lunedì 4 agosto 2008

DELLA PALMA: LEZIONI DI MODA: A SCUOLA TUTTI CON IL GREMBIULINO

BERGAMO - Gli scolari? Tutti vestiti con il grembiulino. “Grazie e per favore? “ due locuzioni da ripristinare nel linguaggio quotidiano. Le prime donne del cinema e della televisione? Tutte uguali, tutte veline. Le Donne di una volta (AnnA Magnani e Silvana Mangano dove sono finite?” Piazza Mascheroni, Cità lta: lezioni di stile (che non c’è più) da parte di Diego Della Palma, scrittore e esperto di immagine, ospite d’eccezione della penultima serata del Festival del Cinema d’Arte. Invitato al talk show sul palco per disquisire di moda e stile insieme al presidente di Assomoda, Giulio Di Sabato e al presidente della camera nazionale della moda, Mario Boselli. Elegante nel suo completo bianco, Della Palma noto al pubblico tv per le sue lezioni di stile, spiazza subito con una frecciata demodé che non ti aspetti: “oggi c’è il rischio che le differenze sociali ritornino anche dl modo con cui ci si veste a scuola. Scarpe, maglioni, pantaloni e gonne firmate anche a 10 anni è un‘assurdità. Sarebbe ora di riprendere la sana abitudine di vestire una divisa, un grembiulino. Tutti uguali; il figlio del sindaco e il figlio dell’operaio”. Viva l’omologazione quindi? (come insegnava il buon vecchio Mao): Sì, ma solo a una certa età- Poi bisognerebbe cambiare. E distinguersi. “Guardate i volti femminili della tv: vestono tutte uguali, Tutte come delle veline. le dive del cinema anni ’50 si facevano ritagliare su misura i vestiti di scena. Era l’alta moda. E non mi riferiscono solo a Grace Kelly… Oggi, vista una, viste tutte”. Il velinismo impera. Velinismo che non fa rima con eleganza o classe. A pochi metri dallo sciamare della Corsarola, dove il kebab sarebbe solo l’epigono di una lunga serie di nostranissime pizzerie, paninoteche gelateria e yogurterie, brioscerie, assalite da una fauna umana dove il burinismo impera, sul palco del Festival del cinema d’arte, c’è chi tira le orecchie allo stracafonal odierno. “Non vedo più classe in giro – incalza Della Palma – e non solo nel vestire: sarebbe anche ora che si riprendi a dire grazie e per favore un po’ più spesso…”. Torniamo al cinema. “IL cinema deve fare moda. Gli attori vestivano capi unici sartoriali. Che spesso venivano pagati. L’omologazione è la condanna di ogni essere umano”. Fin qui la lezione di stile. U sul futuro della moda italiana? “La sfida è maggiore creatività. Moda è anche comunicazione. Non ci vestiamo mai a caso. A ogni capo scelto diamo un significato preciso. Franco Moschino è quella creatività nella moda che è venuta a mancare. Recuperiamola!”

OPERAI AGRICOLI: NUOVO CONTRATTO

BERGAMO - Un aumento delle retribuzioni del 6,7%, una equiparazione degli inquadramenti tra i vari comparti (tradizionale allevamento, florovivaisti, funghicoli), maggiori tutele retributive per i lavoratori delle cooperative che svolgono lavori in appalto per le aziende agricole (ad essi, rispetto a quanto oggi avviene, sarà riconosciuto un salario equivalente a quello degli altri operai agricoli), nuovi strumenti per la sicurezza dei lavoratori.
Sono queste, in sintesi, alcune novità del nuovo contratto provinciale degli operai agricoli (le figure amministrative hanno un altro contratto), siglato il 31 luglio dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dalle organizzazioni datoriali (Upa, Confederazione italiana agricoltori, e Coldiretti).
Duemila ottocento operai, una presenza crescente di addetti stranieri (indiani e pakistani soprattutto nella zootecnia), e una crescita degli avventizzi (lavoratori a tempo determinato), il settore agricolo è caratterizzato da una modalità di contrattazione differente rispetto all'industria e al terziario: accanto al contratto nazionale collettivo, non c'è infatti la contrattazione decentrata a livello aziendale, ma un contratto a livello provinciale.
Il rinnovo del contratto degli operai agricoli (l'ultimo in vigore era scaduto a fine 2007) ha riguardato sia il biennio economico sia il quadriennio normativo. Tra le altre novità, l'adeguamento delle indennità di trasferta per i florovivaisti, l'erogazione di una "una tantum", la costituzione entro il prossimo anno, di un ente bilaterale per la promozione della sicurezza e della salute.
Nel 2006 il settore primario in bergamasca ha registrato 1761 avviamenti al lavoro. I non italiani sono stati 696, il 40% del totale.

PREZZI E DINAMICHE DELL’ORTOFRUTTA NEL MESE DI LUGLIO 2008

Estate piena, e vera, finalmente. E stagione al culmine per frutta e verdura, specialmente per la produzione bergamasca, che offre al consumatore una gamma davvero ampia: lattughe, cetrioli (verdi e bianchi), cavoli, fagiolini tipo boby, fagioli, cicorie, bietole da coste, bietole da erbette, fiori di zucchine, zucchine, melanzane, piccoli frutti. Si tratta di derrate di alta qualità, la cui presenza produce anche l’effetto di bilanciare le quotazioni della merce proveniente da lontano, aiutando così a contenere i prezzi complessivi. L’eccezione sta nelle lattughe e soprattutto nei fagiolini: la scarsità di prodotto in relazione alla domanda spinge all’insù i prezzi Siamo invece in linea con le medie dell’anno scorso quanto a volumi e prezzi del pomodoro da sugo, che sta entrando nel vivo della propria stagione. Ridimensionati rispetto alle settimane scorse i prezzi di peperoni e melanzane.
Stagione piena anche per angurie e meloni: prezzi ai minimi stagionali, forse nel caso dei meloni anche un po’ troppo bassi in relazione ai costi di produzione. Si sono tenuti più elevati del solito, invece, i prezzi di pesche e nettarine perché la domanda sta superando l’offerta: con i primi di agosto potrebbero però aumentare i volumi, e quindi scendere i prezzi. Per chi ama le susine questo è il momento migliore: ampia disponibilità di varietà, qualità e volumi (soprattutto dalla Romagna) per tutti i gusti e tutti i portafogli. Freschezza e bontà di antichi sapori nostrani con le varietà estive di pere: Morettini, Guyot, Santa Maria, Coscia, presenti in quantità non clamorose ma a prezzi accessibili. Viceversa la stagione delle albicocche volge al termine: finite quelle italiane, restano quelle francesi, ben confezionate ma dal prezzo superiore. Non è più la migliore stagione nemmeno per le fragole, le cui quantità sono ormai ridotte e di conseguenza i prezzi sono risaliti. Esclusivamente esteri anche gli agrumi: argentini i limoni, con prezzi in netta discesa, e sudafricane le arance, le cui quotazioni sono stabili.
Il mercato dell’uva comincia a farsi davvero interessante, anche se la qualità non è ancora al top: la varietà Vittoria, proveniente da Sicilia e Puglia, è praticamente l’unica presente finora, con volumi in aumento e prezzi in decisa diminuzione.
Le prossime settimane vedranno l’arrivo delle prime mele, a partire dalle Royal Gala, e delle prime pere William nazionali, nonché dei fichidindia siciliani, mentre l’uva aumenterà in misura considerevole i volumi disponibili. Sono comunque le settimane migliori per il consumo di frutta e verdura: cibo dissentante, rinfrescante e leggero, il modo migliore per alimentarsi nella calura estiva.