiamo cercando di mettere assieme un grosso gruppo di trasporto pubblico locale: tra l’altro con Brescia e Milano abbiamo appena rilevato l’Apam di Mantova. E andremo avanti. Insomma, i prossimi due anni saranno pieni di lotte strategiche"
.
Veniamo al presente. Il “transito passeggeri” sui vostri autobus negli ultimi tre anni ha fatto registrare un vero boom: più 8,5%.
"Un ottimo risultato. Del resto il carburante è alle stelle e il cittadino non è stupido, fa i suoi conti e sceglie quello che più gli conviene. Io non credo nel buon esito dei divieti per incrementare l’uso del mezzo pubblico: bisogna lavorare in positivo, magari favorendo l’efficienza degli autobus attraverso l’incremento delle corsie preferenziali. Ma a Bergamo è difficilissimo farlo a causa della conformazione fisica della città, bloccata a nord dalle colline".
Rincari alle porte?
"Sicuramente sì, in media del 4-5%, più per l’inflazione complessiva che per il prezzo del carburante. Del resto, se ipoteticamente volessimo coprire interamente i costi con il biglietto, lo si dovrebbe fissare a 2 euro e 40. Diverso è il discorso per l’abbonamento: non riguarda l’utente occasionale - che una volta ogni tanto può spendere anche, per dire, 3 euro - ma chi l’autobus lo usa tutti i giorni. Dunque preferirei moltissimo aumentare il prezzo del biglietto singolo ma lasciare bassi gli abbonamenti".
Domanda di chiusura su tutt’altro argomento. Lei insegna Organizzazione aziendale all’Università di Bergamo: che consiglio darebbe a un giovane futuro dirigente d’azienda in questo momento in cui l’Italia ha bisogno di energie fresche per vincere la sfida della competitività?
"Andare in giro per il mondo dai 15 anni in poi. Questo è fondamentale, tutto il resto non conta niente. Zaino e via. Innanzitutto per parlare con gli altri, perché molti laureati in economia da noi non sanno l’inglese, e questo oggi non è possibile. Perché se non sai l’inglese sei tagliato fuori. Gli italiani vivono bene a casa e vanno poco in giro, mentre i giovani stranieri girano tantissimo. Abbiamo una mentalità troppo piccola: poteva funzionare una volta, ma non con la globalizzazione. Lo dico sempre anche ai miei figli: viaggiate, viaggiate, viaggiate".

domenica 13 luglio 2008

ATB- CONFERENZA STAMPA

Prendere l'autobus per andare al lavoro, conviene e piace sempre di più. Nel triennio 2005-2007 nella Grande Bergamo sui 290 chilometri dell''intera rete sono stati trasportati ben l'8%in più dei passeggeri (sono 30 milioni e 600 mila i passeggeri convenzionali trasportati nel 2007).

sabato 12 luglio 2008

In Piazza Pontida sabato 12 luglio dimostrazione di guida ecocompatibile

Sabato 12 luglio, dalle 9.30 alle 12.30, in Piazza Pontida a Bergamo, si terrà una dimostrazione di guida eco-compatibile aperta a tutti. Durante un breve giro di prova in percorso urbano, saranno mostrati i metodi per risparmiare carburante e ridurre le emissioni inquinanti. L’incontro di sensibilizzazione alla guida eco-compatibile è stato voluto da ACI Bergamo, con la collaborazione tecnica di Nove&quindici (Associazione specializzata nella cultura della guida sicura ed ecocompatibile) e di Toyota Livio Cella nella qualità di sponsor tecnico.
Si tratta di un’iniziativa senz’altro da incoraggiare ai fini di ridurre l’impatto ambientale nell’uso di veicoli a motore.
Istruttori di Nove&quindici coordinati da Francesco Iorio e Pierandrea De Marco, saranno a disposizione di quanti si iscriveranno per un breve giro di prova in percorso urbano, durante il quale sarà possibile apprendere o perfezionare alcune modalità per risparmiare carburante e abbassare le emissioni nocive.
È evidente che una guida “al risparmio” produce anche prudenza e sicurezza, quindi minore incidentalità.
Nell’utilizzo quotidiano di auto e moto, è possibile contribuire con semplici accorgimenti alla riduzione di emissioni di CO2 per migliorare la qualità dell'aria e dell'habitat naturale che ci circonda, seguendo alcuni pratici consigli. Nove&quindici è sensibile a condividere le semplici indicazioni che sottolineano come sia facilmente possibile contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico ed i consumi.
Uno dei maggiori potenziali per ridurre i consumi sta indubbiamente nel miglioramento del comportamento e della consapevole tecnica di guida degli automobilisti.
È importante quindi creare o rinforzare una “coscienza del guidatore” o meglio, in questo caso, una responsabilizzazione del conducente.
Ma come promuoverla e come fissarla nella consapevolezza di ogni guidatore? Una corretta informazione ed una formazione mirata possono
aiutare a condividere l’utilità di una guida rispettosa dell’ambiente.
Intuizioni e buon senso, infatti, si combinano con dimostrazioni scientificamente provate per una guida ecocompatibile.

CHIUSO PER FERIE, MA NON TROPPO”

Si chiude per ferie, ma anche quest’anno meno a lungo che in passato. La tendenza delle chiusure collettive delle aziende metalmeccaniche della bergamasca si conferma quella degli ultimi anni: qualche azienda addirittura non chiuderà, qualche altra fermerà la produzione solo per una o due settimane. Niente a che vedere col mese di chiusura a cui i lavoratori erano abituati nel passato. “Si tratta di un segnale che conferma quanto il periodo sia di buona produttività per il settore” ha commentato Mirco Rota, segretario generale della FIOM-CGIL di Bergamo. “Le aziende medio-grandi chiudono per periodi ridotti o non chiudono affatto: dall’ABB Sace che ferma la produzione una sola settimana come anche la Schneider Electric, fino alla Saip&Schyller che resta, invece, sempre aperta. L’eccezione si riscontra alla Tenaris-Dalmine con 3 o 4 settimane di fermo a seconda dei singoli stabilimenti: in realtà i tempi lunghi della chiusura sono motivati da una serie di necessari interventi di manutenzione agli impianti, come accade ogni anno. C’è, inoltre da rilevare che, in generale, le chiusure non sembrano servire per coprire periodi di mancanza di lavoro o calo di ordinativi. La ripresa a settembre, perciò, si preannuncia abbastanza positiva".

Bergamo sotto la media nazionale e dal prossimo anno miglioramento del dato

In merito alla classifica relativa dell’indebitamento dei Comuni capoluogo di provincia al 31 dicembre 2006 e alla conseguente graduatoria in base al debito per abitante pubblicata oggi, lunedì 7 luglio, dal quotidiano “Il Sole 24 ore”, Bergamo si colloca al 27° posto con un debito per abitante pari a 1.304 euro. “Si tratta di un dato inferiore alla media nazionale, pari a 1.542 euro – commenta il Sindaco Roberto Bruni – dato che, comunque, non potrà che migliorare. Infatti nella prossima rilevazione 2007 il “rosso” per abitante sarà ulteriormente ridotto dal momento che già nella manovra di bilancio dello scorso anno (e confermata nell’attuale) l’Amministrazione ha stabilito di non contrattare alcun mutuo ma di utilizzare risorse proprie per far fronte agli investimenti programmati, non aggravando la situazione di indebitamento che, quindi, si alleggerisce per effetto del graduale rimborso dei mutui accesi in passato. Di conseguenza la nostra posizione in classifica, il prossimo anno, non potrà che positivamente scendere: al 31 dicembre 2007 infatti, il debito per abitante ammonta a 1.226 euro come da rendiconto approvato il 24 giugno scorso”. Scenderà poi il prossimo anno la percentuale del debito sulle entrate che dall’ 84,1 dell’attuale classifica (dato riferito al 31 dicembre 2006) passerà all’80,51%”.

giovedì 10 luglio 2008

Progetto Porta Sud e votazione del Consiglio provinciale a favore delle linee di indirizzo dell’Accordo di programma


Con il voto di ieri del Consiglio provinciale a favore delle linee di indirizzo dell’Accordo di programma per la costruzione della nuova sede della Provincia, possiamo dire che è stata posta “ la prima pietra “ dello sviluppo a sud della città. Un’ipotesi e un dibattito durati oltre mezzo secolo trovano oggi le condizioni per diventare realtà.
L’Amministrazione comunale con il progetto di Porta Sud ha individuato nell’area della stazione ferroviaria il moderno centro di interscambio fra i vari vettori di mobilità e attorno ad esso il terzo centro cittadino (dopo città alta e il centro piacentiniano).
L’anticipazione della costruzione della nuova sede della Provincia dà senso concreto a tutto il progetto ed offre una soluzione di razionalizzazione per superare la dispersione in più sedi di Assessorati e uffici collegati, oltre al vantaggio per i dipendenti e per gli utenti di poter accedere più facilmente alla sede con i mezzi pubblici (tram delle Valli, uso metropolitano della linea ferroviaria Seriate - Ponte S.Pietro, etc.). La nuova sede della Provincia è il primo grande intervento di una forte funzione pubblica a cui altre seguiranno.
Dopo l’aeroporto, la statalizzazione dell’università, la costruzione del nuovo ospedale, il tram delle Valli, ancora una volta si è dimostrato che quando le pubbliche istituzioni lavorano di concerto e non in antagonismo preconcetto ottengono risultati positivi per la comunità. Ciò che occorre è una concreta cultura di governo, non inficiata da ideologismi e preconcetti, ma legata alle esigenze dello sviluppo di una società da un lato sempre più ricca e dall’altro con sempre più bisogni.
Su questa scelta strategica è però arrivato puntuale il voto contrario della Lega, così come si preannuncia contrario, e forse non solo da parte della Lega, il voto sull’Accordo di programma per l’area degli ex OORR. Ci si chiede come alle prossime elezioni amministrative possano presentarsi alleate forze con strategie così diverse, a meno che la loro alleanza sia motivata esclusivamente da una logica di potere a cui è estranea una visione omogenea delle soluzioni necessarie per la nostra comunità.
Ma i bergamaschi, gente concreta e che bada al sodo dei problemi, sapranno distinguere fra chi fa propaganda e chi opera per il bene comune.


Roberto Bruni,

Sindaco di Bergamo

Numero di cacciatori ammissibili per la stagione venatoria 2008/2009

È stato definito il numero dei cacciatori ammissibili negli Ambiti Territoriale e Comprensori di Caccia per la stagione venatoria 2008/2009.
La relazione definitiva è stata approvata dalla Giunta Provinciale di oggi, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni.

La Regione Lombardia, per la stagione 2008/2009 ha fissato i seguenti indici di densità venatoria:
- Zona Faunistica delle Alpi (Comprensori Alpini di Caccia ): 46.48 ettari a cacciatore
- Territorio non compreso in Zona Alpi: 17.7 ettari a cacciatore

“Il provvedimento – spiega l’assessore provinciale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni – è un atto prescritto dalla normativa in materia di caccia. Ogni anno la Regione emana un decreto con il quale fissa gli indici di densità venatoria, ossia quanti ettari di territorio agro-forestale aperto alla caccia sono disponibili per ogni cacciatore”.
Alla luce degli indici definiti dalla Regione e fatto salvo il diritto di ogni cacciatore di essere socio dell’Atc e C.A. in cui ha la residenza anagrafica, il numero dei cacciatori ammissibili negli Ambiti Territoriali di Caccia e nei Comprensori Alpini di Caccia per la Provincia di Bergamo è così ripartito:

- 234 per il C.A. Valle di Scalve
- 336 per il C.A. della Valle Borlezza
- 544 per il C.A. Valle Seriana
- 991 per il C.A. Valle Brembana
- 3.035 per l’Ambito Territoriale Prealpino
- 2.087 per l’Ambito Territoriale Pianura

Venerdì 11 luglio, ore 17, inaugurazione nuova fontana Parco Suardi

Domani, venerdì 11 luglio alle ore 17, ritrovo all’ingresso del Parco Suardi in via Battisti, ci sarà l’inaugurazione della nuova fontana all’interno del Parco Suardi che recupera i “Moduli di Plorzano” dell’antica Roggia Serio. Interverranno, tra gli altri, il Sindaco Roberto Bruni, l’assessore ai Lavori pubblici Carlo Fornoni, l’assessore all’Ecologia, ambiente e verde pubblico Fausto Amorino, il Presidente del Consorzio della Media Pianura Bergamasca Marcello Moro. Il progetto, nato dalla volontà e dalla collaborazione del Comune di Bergamo e del Consorzio della Media Pianura Bergamasca, ha previsto la realizzazione di una fontana didattica e decorativa. La fontana raffigura, in forme nuove, le due rogge Serio Grande e Nuova, riutilizzando e facendo rivivere tutti gli elementi recuperati tra cui il monolite principale contenente i “moduli di Plorzano”. Si aggiunge al recupero del sostegno, una vasca in memoria dei fontanili e il getto di alimentazione della fontana-canale che ricorda le fonti, le cadute d’acqua presenti nelle valli bergamasche. Una fontana-canale che offrirà ai frequentatori del parco Suardi l’occasione per riconoscere l’opera di bonifica e di irrigazione della pianura padana e, nel contempo, sarà un segno di memoria della scuola idraulica lombarda che ha contribuito, in anticipo sui tempi della costruzione dei canali negli altri paesi d’Europa, alla formazione della pianura irrigua.

mercoledì 9 luglio 2008

City Sightseeing Bergamo

A Bergamo si viaggia su un autobus scoperto per visitare la città come in altre città europee.

cooperazione chirurgica internazionale