domenica 28 settembre 2008

«Adunata 2010? Siamo pronti»


Il 18 ottobre il Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione nazionale alpini deve scegliere tra Bergamo e Pordenone. Chi vincerà? Ne abbiamo parlato con Antonio Sarti, presidente della sezione orobica.


Gli alpini sono sempre il corpo più amato. Come spiega questo affetto?
Basta guardare alla provincia di Bergamo, che conta ben 261 gruppi. Ciò significa uno per ogni paese, ovvero una notevole forza lavoro sempre orientata alle necessità della collettività. Questa è la risposta: la gente riconosce agli alpini, in tutta la loro lunga storia, una grande disponibilità ad aiutare gli altri a prescindere dal servizio militare.
E l’Ana, del resto, è strenuamente impegnata nei compiti di Protezione Civile. Il suo curriculum ne è la più chiara conferma.
Effettivamente sono stato per vent’anni responsabile della Protezione Civile degli alpini e in questo lasso di tempo abbiamo fatto numerosi interventi in occasione delle tante catastrofi che purtroppo hanno colpito il territorio nazionale. Ma abbiamo operato anche all’estero: Armenia, Francia, guerra in Kosovo… Tutte le volte che c’era bisogno di andare ad aiutare delle popolazioni in difficoltà non ci siamo mai tirati indietro, anche in virtù di una grande professionalità: è un campo in cui non si può inventare nulla, bisogna essere adeguatamente attrezzati e avere un metodo di lavoro rigorosamente pragmatico. Per agire tempestivamente in scenari di tragedia.
Alla Protezione Civile l’Ana bergamasca affianca tra l’altro una più vasta attività di cooperazione internazionale.
Sì, anche perché ci sono parecchi alpini che vanno spontaneamente a dare una mano all’estero. Nemmeno noi sappiano esattamente quanti siano. Ad esempio sono anni che gli alpini di Villongo vanno nelle favelas del Brasile a costruire case e centri di accoglienza. Stessa cosa per quelli della Val Brembana in Messico. E come non citare Franco Pini, che andando a prestare la propria opera per decenni in Kenya ha costruito, con la gente del posto, una piccola città. Simile è la storia di Rino Berlendis, alpino di Zogno che ha collezionato una settantina di lunghi soggiorni in Rwanda durante i quali si è dato da fare insieme alle popolazioni autoctone per migliorarne le condizioni di vita.
Poderoso anche l’impegno diretto sul territorio bergamasco.
Calcoli che solo l’anno scorso gli alpini hanno dato in opere di solidarietà qui in provincia 260 mila ore, oltre a un milione e 200 mila euro direttamente in aiuti economici. Un grande impegno in termini numerici concreti per la comunità di appartenenza.
Passiamo a un appuntamento che scalda i cuori di Penne Nere e non: l’adunata nazionale. Sono due le candidate per il 2010: Bergamo e Pordenone.
Il 18 ottobre c’è un Consiglio direttivo nazionale a Milano. Io sarò chiamato ad esporre le motivazioni della sezione di Bergamo e lo stesso farà il presidente della sezione di Pordenone. Poi il Consiglio deciderà. Ovviamente auspichiamo che la scelta cada su Bergamo.
Bergamo ha ospitato l’adunata nel 1962 e nel 1986. Per rispettare la cadenza 24ennale il 2010 sarebbe perfetto…
Effettivamente si verrebbe a creare una curiosa regolarità. Noi, dal punto di vista logistico-organizzativo, siamo pronti ad affrontare la manifestazione: abbiamo l’appoggio di una trentina di Amministrazioni disposte ad ospitare gli alpini, del Comune di Bergamo, della Provincia, del prefetto, del questore, dell’Unione Industriali, della Camera di Commercio e della Regione Lombardia. Insomma, se scatterà l’adunata nazionale a Bergamo sapremo perfettamente come muoverci.
Una coesione difficilmente eguagliabile, dunque. Bergamo parte avvantaggiata?
Calcoli che dietro la scelta della sede dell’adunata ci sono anche ragioni associative ben precise. La decisione di andare a Cuneo invece che a Bergamo, ad esempio, è stata dettata dalla volontà di restituire compattezza all’importante sezione piemontese, che stava vivendo un periodo difficile.
Un commento sul servizio militare. L’abolizione della leva vi ha visto fortemente contrari.
Sì, perché vediamo nella leva un momento positivo nella vita di un giovane. Certo, ci sono anche momenti antipatici durante il servizio militare; però vivere in comunità con altre persone senza l’ausilio della famiglia, nonché soffrire e faticare insieme, dona uno spirito tutto particolare. E insegna ai giovani che esistono doveri, ordine, Patria e sacrificio. Insomma, è l’aspetto morale che preoccupava e tuttora preoccupa.
Lo scenario delle forze armate è però radicalmente cambiato negli ultimi anni.
Verissimo. Oggi occorrono certamente militari professionisti che sappiano dare corso a quanto appreso nell’uso di tecnologie avanzate. Però crediamo che un ruolo anche per dei ragazzi di leva lo si possa trovare. Tanto per fare un esempio, si potrebbe pensare a una brigata alpina prettamente destinata a compiti di Protezione Civile, da utilizzare nelle emergenze ma anche nella prevenzione all’interno di aree idrogeologicamente a rischio.
La sezione bergamasca dell’Ana resta comunque la più numerosa d’Italia.
Abbiamo tanti soci giovani e anche quest’anno chiudiamo senza diminuzioni nel numero totale di iscritti. Certo, se non cambia nulla prima o poi la decrescita sarà inevitabile.

mercoledì 17 settembre 2008

PRENDERE IL TRENO ANCHE DA VIA GAVAZZENI: ORA SI PUO'

LUIGI BRESCIANI È IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL DI BERGAMO


BERGAMO - È stato eletto nel primo pomeriggio di oggi dal Comitato Direttivo della CGIL di Bergamo il nuovo segretario generale provinciale: è Luigi Bresciani, già da due anni e mezzo componente della segreteria.

La giornata di lavoro è cominciata alle 10.30, quando il segretario generale regionale CGIL Nino Baseotto ha avanzato ufficialmente alla platea la proposta del nome di Bresciani per la sostituzione del segretario generale. Laini, infatti, dopo otto anni alla guida del sindacato bergamasco, nel luglio scorso aveva rimesso il mandato per entrare, poi, a far parte della segreteria regionale della CGIL come coordinatore delle politiche regionali.

Nella sua dichiarazione programmatica davanti alla platea del Comitato Direttivo, prima del voto, Bresciani è partito da una riflessione sulle tendenze economiche internazionali: “Dentro questi processi emerge la particolare fragilità del nostro Paese, la fragilità del sistema produttivo, il nanismo di tante nostre Imprese, la debolezza strutturale della scuola, della ricerca, dell’Università. Negli ultimi anni i Governi hanno tagliato dove invece avrebbero dovuto investire”.
E poi ha parlato delle difficoltà di molte imprese: “Sia quelle rivolte al mercato nazionale risentono della contrazione dei consumi e del rallentamento del ciclo dell’edilizia sia quelle proiettate sui mercati internazionali risentono del livello elevato del cambio dell’euro sul dollaro, nonostante vi sia una tenuta della domanda dei paesi emergenti ed asiatici. Il problema nel nostro paese è che i Governi non hanno lavorato per sostenere i consumi e i redditi. Il tutto è aggravato dalla manovra depressiva del Governo Berlusconi. Noi abbiamo il dovere di elencare le priorità in modo giusto: chiedere un cambiamento della politica economica e fiscale del Governo per sostenere i redditi dei lavoratori e dei pensionati, per avviare investimenti e non tagli nella scuola e nella sanità pubblica (questo sarà al centro della manifestazione del 27 settembre); arrivare ad un nuovo modello contrattuale che corrisponda di più e meglio alle esigenze dei lavoratori”

Su questo secondo punto, per Bresciani, le premesse non sono buone. “Il documento di Confindustria non va bene, non è neppure emendabile. Il nostro è un no netto all’impianto di quel documento. Per continuare il negoziato è necessario ripartire dal documento unitario. Se Confindustria vuole programmare una riduzione del salario attraverso il contratto nazionale noi non siamo disponibili. E’ in atto un giro di vite contro i lavoratori, contro i lavoratori pubblici in particolare”.

Sulla situazione di Bergamo il nuovo segretario generale ha detto: “Noi viviamo in una realtà tutta particolare. Una realtà forte, dal punto di vista economico, solida, ma che nel secondo trimestre del 2008 ha visto una diminuzione del 2,6% della produzione manifatturiera, nonostante ciò l’export ha segnato nei primi 4 mesi del 2008 un + 6,8%. E’ una contraddizione? No, è il segno che spazi per riprendersi ci sono, è il segno che qui ci sono imprese che, nonostante tutto, investono e innovano. Permettetemi un qualche ragionamento che dovremo pur fare sul ruolo, troppo spesso notarile, delle Associazioni che rappresentano le grandi e le piccole aziende e sul destino dei siti industriali delle imprese in crisi. La valutazione va fatta caso per caso, ma noi dobbiamo prioritariamente sostenere la reindustrializzazione e i vincoli di destinazione delle aree interessate occupate da aziende in crisi, al solo ed esclusivo uso industriale. Perché di speculazioni sulle aree ne stiamo vedendo troppe! E non possiamo fare finta di nulla. Anche a fronte al fatto che molti Comuni brindano quando un’industria se ne va e quell’area diventa edificabile. Questa è la verità. Noi non possiamo essere chiamati solo per mettere il timbro sulla cassa integrazione e vedere poi gli industriali interessati più a ragionare con il sindaco di turno per cambiare destinazione d’uso alle proprie aree”.

Bresciani ha poi richiamato il documento siglato il 20 maggio 2008 con le altre sigle sindacali confederali: “Con CISL e UIL abbiamo prodotto un documento sui temi dello sviluppo, dell’occupazione e delle politiche territoriali. Lì c’è uno sforzo sincero di comprensione, di analisi e di proposta sulle trasformazioni, sui cambiamenti e sulle crisi nei diversi comparti. Ci sono proposte unitarie sulle politiche attive del lavoro, sulla contrattazione e sulla bilateralità, sul sistema formativo, sulle priorità in campo socio sanitario e assistenziale, sulla negoziazione territoriale e sui grandi nodi infrastrutturali della nostra provincia. È tutto lì e quel documento del maggio 2008 è un pezzo importante della mia dichiarazione programmatica non fosse altro per il contributo che, insieme ad altri, ho personalmente dato alla sua stesura”.

Tre i fronti su cui la CGIL di Bresciani vuole impegnarsi per un investimento attivo politico ed organizzativo nei prossimi anni: sono l’espansione e qualificazione dei servizi, le iniziative e politiche per i migranti, i giovani, le donne e il rinnovamento dei gruppi dirigenti. In particolare su quest’ultimo punto Bresciani ha chiesto alla platea di sindacalisti di “essere generosi e disinteressati, subordinando particolarità e convenienze di ciascuno ai fini comuni della CGIL. Sul rinnovamento ci siamo dati delle regole e le regole vanno rispettate e io ho tutta l’intenzione di farle rispettare”.

L’elezione si è conclusa attorno alle 14.00. Per quanto riguarda le preferenze, i 71 votanti hanno espresso 64 voti favorevoli a Bresciani (che era l’unico candidato), 5 contrari e un’astensione (più una scheda bianca).

A OTTOBRE APRE IL SOTTOPASSAGGIO FS


BERGAMO - Non più lunghe camminate di corsa tra traffico e smog, per arrivare in tempo in aula. a piedi tra via Bonomelli e viale Europa. Gli studenti delle scuole del polo tecnico di via Gavazzeni (Natta, Quarenghi, Galli e Pesenti), da metà ottobre potranno raggiungere le loro scuole appena scesi dal treno o dalle corriere che arrivano dalla provincia, imboccando il nuovo sottopasso pedonale che collega la stazione Fs con la parte sud della città, evitando di l'aggirare la linea ferroviaria.
E' stata un'attesa lunga quasi mezzo secolo, ma, finalmente, tra circa un mese (la data esatta dell'inaugurazione sarà comunicata prossimamente), il sottopasso sarà aperto al pubblico. E saranno soprattutto gli studenti (ma anche chi dovrà raggiungere a piedi la clinica Gavazzeni e la Casa del Giovane) i principali utilizzatori del sottopassaggio, un'opera realizzata con finanziamenti sia del Comune di Bergamo sia di Rfi (Rete ferroviaria italiana) proprietaria dell'area.
Lo ha annunciato ieri l'amministrazione comunale cittadina nel corso di un sopralluogo sul cantiere, alla presenza dell'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Fornoni, dell'assessore alla Mobilità, Maddalena Cattaneo, dell'assessore alla Pubblica istruzione, Silvana Nespoli, dei rappresentanti di Rfi e dell'impresa che ha realizzato il manufatto.
Un annuncio che cade giusto nel corso della Settimana della Mobilità, evento voluto dall'amministrazione di centrosinistra per incrementare l'uso di mezzi non motorizzati o pubblici. E proprio chi si sposta in bici trarrà un vantaggio dal nuovo sottopasso grazie anche a gratuiti posteggi per biciclette disponibili sia su piazzale Marconi sia all'ingresso del sottopasso in via Gavazzeni.
Iniziati nel giugno del 2006, prorogati di sei mesi dir recente, i lavori sono ormai alla tappa finale.
Il sottopasso resterà chiuso nelle ore notturne (due cancelli sono previsti sul lato di via Gavazzeni) e sarà sorvegliato all'interno e all'esterno da nove telecamere collegate alla polizia ferroviaria. Nel corso dei lavori, è stata realizzata anche una seconda scala di accesso al sesto binario.

TRAPIANTATI IN BICI DA BERGAMO A ROMA

BERGAMO - Un giro d'Italia speciale quello che compiranno su una bicicletta undici trapiantati a Milano, Bergamo, Torino e Innsbruck (Austria) dal 18 al 23 settembre.
Una traversata in sette tappe fino alla Capitale per ricordare agli Italiani e sopratutto a quelli più giovani che donare gli organi è un grande gesto d'amore e contro il calo dei trapianti.
Organizzata dall'associazione “Amici del trapianto di fegato”, con il sostegno degli Ospedali Riuniti, l'unico ospedale in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto (2.138 dal 1985 al 2007), la quinta edizione del Granfondo internazionale trapianti vedrà 11 trapiantati e 7 accompagnatori anch'essi trapiantati (assistiti da una squadra di medici e infermieri), percorrere 864 chilometri fino a Roma.
Una iniziativa che arriva dopo la recente “polemica” sulla morte cerebrale, ma anche a seguito di un calo (per la prima volta da decenni), degli organi donati in Lombardia, stimato del 25% rispetto al 2007, come ha ricordato ieri durante la presentazione del Granfondo, il coordinatore provinciale prelievo e trapianto d'organi e tessuti, dottor Mariangelo Cossolino: “Il calo delle donazioni significa meno trapianti e anche se in Bergamasca questa diminuzione non dipende da ragioni culturali ma mediche e cliniche”.
Del medesimo avviso Michele Colledan, direttore Chirurgia generale III e Trapianti di Fegato: “Non informeremo mai abbastanza sull’argomento. Il calo delle donazioni significa più morti fra i pazienti in lista d’attesa e tempi d’attesa che si allungano, così che si arriva al trapianto in condizioni peggiori e quindi con maggiori rischi di complicazioni” – e Stefano Fagiuoli, Direttore Gastroenterologia: “La cultura della donazione non va mai data per acquisita per sempre”.
"Anche alla luce di questo- hanno ricordato Valentina Lanfranchi, vicepresidente degli Amici del trapianto di fegato il direttore generale Carlo Bonometti - , l'edizione 2008 coinvolgerà sopratutto le scuole (oltre che istituzioni, associazioni e centri di ricerca)".
Tra i ciclisti bergamaschi Carlo Brambilla, Dante Colotti, Augusto Monti (trapiantato di fegato due volte) e Renato Moretti.
Tappa finale sarà l'incontro a Roma con il direttore del Centro nazionale dei trapianti, Alessandro Nanni Costa.
Il Granfondo è un evento nazionale che vede tuttavia Bergamo e Riuniti in primo piano, anche grazie al recente programma di trapianti intestinale multiviscerale in età pediatrica.
Paolo Santini

CREBERG RESTAURA TELA DI MORONI

BERGAMO - E' tornata all'antico splendore la monumentale tela cinquecentesca di Giovan Battista Moroni (misura 291,5 x 470,5 centimetri), proveniente dalla chiesa di Sant'Alessandro della Croce in Borgo Pignolo. Si è infatti appena concluso il restauro de “La Trinità che incorona la Vergine”, olio su tela risalente all'ultima fase di attività del pittore Giovan Battista Moroni.
I lavori di restauro, promossi dalla Fondazione Credito Bergamasco, si sono svolti sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico, artistico e etnoantropologico di Milano e sono stati curati da Minerva Maggi, Alberto Sangalli ed Eugenia De Beni che li hanno eseguiti direttamente nei locali messi a disposizione dall'Ente che ha finanziato il recupero della tela.
L'intervento” spiega Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, “ha permesso di rilevare i deterioramenti causati dai lavori condotti in precedenza e vi ha posto rimedio ed inoltre ha consentito di riportare l'intero dipinto alla sua originale eleganza".
Tutte queste informazioni saranno rese note nel corso di una conferenza dal titolo “Il Moroni invisibile: la ricerca scientifica oltre il restauro”, che si svolgerà sabato 4 ottobre alle ore 18, nella sala Traini del Credito Bergamasco. A partire da martedì 16 e fino a martedì 30 settembre il dipinto “La Trinità che incorona la Vergine” sarà visitabile al pubblico nella sede centrale del Credito Bergamasco in largo Porta Nuova 2, quindi la tela sarà ricollocata nella chiesa parrocchiale di sant'Alessandro della Croce, ove sarà ufficialmente presentata alla cittadinanza nel corso di una cerimonia in programma domenica 19 ottobre alle ore 20.30.