lunedì 17 novembre 2008
mercoledì 12 novembre 2008
NOTTE ZERO: IL PREFETTO PLAUDE ALLA COLLABORAZIONE TRA FORZE DELL'ORDINE: Polizia locale, Carabinieri, Polizia di Stato e Finanza

TERNO D'ISOLA - Il controllo preventivo e repressivo del territorio attuato in alcuni centri dell'Isola farà scuola in Bergamasca ma anche in Lombardia. Lo hanno dichiarato manifestando tutto il loro plauso, il prefetto di Bergamo, Camillo Andreana e l'assessore regionale alla sicurezza, Stefano Maullu, in occasione della presentazione presso il consorzio di polizia locale dell'Isola, a Terno, dei risultati di Notte zero, iniziativa interforze condotta dalle 18 di sabato 27 alle 6 di domenica 28 settembre a Almenno San Salvatore, Bonate Sotto, Brembate Sopra, Chignolo, Madone, Mapello, Medolago, Presezzo, Sotto il Monte. Un'operazione voluta dal consorzio di polizia e a cui hanno aderito anche i comandi provinciali di carabinieri, Guardia di finanza e polizia di Stato con propri uomini e mezzi. "Notte Zero" ha ricordato nel suo elogio il prefetto Andreana, non solo "ha rispettato la normativa, ma ha valorizzato il ruolo di ogni forza dell'ordine, rispettandone limiti e competenze. Un modello di collaborazione da sviluppare, riproporre ed esportare anche fuori provincia. Più che i numeri, conta la filosofia che c'è dietro l'operazione Notte Zero".
L'obiettivo dell’operazione “Notte Zero” sembra sia stato raggiunto. Infatti non si sono registrati incidenti stradali, schiamazzi e danneggiamenti. I continui e costanti controlli serali e notturni hanno portato ad una presa di coscienza da parte dei conducenti della non poco remota possibilità di incappare in un controllo di polizia e di subirne eventuali conseguenze e forse qualcuno ha cominciato a riflettere circa i rischi generali derivati dall'ingestione di sostanze tossiche quali alcol e droghe. Questo dato risulta anche da brevi colloqui con i giovani: forte è il "tam-tam" o passa parola tra loro, dentro e fuori i locali.
L'obiettivo dell’operazione “Notte Zero” sembra sia stato raggiunto. Infatti non si sono registrati incidenti stradali, schiamazzi e danneggiamenti. I continui e costanti controlli serali e notturni hanno portato ad una presa di coscienza da parte dei conducenti della non poco remota possibilità di incappare in un controllo di polizia e di subirne eventuali conseguenze e forse qualcuno ha cominciato a riflettere circa i rischi generali derivati dall'ingestione di sostanze tossiche quali alcol e droghe. Questo dato risulta anche da brevi colloqui con i giovani: forte è il "tam-tam" o passa parola tra loro, dentro e fuori i locali.
"Nel corso dell'operazione Notte Zero - hanno sottolineato Fabio Alessio e Fabio Masserini, presidente e comandante del consorzio di Polizia locale dell'Isola-, sono state controllate 27 attività commerciali (esercizi pubblici), sono state elevate 6 sanzioni alle normative commerciali una sanzione alle normative fiscali. Sono state controllate 300 autovetture e 450 persone, di cui quattro segnalate per detenzione stupefacenti e due denunciate per possesso di documenti falsi. Sono stati confiscati quattro veicoli per superamento del limiti alcolemici di 1,5 g/l. Le forze dell'ordine hanno ritirato12 patenti per abuso di sostanze alcoliche, per stupefacenti e per velocità. Sono stati infine redatti 51 verbali al Codice della Strada tra cui 20 per velocità".
venerdì 24 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
Progetto Porta Sud per la Provincia.Firmato l’accordo di programma. Bettoni: "Abbiamo osato: è un momento storico"

BERGAMO - È stato firmato questa mattina a Palazzo Frizzoni l’accordo di programma finalizzato alla realizzazione della nuova sede della Provincia di Bergamo.
Per il Comune di Bergamo c’erano: il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni con l’assessore all’Urbanistica Walter Grossi; del direttore compartimentale di Milano delle Ferrovie, Domenico Colombo e del Presidente di Porta Sud, Claudio Bonfanti.
Per la Provincia: il Presidente Valerio Bettoni; l’assessore alla Pianificazione territoriale e Grandi Infrastrutture, Felice Sonzogni e del dirigente Beppe Epinati.
La nuova sede sorgerà nel punto di cerniera tra le due parti del nuovo centro di Bergamo. L’operazione di riunificazione di tutti gli uffici della Provincia in un’unica sede porterà benefici di tipo economico all’amministrazione provinciale ma soprattutto porterà vantaggi per la collettività in termini di maggiore fruibilità e qualità dei servizi, di migliore accessibilità e di diminuzione del traffico indotto. Non si tratterà di un edificio esclusivamente funzionale agli uffici della Provincia, ma dovrà anche favorire funzioni polivalenti. In particolare si immaginano al piano terra spazi espositivi e comunque di facile fruizione pubblica che intearagisca con il territorio e la cittadinanza.
“Con questo progetto dell’area di Porta Sud, a Bergamo, si fa un grande passo nella riqualificazione urbanistica della zona, segno di quella modernità alla quale la Bergamasca sta dando forma. Mi piace rilevare – sottolinea il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni – il ruolo dinamico delle istituzioni del governo locale, con il parallelo coinvolgimento di numerosi settori della nostra società. Porta Sud è la dimostrazione che sappiamo appassionarci alla ricerca, all’innovazione tecnologica, al progresso. Porta Sud avrà un riassetto urbanistico dopo decenni di immobilismo, anche in questa zona della città: questo complesso gioverà anche all’efficienza della Provincia, con un notevole risparmio di tempi e di costi e con considerevoli vantaggi di comodità per i cittadini che vi faranno capo”.
Attualmente la Provincia ed i suoi uffici sono dislocati su più sedi distribuite nel centro di Bergamo. In via Tasso i principali uffici istituzionali ed amministrativi, in via Sora i servizi tecnici, in via Camozzi i servizi legati all’ambiente ed alle politiche sociali, in viale Papa Giovanni la formazione professionale, in via F.lli Calvi (e via San Giorgio) l’agricoltura e la polizia provinciale, in via Borgo S. Caterina turismo e cultura ed infine in via Novelli la sede dell’A.T.O.
La soluzione individuata prevede la riunificazione di tutti i servizi nell’unica sede presso Porta Sud, ed il mantenimento della sola sede di via Tasso quale sede di rappresentanza e degli organi istituzionali della Provincia. Grazie a questa operazione si avrà una consistente diminuzione delle spese annue per affitti e per la gestione e manutenzione delle sedi.
Il costo complessivo dell’operazione è pari a 45 milioni di euro; la copertura finanziaria è interamente garantita dalla cessione delle attuali sedi - per un valore stimato di 31,5 milioni di euro - e dai risparmi derivanti dagli affitti - per un valore di 14 milioni di euro.
Un ulteriore risparmio annuo stimato prudenzialmente in almeno 200 mila euro deriverà inoltre dai minori costi di gestione e manutenzione della Nuova sede rispetto alle attuali. Non vanno infine dimenticati i benefici che ne deriveranno sia in termini strettamente urbanistici che in termini di maggiore mobilità, qualità della vita, accessibilità e qualità dei servizi.
“L’intervento infatti – dichiara l’assessore provinciale Felice Sonzogni – è collocato in un punto strategico che costituisce anche l’incrocio dei vari sistemi di mobilità: si potrà comodamente accedere a piedi, in bici, con gli autobus, con i treni, con i tram, avendo l’aeroporto nelle immediate vicinanze. Il progetto verrà scelto attraverso un bando di concorso internazionale per garantirci in un luogo così significativo un alto profilo architettonico che deve contribuire alla qualificazione del luogo e del paesaggio ben oltre il perimetro della città. Solo l’esito del confronto fra le varie proposte progettuali potrà aiutarci a individuare la soluzione più coerente con l’impianto urbanistico di area vasta, pensiamo anche solo a Città Alta, e la qualità architettonica del nuovo edificio”.
L’immobile avrà una superficie lorda di pavimento pari a metri 18.000 che si svilupperanno su più piani fino ad un’altezza massima fuori terra di metri 88,00 oltre a piani interrati da adibire a box. Sarà realizzata con tutti i requisiti tecnici e costruttivi che offre la tecnologia contemporanea per ridurre il più possibile le spese di manutenzione dell’edificio e delle sue componenti nel tempo (qualità costruttiva e tecnologica) ed utilizzando materiali e tecnologie che configurarono un complesso ecocompatibile, con l’integrazione di sistemi attivi e passivi per il risparmio energetico che permetteranno una riduzione dei costi di gestione e contribuiranno alla salvaguardia ambientale (qualità e sostenibilità ambientale).
Per il Comune di Bergamo c’erano: il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni con l’assessore all’Urbanistica Walter Grossi; del direttore compartimentale di Milano delle Ferrovie, Domenico Colombo e del Presidente di Porta Sud, Claudio Bonfanti.
Per la Provincia: il Presidente Valerio Bettoni; l’assessore alla Pianificazione territoriale e Grandi Infrastrutture, Felice Sonzogni e del dirigente Beppe Epinati.
La nuova sede sorgerà nel punto di cerniera tra le due parti del nuovo centro di Bergamo. L’operazione di riunificazione di tutti gli uffici della Provincia in un’unica sede porterà benefici di tipo economico all’amministrazione provinciale ma soprattutto porterà vantaggi per la collettività in termini di maggiore fruibilità e qualità dei servizi, di migliore accessibilità e di diminuzione del traffico indotto. Non si tratterà di un edificio esclusivamente funzionale agli uffici della Provincia, ma dovrà anche favorire funzioni polivalenti. In particolare si immaginano al piano terra spazi espositivi e comunque di facile fruizione pubblica che intearagisca con il territorio e la cittadinanza.
“Con questo progetto dell’area di Porta Sud, a Bergamo, si fa un grande passo nella riqualificazione urbanistica della zona, segno di quella modernità alla quale la Bergamasca sta dando forma. Mi piace rilevare – sottolinea il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni – il ruolo dinamico delle istituzioni del governo locale, con il parallelo coinvolgimento di numerosi settori della nostra società. Porta Sud è la dimostrazione che sappiamo appassionarci alla ricerca, all’innovazione tecnologica, al progresso. Porta Sud avrà un riassetto urbanistico dopo decenni di immobilismo, anche in questa zona della città: questo complesso gioverà anche all’efficienza della Provincia, con un notevole risparmio di tempi e di costi e con considerevoli vantaggi di comodità per i cittadini che vi faranno capo”.
Attualmente la Provincia ed i suoi uffici sono dislocati su più sedi distribuite nel centro di Bergamo. In via Tasso i principali uffici istituzionali ed amministrativi, in via Sora i servizi tecnici, in via Camozzi i servizi legati all’ambiente ed alle politiche sociali, in viale Papa Giovanni la formazione professionale, in via F.lli Calvi (e via San Giorgio) l’agricoltura e la polizia provinciale, in via Borgo S. Caterina turismo e cultura ed infine in via Novelli la sede dell’A.T.O.
La soluzione individuata prevede la riunificazione di tutti i servizi nell’unica sede presso Porta Sud, ed il mantenimento della sola sede di via Tasso quale sede di rappresentanza e degli organi istituzionali della Provincia. Grazie a questa operazione si avrà una consistente diminuzione delle spese annue per affitti e per la gestione e manutenzione delle sedi.
Il costo complessivo dell’operazione è pari a 45 milioni di euro; la copertura finanziaria è interamente garantita dalla cessione delle attuali sedi - per un valore stimato di 31,5 milioni di euro - e dai risparmi derivanti dagli affitti - per un valore di 14 milioni di euro.
Un ulteriore risparmio annuo stimato prudenzialmente in almeno 200 mila euro deriverà inoltre dai minori costi di gestione e manutenzione della Nuova sede rispetto alle attuali. Non vanno infine dimenticati i benefici che ne deriveranno sia in termini strettamente urbanistici che in termini di maggiore mobilità, qualità della vita, accessibilità e qualità dei servizi.
“L’intervento infatti – dichiara l’assessore provinciale Felice Sonzogni – è collocato in un punto strategico che costituisce anche l’incrocio dei vari sistemi di mobilità: si potrà comodamente accedere a piedi, in bici, con gli autobus, con i treni, con i tram, avendo l’aeroporto nelle immediate vicinanze. Il progetto verrà scelto attraverso un bando di concorso internazionale per garantirci in un luogo così significativo un alto profilo architettonico che deve contribuire alla qualificazione del luogo e del paesaggio ben oltre il perimetro della città. Solo l’esito del confronto fra le varie proposte progettuali potrà aiutarci a individuare la soluzione più coerente con l’impianto urbanistico di area vasta, pensiamo anche solo a Città Alta, e la qualità architettonica del nuovo edificio”.
L’immobile avrà una superficie lorda di pavimento pari a metri 18.000 che si svilupperanno su più piani fino ad un’altezza massima fuori terra di metri 88,00 oltre a piani interrati da adibire a box. Sarà realizzata con tutti i requisiti tecnici e costruttivi che offre la tecnologia contemporanea per ridurre il più possibile le spese di manutenzione dell’edificio e delle sue componenti nel tempo (qualità costruttiva e tecnologica) ed utilizzando materiali e tecnologie che configurarono un complesso ecocompatibile, con l’integrazione di sistemi attivi e passivi per il risparmio energetico che permetteranno una riduzione dei costi di gestione e contribuiranno alla salvaguardia ambientale (qualità e sostenibilità ambientale).
venerdì 17 ottobre 2008
PREZZI SOTTO OSSERVAZIONE: INIZIATIVA DI FEDERCONSUMATORI E COMUNE DI BERGAMO PER AIUTARE I COMSUMATORI A TROVARE I PREZZI MIGLIORI

BERGAMO - Prezzi in diminuzione per la frutta e la verdura a settembre rispetto ad aprile. In calo anche i prezzi di farina, pane, pasta, prosciutto. In aumento i latticini (grana, latte, mozzarella). Aumenti ma anche ribassi per le varie tipologie di pesce e carne. Una fotografia che emerge osservando le medie mensili elaborate da un studio di Federconsumatori (curato da Valentina Basiricò), effettuato in collaborazione con l'assessorato comunale al Commercio. E ancora: il costo medio della spesa mensile a settembre è calato rispetto ad aprile (294,60 euro a settembre e 316,27 ad aprile). Ma solo per merito dei prezzi più alti che risultati in calo In aumento invece il costo minimo della spesa, passato dai 171,78 di aprile ai 183,48 di settembre.
Luci e ombre quindi sfogliando il corposo studio di Federconsumatori che getta una luce inedita sulla dinamica dei pressi degli alimentari in città fornendo utili "consigli" su dove trovare le zucchine o le mele più a buon mercato o dove evitare di comprare braciole o petti di pollo venduti a prezzi che gridono vendetta.
"E' un servizio che va a beneficio dei consumatori che sapranno cosi dove e che cosa comprare, confrontando i prezzi - ha sottolineato Umberto Dolci di Federcomsumatori - . Nei prossimi giorni, il sito del Comune di Bergamo pubblicherà i rilevamenti dei prezzi, anche giornalieri".
"Purtroppo le amministrazioni locali hanno ben poco potere per intervenire direttamente sulla dinamica dei prezzi al consumo: questo spetta al Governo - ha ricordato l'assessore al Commercio, Ebe Sorti Ravasio - . Noi possiamo venire incontro ai consumatori ampliando il numero dei negozi che aderiscono alla Carta famiglia (prezzi scontati su beni di largo consumo), e promuovendo occasioni come il mercato dei produttori: abbiamo richiesto alla Regione l'autorizzazione per un mercato ambulante aperto alla aziende agricole il pomeriggio alla Celadina".
I prezzi sono stati rilevati in negozi di piccole, medie e grandi dimensioni (dal dettagliante al supermercato), in cinque zone della città: la zona 1 (via Maj, Camozzi, Tiraboschi), la zona 2 (Giulio Cesare, Santa Caterina, Ghislandi), la zona 3 (Promessi sposi, S. Bernardino, 24 Maggio), la zona 4 (Broseta, Città alta, Garibaldi) e la zona 5 (Goisis, Borgo Palazzo, Corridoni).
Luci e ombre quindi sfogliando il corposo studio di Federconsumatori che getta una luce inedita sulla dinamica dei pressi degli alimentari in città fornendo utili "consigli" su dove trovare le zucchine o le mele più a buon mercato o dove evitare di comprare braciole o petti di pollo venduti a prezzi che gridono vendetta.
"E' un servizio che va a beneficio dei consumatori che sapranno cosi dove e che cosa comprare, confrontando i prezzi - ha sottolineato Umberto Dolci di Federcomsumatori - . Nei prossimi giorni, il sito del Comune di Bergamo pubblicherà i rilevamenti dei prezzi, anche giornalieri".
"Purtroppo le amministrazioni locali hanno ben poco potere per intervenire direttamente sulla dinamica dei prezzi al consumo: questo spetta al Governo - ha ricordato l'assessore al Commercio, Ebe Sorti Ravasio - . Noi possiamo venire incontro ai consumatori ampliando il numero dei negozi che aderiscono alla Carta famiglia (prezzi scontati su beni di largo consumo), e promuovendo occasioni come il mercato dei produttori: abbiamo richiesto alla Regione l'autorizzazione per un mercato ambulante aperto alla aziende agricole il pomeriggio alla Celadina".
I prezzi sono stati rilevati in negozi di piccole, medie e grandi dimensioni (dal dettagliante al supermercato), in cinque zone della città: la zona 1 (via Maj, Camozzi, Tiraboschi), la zona 2 (Giulio Cesare, Santa Caterina, Ghislandi), la zona 3 (Promessi sposi, S. Bernardino, 24 Maggio), la zona 4 (Broseta, Città alta, Garibaldi) e la zona 5 (Goisis, Borgo Palazzo, Corridoni).
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consumatori commercio
ACCADEMIA CARRARA: NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO. CONVENZIONE TRA CREBERG E COMUNE DI BERGAMO
BERGAMO - L'accademia Carrara avrà, fra due anni, un nuovo spazio espositivo. Sarà ricavato sotto la corte d'ingresso e la vicina piazza Carrara e sarà destinato ad esposizioni non permanenti. L'opera costerà circa 5 milioni di euro, ma non si spenderà denaro pubblico: la nuova sala ipogea la realizzerà infatti, a proprie spese, (progettazioni e direzione lavori compresi), la Fondazione Credito bergamasco e sarà pronta tra circa due anni. L'opera si affiancherà alla "nuova" accademia Carrara cosi come uscirà dai lavori di restauro e messa in sicurezza (con la previsione di nuove modalità espositive più aggiornate), che saranno avviati a breve dal Comune di Bergamo (costo dell'opera 5 milioni di euro).
Nella mattina di ieri, a palazzo Frizzoni il direttore generale Angelo Brolis e il presidente della Fondazione Creberg, Cesare Zonca, hanno firmato la convenzione che darà via libera alla progettazione esecutiva e definitiva e alla costruzione della sala ipogea che porta al firma dell'architetto Attilio Gobbi (autore del progetto preliminare).
Lo spazio, denominato "sala Creberg" (due livelli, per circa 1.500 mq), sarà realizzato di pari passo con i lavori di restauro della Carrara (questi ultimi finanziati e curati dal Comune), e una volta terminato, entrerà nella piena disponibilità del patrimonio comunale, al servizio delle esigenze espositive della Carrara o anche della Gamec.
La sala ipogea nasce da una intuizione dell'amministrazione comunale che, in occasione del progetto di restauro della Carrara, ha ritenuto opportuno disporre di spazi adiacenti all'accademia stessa per accogliere esposizioni non permanenti.
"La Fondazione - ha ricordato il presidente Zonca - è ben lieta, come da sua tradizione, continuare a intervenire per riutilizzare parte degli utili a fini culturali, a beneficio del territorio dove opera da più di un secolo: la sala Creberg che costruiremo ne è un esempio".
Da parte loro, il sindaco Roberto Bruni e l'assessore alla Cultura, Enrico Fusi, hanno sottolineato il valore strategico di questa collaborazione tra pubblico e privato che porterà alla realizzazione del primo tassello di un grande percorso museale unitario che da Città Alta, attraverso Porta sant'Agostino e via Noca, scenderà fino al parco Suardi e alla non lontana caserma Montelungo,le cui trattative con l'attuale proprietà, l'agenzia del Demanio, sono a buon punto.
Nella mattina di ieri, a palazzo Frizzoni il direttore generale Angelo Brolis e il presidente della Fondazione Creberg, Cesare Zonca, hanno firmato la convenzione che darà via libera alla progettazione esecutiva e definitiva e alla costruzione della sala ipogea che porta al firma dell'architetto Attilio Gobbi (autore del progetto preliminare).
Lo spazio, denominato "sala Creberg" (due livelli, per circa 1.500 mq), sarà realizzato di pari passo con i lavori di restauro della Carrara (questi ultimi finanziati e curati dal Comune), e una volta terminato, entrerà nella piena disponibilità del patrimonio comunale, al servizio delle esigenze espositive della Carrara o anche della Gamec.
La sala ipogea nasce da una intuizione dell'amministrazione comunale che, in occasione del progetto di restauro della Carrara, ha ritenuto opportuno disporre di spazi adiacenti all'accademia stessa per accogliere esposizioni non permanenti.
"La Fondazione - ha ricordato il presidente Zonca - è ben lieta, come da sua tradizione, continuare a intervenire per riutilizzare parte degli utili a fini culturali, a beneficio del territorio dove opera da più di un secolo: la sala Creberg che costruiremo ne è un esempio".
Da parte loro, il sindaco Roberto Bruni e l'assessore alla Cultura, Enrico Fusi, hanno sottolineato il valore strategico di questa collaborazione tra pubblico e privato che porterà alla realizzazione del primo tassello di un grande percorso museale unitario che da Città Alta, attraverso Porta sant'Agostino e via Noca, scenderà fino al parco Suardi e alla non lontana caserma Montelungo,le cui trattative con l'attuale proprietà, l'agenzia del Demanio, sono a buon punto.
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ACCADEMIA CARRARA
ITALIA DEI VALORI CHIAMA A RACCOLTA I CITTADINI PER UNA BATTAGLIA DI LEGALITA'

BERGAMO - In Provincia? Da soli al primo turno, poi al ballottaggio si vedrà. Per Palafrizzoni invece, gli scenari sono ancora aperti. Senza escludere anche una corsa in solitaria al primo turno anche per il Comune: tutto dipenderà dalle risposte che il sindaco Roberto Bruni dovrebbe dare al partito di Di Pietro.
Sergio Piffari, coordinatore provinciale di Italia dei valori nonchè assessore all'Edilizia del Comune di Bergamo, anticipa quali potrebbe essere le posizioni del movimento in vista delle scadenze elettorali della prossima primavera. Dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa con cui il movimento dell'ex ministro ai Lavori pubblici ha presentato gli appuntamenti di oggi e domani a Bergamo, Treviglio, Romano di Lombardia e Lovere per la campagna di raccolta firme: obiettivo una consultazione referendaria per abrogare il cosiddetto lodo Alfano.Se per la corsa al successore di Valerio Bettoni, l'Italia dei valori ha già definito la sua posizione ("soli al primo turno per poi schierarci al ballottaggio con il centro destra o il centro sinistra valutando i programmi"), per Palafrizzoni restano da sciogliere due nodi: uno politico (la presenza nella futura coalizione di Rifondazione con un conseguente riassetto verso il centro della compagine dell'esecutivo), e uno programmatico. Ad esempio, alcuni aspetti riguardanti il ruolo e la modalità di azione di alcune partecipate comunali (Porta Sud ad esempio, da aprirsi più al confronto con la città). E alcuni aspetti relativi ad opere pubbliche quali la Tangenziale esterna, i parcheggi in Città Alta, un'accelerata sul Piano di governo del territorio.
"Pieno apprezzamento sull'operato e sulla figura di Bruni - ha tuttavia ricordato Piffari - di cui apprezziamo la sua posizione sulla questione nuovo ospedale-Riuniti. Condivisione anche per le scelte urbanistiche conseguenti ai programmi integrati di intervento "che servono per riqualificare alcuni angoli della città".I parlamentati Piffari e Gabriele Cimadoro e Ivano Rota hanno inoltre ricordato la presenza domani a Bergamo in via XX Settembre di Antonio Di Pietro in occasione della raccolta firme contro il lodo Alfano oggi e domani dalle 10 alle 19 (in via 20 Settembre e a Colle aperto) e oggi al mercato dello stadio dalle 9,30 alle 13,30). Si proseguirà lunedì al mercato della Malpensata (via Mozart), con un banchetto aperto dalle 9,30 alle 13,30. Per altre informazioni, http://www.italiadeivalori.it/
Sergio Piffari, coordinatore provinciale di Italia dei valori nonchè assessore all'Edilizia del Comune di Bergamo, anticipa quali potrebbe essere le posizioni del movimento in vista delle scadenze elettorali della prossima primavera. Dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa con cui il movimento dell'ex ministro ai Lavori pubblici ha presentato gli appuntamenti di oggi e domani a Bergamo, Treviglio, Romano di Lombardia e Lovere per la campagna di raccolta firme: obiettivo una consultazione referendaria per abrogare il cosiddetto lodo Alfano.Se per la corsa al successore di Valerio Bettoni, l'Italia dei valori ha già definito la sua posizione ("soli al primo turno per poi schierarci al ballottaggio con il centro destra o il centro sinistra valutando i programmi"), per Palafrizzoni restano da sciogliere due nodi: uno politico (la presenza nella futura coalizione di Rifondazione con un conseguente riassetto verso il centro della compagine dell'esecutivo), e uno programmatico. Ad esempio, alcuni aspetti riguardanti il ruolo e la modalità di azione di alcune partecipate comunali (Porta Sud ad esempio, da aprirsi più al confronto con la città). E alcuni aspetti relativi ad opere pubbliche quali la Tangenziale esterna, i parcheggi in Città Alta, un'accelerata sul Piano di governo del territorio.
"Pieno apprezzamento sull'operato e sulla figura di Bruni - ha tuttavia ricordato Piffari - di cui apprezziamo la sua posizione sulla questione nuovo ospedale-Riuniti. Condivisione anche per le scelte urbanistiche conseguenti ai programmi integrati di intervento "che servono per riqualificare alcuni angoli della città".I parlamentati Piffari e Gabriele Cimadoro e Ivano Rota hanno inoltre ricordato la presenza domani a Bergamo in via XX Settembre di Antonio Di Pietro in occasione della raccolta firme contro il lodo Alfano oggi e domani dalle 10 alle 19 (in via 20 Settembre e a Colle aperto) e oggi al mercato dello stadio dalle 9,30 alle 13,30). Si proseguirà lunedì al mercato della Malpensata (via Mozart), con un banchetto aperto dalle 9,30 alle 13,30. Per altre informazioni, http://www.italiadeivalori.it/
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DI PIETRO ITALIA DEI VALORI GOVERNO
CALL CENTER PER TRASPORTO DISABILI

BERGAMO - Per la prima volta in Lombardia, al via a Bergamo e provincia un call center dedicato a passeggeri disabili, in grado di gestire il servizio di trasporto sia per richieste relative a bisogni di prima necessità (come l'accesso alle strutture sanitarie) sia per il tempo libero. Per utilizzare il servizio si rivolge al numero verde gratuito 800.995.988, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.
Il nuovo servizio è stato presentato ieri dall'associazione di volontariato In-Oltre, dall'Asl di Bergamo e dal Comitato di rappresentanza dei sindaci in collaborazione con Auser e "Filo d'Argento".Il progetto è stato voluto e finanziato dal consiglio di rappresentanza dei sindaci ed affidato a In-Oltre, interessa sei Comuni dell'Ambito di Bergamo, 17 Comuni dell'ambito 13 di Treviglio, 20 comuni dell'ambito 5 della Val Cavallina e 38 comuni della valle Imagna e Brembana e concluderà la fase sperimentale nel dicembre 2009.Il "call center" è nato per rispondere a una diffusa richiesta di occuparsi del diritto di mobilità delle persone disabili , confermata in una ricerca del 2007 commissionata dal consiglio di rappresentanza dei sindaci all'università di MIlano Bicocca: da qui è scaturito il progetto "Diritto alla mobilità per le persone disabili". Per coordinare le richieste e organizzare il servizio, è stato stipulato un accordo tra In-Oltre e il Filo d'argento dell'Auser.
I disabili potranno telefonare al numero verde. I volontari dell'Auser raccoglieranno le richieste sui bisogni di trasporto, ricorrendo alla rete di associazioni di volontariato e ad altri enti.Tre gli ambiti relativi alla mobilità per le persone disabili: l'accesso ai servizi sanitari e sociali (ospedali, ambulatoti, centri sociali), alle strutture pubbliche scolastiche e ai luoghi di lavoro e l'accesso ai luoghi del tempo libero e della cultura. A questo proposito, In_oltre in collaborazione con la Galleria d'arte moderna, sono stati predisposti viaggi da diversi luoghi della provincia per accedere a cinque visite guidate alle mostre allestite alla Gamec tra ottobre 2008 e gennaio 2009.
Il nuovo servizio è stato presentato ieri dall'associazione di volontariato In-Oltre, dall'Asl di Bergamo e dal Comitato di rappresentanza dei sindaci in collaborazione con Auser e "Filo d'Argento".Il progetto è stato voluto e finanziato dal consiglio di rappresentanza dei sindaci ed affidato a In-Oltre, interessa sei Comuni dell'Ambito di Bergamo, 17 Comuni dell'ambito 13 di Treviglio, 20 comuni dell'ambito 5 della Val Cavallina e 38 comuni della valle Imagna e Brembana e concluderà la fase sperimentale nel dicembre 2009.Il "call center" è nato per rispondere a una diffusa richiesta di occuparsi del diritto di mobilità delle persone disabili , confermata in una ricerca del 2007 commissionata dal consiglio di rappresentanza dei sindaci all'università di MIlano Bicocca: da qui è scaturito il progetto "Diritto alla mobilità per le persone disabili". Per coordinare le richieste e organizzare il servizio, è stato stipulato un accordo tra In-Oltre e il Filo d'argento dell'Auser.
I disabili potranno telefonare al numero verde. I volontari dell'Auser raccoglieranno le richieste sui bisogni di trasporto, ricorrendo alla rete di associazioni di volontariato e ad altri enti.Tre gli ambiti relativi alla mobilità per le persone disabili: l'accesso ai servizi sanitari e sociali (ospedali, ambulatoti, centri sociali), alle strutture pubbliche scolastiche e ai luoghi di lavoro e l'accesso ai luoghi del tempo libero e della cultura. A questo proposito, In_oltre in collaborazione con la Galleria d'arte moderna, sono stati predisposti viaggi da diversi luoghi della provincia per accedere a cinque visite guidate alle mostre allestite alla Gamec tra ottobre 2008 e gennaio 2009.
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ASL TRASPORTI SOCIALE
giovedì 9 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
FRONTE COMUNE PER CHIEDERE SOLDI A ROMA

BERGAMO - Si apre una nuova era. Anche i parlamentari bergamaschi potrebbero iniziare a fare lobbing in Parlamento a favore del "sistema Bergamo".
Al di là delle diverse posizioni politiche. Obiettivo: chiedere al Governo e al Parlamento di mettere mano più generosamente al bilancio dello Stato per far arrivare risorse al territorio orobico.
Banco di prova alcuni temi cari alle autonomie locali bergamasche quali la riconsegna alla città di edifici demaniali oggi dismessi (quali la Montelungo e il complesso di Astino), il collegamento ferroviario con lo scalo di Orio, l'aumento delle forze dell'ordine (oggi sottodimensionate), e su tutti, la pioggia di denaro pubblico in occasione di Expo 2105. Della necessità di un nuovo lavoro di squadra ne sono convinti i parlamentari Giorgio Jannone e Antonio Misiani, stando alle dichiarazioni rilasciate in una conferenza stampa congiunta con il sindaco Roberto Bruni al termine di un incontro svoltosi ieri in mattinata in municipio tra il primo cittadino e i parlamentari bergamaschi. Un vertice chiesto dall'esecutivo cittadino affinché deputati e senatori orobici si impegnino a caldeggiare presso il governo quei "progetti per Bergamo" attesi dalla collettività. I parlamentari hanno confermato l'impegno nel sostenere l'amministrazione cittadina a portare a buon fine le trattative con l'Agenzia del demanio sulla Montelungo e il complesso di Astino.
Comune l'impegno sul fronte della sicurezza ("la nostra provincia ha il minor rapporto residenti forze dell'ordine in Italia e lo stralcio dal Patto di stabilità delle spese per la sicurezza è un buon inizio", ha ricordato Misiani), e comune l'esigenza di dare entrate fiscali correnti stabili e continue ai Comuni dopo lo scippo dell'Ici ("si stanno studiando soluzione quali la compartecipazione dell'Irpef e la regionalizzazione dell'Iva").
Ancora più forte il fronte relativo alla necessità di far arrivare al Sistema Bergamo i finanziamenti pubblici di Expo 2015: secondo Jannone una conferenza programmatica su Bergamo supportata da un documento unico condiviso anche dalla Provincia e dalla Camera di commercio sarà la sede ideale per far sapere a Roma che "anche Bergamo c'è".
Unanime il consenso sul collegamento ferroviario per Orio: l'aiuto dello Stato non deve quindi farsi attendere.
Il sindaco si è ritenuto soddisfatto del vertice con i parlamentari, augurandosi che questa gioco di squadra al di là degli schieramenti, possa portare beneficio a tutta Bergamo.
Al di là delle diverse posizioni politiche. Obiettivo: chiedere al Governo e al Parlamento di mettere mano più generosamente al bilancio dello Stato per far arrivare risorse al territorio orobico.
Banco di prova alcuni temi cari alle autonomie locali bergamasche quali la riconsegna alla città di edifici demaniali oggi dismessi (quali la Montelungo e il complesso di Astino), il collegamento ferroviario con lo scalo di Orio, l'aumento delle forze dell'ordine (oggi sottodimensionate), e su tutti, la pioggia di denaro pubblico in occasione di Expo 2105. Della necessità di un nuovo lavoro di squadra ne sono convinti i parlamentari Giorgio Jannone e Antonio Misiani, stando alle dichiarazioni rilasciate in una conferenza stampa congiunta con il sindaco Roberto Bruni al termine di un incontro svoltosi ieri in mattinata in municipio tra il primo cittadino e i parlamentari bergamaschi. Un vertice chiesto dall'esecutivo cittadino affinché deputati e senatori orobici si impegnino a caldeggiare presso il governo quei "progetti per Bergamo" attesi dalla collettività. I parlamentari hanno confermato l'impegno nel sostenere l'amministrazione cittadina a portare a buon fine le trattative con l'Agenzia del demanio sulla Montelungo e il complesso di Astino.
Comune l'impegno sul fronte della sicurezza ("la nostra provincia ha il minor rapporto residenti forze dell'ordine in Italia e lo stralcio dal Patto di stabilità delle spese per la sicurezza è un buon inizio", ha ricordato Misiani), e comune l'esigenza di dare entrate fiscali correnti stabili e continue ai Comuni dopo lo scippo dell'Ici ("si stanno studiando soluzione quali la compartecipazione dell'Irpef e la regionalizzazione dell'Iva").
Ancora più forte il fronte relativo alla necessità di far arrivare al Sistema Bergamo i finanziamenti pubblici di Expo 2015: secondo Jannone una conferenza programmatica su Bergamo supportata da un documento unico condiviso anche dalla Provincia e dalla Camera di commercio sarà la sede ideale per far sapere a Roma che "anche Bergamo c'è".
Unanime il consenso sul collegamento ferroviario per Orio: l'aiuto dello Stato non deve quindi farsi attendere.
Il sindaco si è ritenuto soddisfatto del vertice con i parlamentari, augurandosi che questa gioco di squadra al di là degli schieramenti, possa portare beneficio a tutta Bergamo.
giovedì 2 ottobre 2008
domenica 28 settembre 2008
«Adunata 2010? Siamo pronti»
Il 18 ottobre il Consiglio direttivo nazionale dell’Associazione nazionale alpini deve scegliere tra Bergamo e Pordenone. Chi vincerà? Ne abbiamo parlato con Antonio Sarti, presidente della sezione orobica.
Gli alpini sono sempre il corpo più amato. Come spiega questo affetto?
Basta guardare alla provincia di Bergamo, che conta ben 261 gruppi. Ciò significa uno per ogni paese, ovvero una notevole forza lavoro sempre orientata alle necessità della collettività. Questa è la risposta: la gente riconosce agli alpini, in tutta la loro lunga storia, una grande disponibilità ad aiutare gli altri a prescindere dal servizio militare.
E l’Ana, del resto, è strenuamente impegnata nei compiti di Protezione Civile. Il suo curriculum ne è la più chiara conferma.
Effettivamente sono stato per vent’anni responsabile della Protezione Civile degli alpini e in questo lasso di tempo abbiamo fatto numerosi interventi in occasione delle tante catastrofi che purtroppo hanno colpito il territorio nazionale. Ma abbiamo operato anche all’estero: Armenia, Francia, guerra in Kosovo… Tutte le volte che c’era bisogno di andare ad aiutare delle popolazioni in difficoltà non ci siamo mai tirati indietro, anche in virtù di una grande professionalità: è un campo in cui non si può inventare nulla, bisogna essere adeguatamente attrezzati e avere un metodo di lavoro rigorosamente pragmatico. Per agire tempestivamente in scenari di tragedia.
Alla Protezione Civile l’Ana bergamasca affianca tra l’altro una più vasta attività di cooperazione internazionale.
Sì, anche perché ci sono parecchi alpini che vanno spontaneamente a dare una mano all’estero. Nemmeno noi sappiano esattamente quanti siano. Ad esempio sono anni che gli alpini di Villongo vanno nelle favelas del Brasile a costruire case e centri di accoglienza. Stessa cosa per quelli della Val Brembana in Messico. E come non citare Franco Pini, che andando a prestare la propria opera per decenni in Kenya ha costruito, con la gente del posto, una piccola città. Simile è la storia di Rino Berlendis, alpino di Zogno che ha collezionato una settantina di lunghi soggiorni in Rwanda durante i quali si è dato da fare insieme alle popolazioni autoctone per migliorarne le condizioni di vita.
Poderoso anche l’impegno diretto sul territorio bergamasco.
Calcoli che solo l’anno scorso gli alpini hanno dato in opere di solidarietà qui in provincia 260 mila ore, oltre a un milione e 200 mila euro direttamente in aiuti economici. Un grande impegno in termini numerici concreti per la comunità di appartenenza.
Passiamo a un appuntamento che scalda i cuori di Penne Nere e non: l’adunata nazionale. Sono due le candidate per il 2010: Bergamo e Pordenone.
Il 18 ottobre c’è un Consiglio direttivo nazionale a Milano. Io sarò chiamato ad esporre le motivazioni della sezione di Bergamo e lo stesso farà il presidente della sezione di Pordenone. Poi il Consiglio deciderà. Ovviamente auspichiamo che la scelta cada su Bergamo.
Bergamo ha ospitato l’adunata nel 1962 e nel 1986. Per rispettare la cadenza 24ennale il 2010 sarebbe perfetto…
Effettivamente si verrebbe a creare una curiosa regolarità. Noi, dal punto di vista logistico-organizzativo, siamo pronti ad affrontare la manifestazione: abbiamo l’appoggio di una trentina di Amministrazioni disposte ad ospitare gli alpini, del Comune di Bergamo, della Provincia, del prefetto, del questore, dell’Unione Industriali, della Camera di Commercio e della Regione Lombardia. Insomma, se scatterà l’adunata nazionale a Bergamo sapremo perfettamente come muoverci.
Una coesione difficilmente eguagliabile, dunque. Bergamo parte avvantaggiata?
Calcoli che dietro la scelta della sede dell’adunata ci sono anche ragioni associative ben precise. La decisione di andare a Cuneo invece che a Bergamo, ad esempio, è stata dettata dalla volontà di restituire compattezza all’importante sezione piemontese, che stava vivendo un periodo difficile.
Un commento sul servizio militare. L’abolizione della leva vi ha visto fortemente contrari.
Sì, perché vediamo nella leva un momento positivo nella vita di un giovane. Certo, ci sono anche momenti antipatici durante il servizio militare; però vivere in comunità con altre persone senza l’ausilio della famiglia, nonché soffrire e faticare insieme, dona uno spirito tutto particolare. E insegna ai giovani che esistono doveri, ordine, Patria e sacrificio. Insomma, è l’aspetto morale che preoccupava e tuttora preoccupa.
Lo scenario delle forze armate è però radicalmente cambiato negli ultimi anni.
Verissimo. Oggi occorrono certamente militari professionisti che sappiano dare corso a quanto appreso nell’uso di tecnologie avanzate. Però crediamo che un ruolo anche per dei ragazzi di leva lo si possa trovare. Tanto per fare un esempio, si potrebbe pensare a una brigata alpina prettamente destinata a compiti di Protezione Civile, da utilizzare nelle emergenze ma anche nella prevenzione all’interno di aree idrogeologicamente a rischio.
La sezione bergamasca dell’Ana resta comunque la più numerosa d’Italia.
Abbiamo tanti soci giovani e anche quest’anno chiudiamo senza diminuzioni nel numero totale di iscritti. Certo, se non cambia nulla prima o poi la decrescita sarà inevitabile.
Basta guardare alla provincia di Bergamo, che conta ben 261 gruppi. Ciò significa uno per ogni paese, ovvero una notevole forza lavoro sempre orientata alle necessità della collettività. Questa è la risposta: la gente riconosce agli alpini, in tutta la loro lunga storia, una grande disponibilità ad aiutare gli altri a prescindere dal servizio militare.
E l’Ana, del resto, è strenuamente impegnata nei compiti di Protezione Civile. Il suo curriculum ne è la più chiara conferma.
Effettivamente sono stato per vent’anni responsabile della Protezione Civile degli alpini e in questo lasso di tempo abbiamo fatto numerosi interventi in occasione delle tante catastrofi che purtroppo hanno colpito il territorio nazionale. Ma abbiamo operato anche all’estero: Armenia, Francia, guerra in Kosovo… Tutte le volte che c’era bisogno di andare ad aiutare delle popolazioni in difficoltà non ci siamo mai tirati indietro, anche in virtù di una grande professionalità: è un campo in cui non si può inventare nulla, bisogna essere adeguatamente attrezzati e avere un metodo di lavoro rigorosamente pragmatico. Per agire tempestivamente in scenari di tragedia.
Alla Protezione Civile l’Ana bergamasca affianca tra l’altro una più vasta attività di cooperazione internazionale.
Sì, anche perché ci sono parecchi alpini che vanno spontaneamente a dare una mano all’estero. Nemmeno noi sappiano esattamente quanti siano. Ad esempio sono anni che gli alpini di Villongo vanno nelle favelas del Brasile a costruire case e centri di accoglienza. Stessa cosa per quelli della Val Brembana in Messico. E come non citare Franco Pini, che andando a prestare la propria opera per decenni in Kenya ha costruito, con la gente del posto, una piccola città. Simile è la storia di Rino Berlendis, alpino di Zogno che ha collezionato una settantina di lunghi soggiorni in Rwanda durante i quali si è dato da fare insieme alle popolazioni autoctone per migliorarne le condizioni di vita.
Poderoso anche l’impegno diretto sul territorio bergamasco.
Calcoli che solo l’anno scorso gli alpini hanno dato in opere di solidarietà qui in provincia 260 mila ore, oltre a un milione e 200 mila euro direttamente in aiuti economici. Un grande impegno in termini numerici concreti per la comunità di appartenenza.
Passiamo a un appuntamento che scalda i cuori di Penne Nere e non: l’adunata nazionale. Sono due le candidate per il 2010: Bergamo e Pordenone.
Il 18 ottobre c’è un Consiglio direttivo nazionale a Milano. Io sarò chiamato ad esporre le motivazioni della sezione di Bergamo e lo stesso farà il presidente della sezione di Pordenone. Poi il Consiglio deciderà. Ovviamente auspichiamo che la scelta cada su Bergamo.
Bergamo ha ospitato l’adunata nel 1962 e nel 1986. Per rispettare la cadenza 24ennale il 2010 sarebbe perfetto…
Effettivamente si verrebbe a creare una curiosa regolarità. Noi, dal punto di vista logistico-organizzativo, siamo pronti ad affrontare la manifestazione: abbiamo l’appoggio di una trentina di Amministrazioni disposte ad ospitare gli alpini, del Comune di Bergamo, della Provincia, del prefetto, del questore, dell’Unione Industriali, della Camera di Commercio e della Regione Lombardia. Insomma, se scatterà l’adunata nazionale a Bergamo sapremo perfettamente come muoverci.
Una coesione difficilmente eguagliabile, dunque. Bergamo parte avvantaggiata?
Calcoli che dietro la scelta della sede dell’adunata ci sono anche ragioni associative ben precise. La decisione di andare a Cuneo invece che a Bergamo, ad esempio, è stata dettata dalla volontà di restituire compattezza all’importante sezione piemontese, che stava vivendo un periodo difficile.
Un commento sul servizio militare. L’abolizione della leva vi ha visto fortemente contrari.
Sì, perché vediamo nella leva un momento positivo nella vita di un giovane. Certo, ci sono anche momenti antipatici durante il servizio militare; però vivere in comunità con altre persone senza l’ausilio della famiglia, nonché soffrire e faticare insieme, dona uno spirito tutto particolare. E insegna ai giovani che esistono doveri, ordine, Patria e sacrificio. Insomma, è l’aspetto morale che preoccupava e tuttora preoccupa.
Lo scenario delle forze armate è però radicalmente cambiato negli ultimi anni.
Verissimo. Oggi occorrono certamente militari professionisti che sappiano dare corso a quanto appreso nell’uso di tecnologie avanzate. Però crediamo che un ruolo anche per dei ragazzi di leva lo si possa trovare. Tanto per fare un esempio, si potrebbe pensare a una brigata alpina prettamente destinata a compiti di Protezione Civile, da utilizzare nelle emergenze ma anche nella prevenzione all’interno di aree idrogeologicamente a rischio.
La sezione bergamasca dell’Ana resta comunque la più numerosa d’Italia.
Abbiamo tanti soci giovani e anche quest’anno chiudiamo senza diminuzioni nel numero totale di iscritti. Certo, se non cambia nulla prima o poi la decrescita sarà inevitabile.
mercoledì 17 settembre 2008
LUIGI BRESCIANI È IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL DI BERGAMO

BERGAMO - È stato eletto nel primo pomeriggio di oggi dal Comitato Direttivo della CGIL di Bergamo il nuovo segretario generale provinciale: è Luigi Bresciani, già da due anni e mezzo componente della segreteria.
La giornata di lavoro è cominciata alle 10.30, quando il segretario generale regionale CGIL Nino Baseotto ha avanzato ufficialmente alla platea la proposta del nome di Bresciani per la sostituzione del segretario generale. Laini, infatti, dopo otto anni alla guida del sindacato bergamasco, nel luglio scorso aveva rimesso il mandato per entrare, poi, a far parte della segreteria regionale della CGIL come coordinatore delle politiche regionali.
Nella sua dichiarazione programmatica davanti alla platea del Comitato Direttivo, prima del voto, Bresciani è partito da una riflessione sulle tendenze economiche internazionali: “Dentro questi processi emerge la particolare fragilità del nostro Paese, la fragilità del sistema produttivo, il nanismo di tante nostre Imprese, la debolezza strutturale della scuola, della ricerca, dell’Università. Negli ultimi anni i Governi hanno tagliato dove invece avrebbero dovuto investire”.
E poi ha parlato delle difficoltà di molte imprese: “Sia quelle rivolte al mercato nazionale risentono della contrazione dei consumi e del rallentamento del ciclo dell’edilizia sia quelle proiettate sui mercati internazionali risentono del livello elevato del cambio dell’euro sul dollaro, nonostante vi sia una tenuta della domanda dei paesi emergenti ed asiatici. Il problema nel nostro paese è che i Governi non hanno lavorato per sostenere i consumi e i redditi. Il tutto è aggravato dalla manovra depressiva del Governo Berlusconi. Noi abbiamo il dovere di elencare le priorità in modo giusto: chiedere un cambiamento della politica economica e fiscale del Governo per sostenere i redditi dei lavoratori e dei pensionati, per avviare investimenti e non tagli nella scuola e nella sanità pubblica (questo sarà al centro della manifestazione del 27 settembre); arrivare ad un nuovo modello contrattuale che corrisponda di più e meglio alle esigenze dei lavoratori”
Su questo secondo punto, per Bresciani, le premesse non sono buone. “Il documento di Confindustria non va bene, non è neppure emendabile. Il nostro è un no netto all’impianto di quel documento. Per continuare il negoziato è necessario ripartire dal documento unitario. Se Confindustria vuole programmare una riduzione del salario attraverso il contratto nazionale noi non siamo disponibili. E’ in atto un giro di vite contro i lavoratori, contro i lavoratori pubblici in particolare”.
Sulla situazione di Bergamo il nuovo segretario generale ha detto: “Noi viviamo in una realtà tutta particolare. Una realtà forte, dal punto di vista economico, solida, ma che nel secondo trimestre del 2008 ha visto una diminuzione del 2,6% della produzione manifatturiera, nonostante ciò l’export ha segnato nei primi 4 mesi del 2008 un + 6,8%. E’ una contraddizione? No, è il segno che spazi per riprendersi ci sono, è il segno che qui ci sono imprese che, nonostante tutto, investono e innovano. Permettetemi un qualche ragionamento che dovremo pur fare sul ruolo, troppo spesso notarile, delle Associazioni che rappresentano le grandi e le piccole aziende e sul destino dei siti industriali delle imprese in crisi. La valutazione va fatta caso per caso, ma noi dobbiamo prioritariamente sostenere la reindustrializzazione e i vincoli di destinazione delle aree interessate occupate da aziende in crisi, al solo ed esclusivo uso industriale. Perché di speculazioni sulle aree ne stiamo vedendo troppe! E non possiamo fare finta di nulla. Anche a fronte al fatto che molti Comuni brindano quando un’industria se ne va e quell’area diventa edificabile. Questa è la verità. Noi non possiamo essere chiamati solo per mettere il timbro sulla cassa integrazione e vedere poi gli industriali interessati più a ragionare con il sindaco di turno per cambiare destinazione d’uso alle proprie aree”.
Bresciani ha poi richiamato il documento siglato il 20 maggio 2008 con le altre sigle sindacali confederali: “Con CISL e UIL abbiamo prodotto un documento sui temi dello sviluppo, dell’occupazione e delle politiche territoriali. Lì c’è uno sforzo sincero di comprensione, di analisi e di proposta sulle trasformazioni, sui cambiamenti e sulle crisi nei diversi comparti. Ci sono proposte unitarie sulle politiche attive del lavoro, sulla contrattazione e sulla bilateralità, sul sistema formativo, sulle priorità in campo socio sanitario e assistenziale, sulla negoziazione territoriale e sui grandi nodi infrastrutturali della nostra provincia. È tutto lì e quel documento del maggio 2008 è un pezzo importante della mia dichiarazione programmatica non fosse altro per il contributo che, insieme ad altri, ho personalmente dato alla sua stesura”.
Tre i fronti su cui la CGIL di Bresciani vuole impegnarsi per un investimento attivo politico ed organizzativo nei prossimi anni: sono l’espansione e qualificazione dei servizi, le iniziative e politiche per i migranti, i giovani, le donne e il rinnovamento dei gruppi dirigenti. In particolare su quest’ultimo punto Bresciani ha chiesto alla platea di sindacalisti di “essere generosi e disinteressati, subordinando particolarità e convenienze di ciascuno ai fini comuni della CGIL. Sul rinnovamento ci siamo dati delle regole e le regole vanno rispettate e io ho tutta l’intenzione di farle rispettare”.
L’elezione si è conclusa attorno alle 14.00. Per quanto riguarda le preferenze, i 71 votanti hanno espresso 64 voti favorevoli a Bresciani (che era l’unico candidato), 5 contrari e un’astensione (più una scheda bianca).
La giornata di lavoro è cominciata alle 10.30, quando il segretario generale regionale CGIL Nino Baseotto ha avanzato ufficialmente alla platea la proposta del nome di Bresciani per la sostituzione del segretario generale. Laini, infatti, dopo otto anni alla guida del sindacato bergamasco, nel luglio scorso aveva rimesso il mandato per entrare, poi, a far parte della segreteria regionale della CGIL come coordinatore delle politiche regionali.
Nella sua dichiarazione programmatica davanti alla platea del Comitato Direttivo, prima del voto, Bresciani è partito da una riflessione sulle tendenze economiche internazionali: “Dentro questi processi emerge la particolare fragilità del nostro Paese, la fragilità del sistema produttivo, il nanismo di tante nostre Imprese, la debolezza strutturale della scuola, della ricerca, dell’Università. Negli ultimi anni i Governi hanno tagliato dove invece avrebbero dovuto investire”.
E poi ha parlato delle difficoltà di molte imprese: “Sia quelle rivolte al mercato nazionale risentono della contrazione dei consumi e del rallentamento del ciclo dell’edilizia sia quelle proiettate sui mercati internazionali risentono del livello elevato del cambio dell’euro sul dollaro, nonostante vi sia una tenuta della domanda dei paesi emergenti ed asiatici. Il problema nel nostro paese è che i Governi non hanno lavorato per sostenere i consumi e i redditi. Il tutto è aggravato dalla manovra depressiva del Governo Berlusconi. Noi abbiamo il dovere di elencare le priorità in modo giusto: chiedere un cambiamento della politica economica e fiscale del Governo per sostenere i redditi dei lavoratori e dei pensionati, per avviare investimenti e non tagli nella scuola e nella sanità pubblica (questo sarà al centro della manifestazione del 27 settembre); arrivare ad un nuovo modello contrattuale che corrisponda di più e meglio alle esigenze dei lavoratori”
Su questo secondo punto, per Bresciani, le premesse non sono buone. “Il documento di Confindustria non va bene, non è neppure emendabile. Il nostro è un no netto all’impianto di quel documento. Per continuare il negoziato è necessario ripartire dal documento unitario. Se Confindustria vuole programmare una riduzione del salario attraverso il contratto nazionale noi non siamo disponibili. E’ in atto un giro di vite contro i lavoratori, contro i lavoratori pubblici in particolare”.
Sulla situazione di Bergamo il nuovo segretario generale ha detto: “Noi viviamo in una realtà tutta particolare. Una realtà forte, dal punto di vista economico, solida, ma che nel secondo trimestre del 2008 ha visto una diminuzione del 2,6% della produzione manifatturiera, nonostante ciò l’export ha segnato nei primi 4 mesi del 2008 un + 6,8%. E’ una contraddizione? No, è il segno che spazi per riprendersi ci sono, è il segno che qui ci sono imprese che, nonostante tutto, investono e innovano. Permettetemi un qualche ragionamento che dovremo pur fare sul ruolo, troppo spesso notarile, delle Associazioni che rappresentano le grandi e le piccole aziende e sul destino dei siti industriali delle imprese in crisi. La valutazione va fatta caso per caso, ma noi dobbiamo prioritariamente sostenere la reindustrializzazione e i vincoli di destinazione delle aree interessate occupate da aziende in crisi, al solo ed esclusivo uso industriale. Perché di speculazioni sulle aree ne stiamo vedendo troppe! E non possiamo fare finta di nulla. Anche a fronte al fatto che molti Comuni brindano quando un’industria se ne va e quell’area diventa edificabile. Questa è la verità. Noi non possiamo essere chiamati solo per mettere il timbro sulla cassa integrazione e vedere poi gli industriali interessati più a ragionare con il sindaco di turno per cambiare destinazione d’uso alle proprie aree”.
Bresciani ha poi richiamato il documento siglato il 20 maggio 2008 con le altre sigle sindacali confederali: “Con CISL e UIL abbiamo prodotto un documento sui temi dello sviluppo, dell’occupazione e delle politiche territoriali. Lì c’è uno sforzo sincero di comprensione, di analisi e di proposta sulle trasformazioni, sui cambiamenti e sulle crisi nei diversi comparti. Ci sono proposte unitarie sulle politiche attive del lavoro, sulla contrattazione e sulla bilateralità, sul sistema formativo, sulle priorità in campo socio sanitario e assistenziale, sulla negoziazione territoriale e sui grandi nodi infrastrutturali della nostra provincia. È tutto lì e quel documento del maggio 2008 è un pezzo importante della mia dichiarazione programmatica non fosse altro per il contributo che, insieme ad altri, ho personalmente dato alla sua stesura”.
Tre i fronti su cui la CGIL di Bresciani vuole impegnarsi per un investimento attivo politico ed organizzativo nei prossimi anni: sono l’espansione e qualificazione dei servizi, le iniziative e politiche per i migranti, i giovani, le donne e il rinnovamento dei gruppi dirigenti. In particolare su quest’ultimo punto Bresciani ha chiesto alla platea di sindacalisti di “essere generosi e disinteressati, subordinando particolarità e convenienze di ciascuno ai fini comuni della CGIL. Sul rinnovamento ci siamo dati delle regole e le regole vanno rispettate e io ho tutta l’intenzione di farle rispettare”.
L’elezione si è conclusa attorno alle 14.00. Per quanto riguarda le preferenze, i 71 votanti hanno espresso 64 voti favorevoli a Bresciani (che era l’unico candidato), 5 contrari e un’astensione (più una scheda bianca).
A OTTOBRE APRE IL SOTTOPASSAGGIO FS

BERGAMO - Non più lunghe camminate di corsa tra traffico e smog, per arrivare in tempo in aula. a piedi tra via Bonomelli e viale Europa. Gli studenti delle scuole del polo tecnico di via Gavazzeni (Natta, Quarenghi, Galli e Pesenti), da metà ottobre potranno raggiungere le loro scuole appena scesi dal treno o dalle corriere che arrivano dalla provincia, imboccando il nuovo sottopasso pedonale che collega la stazione Fs con la parte sud della città, evitando di l'aggirare la linea ferroviaria.
E' stata un'attesa lunga quasi mezzo secolo, ma, finalmente, tra circa un mese (la data esatta dell'inaugurazione sarà comunicata prossimamente), il sottopasso sarà aperto al pubblico. E saranno soprattutto gli studenti (ma anche chi dovrà raggiungere a piedi la clinica Gavazzeni e la Casa del Giovane) i principali utilizzatori del sottopassaggio, un'opera realizzata con finanziamenti sia del Comune di Bergamo sia di Rfi (Rete ferroviaria italiana) proprietaria dell'area.
Lo ha annunciato ieri l'amministrazione comunale cittadina nel corso di un sopralluogo sul cantiere, alla presenza dell'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Fornoni, dell'assessore alla Mobilità, Maddalena Cattaneo, dell'assessore alla Pubblica istruzione, Silvana Nespoli, dei rappresentanti di Rfi e dell'impresa che ha realizzato il manufatto.
Un annuncio che cade giusto nel corso della Settimana della Mobilità, evento voluto dall'amministrazione di centrosinistra per incrementare l'uso di mezzi non motorizzati o pubblici. E proprio chi si sposta in bici trarrà un vantaggio dal nuovo sottopasso grazie anche a gratuiti posteggi per biciclette disponibili sia su piazzale Marconi sia all'ingresso del sottopasso in via Gavazzeni.
Iniziati nel giugno del 2006, prorogati di sei mesi dir recente, i lavori sono ormai alla tappa finale.
Il sottopasso resterà chiuso nelle ore notturne (due cancelli sono previsti sul lato di via Gavazzeni) e sarà sorvegliato all'interno e all'esterno da nove telecamere collegate alla polizia ferroviaria. Nel corso dei lavori, è stata realizzata anche una seconda scala di accesso al sesto binario.
E' stata un'attesa lunga quasi mezzo secolo, ma, finalmente, tra circa un mese (la data esatta dell'inaugurazione sarà comunicata prossimamente), il sottopasso sarà aperto al pubblico. E saranno soprattutto gli studenti (ma anche chi dovrà raggiungere a piedi la clinica Gavazzeni e la Casa del Giovane) i principali utilizzatori del sottopassaggio, un'opera realizzata con finanziamenti sia del Comune di Bergamo sia di Rfi (Rete ferroviaria italiana) proprietaria dell'area.
Lo ha annunciato ieri l'amministrazione comunale cittadina nel corso di un sopralluogo sul cantiere, alla presenza dell'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Fornoni, dell'assessore alla Mobilità, Maddalena Cattaneo, dell'assessore alla Pubblica istruzione, Silvana Nespoli, dei rappresentanti di Rfi e dell'impresa che ha realizzato il manufatto.
Un annuncio che cade giusto nel corso della Settimana della Mobilità, evento voluto dall'amministrazione di centrosinistra per incrementare l'uso di mezzi non motorizzati o pubblici. E proprio chi si sposta in bici trarrà un vantaggio dal nuovo sottopasso grazie anche a gratuiti posteggi per biciclette disponibili sia su piazzale Marconi sia all'ingresso del sottopasso in via Gavazzeni.
Iniziati nel giugno del 2006, prorogati di sei mesi dir recente, i lavori sono ormai alla tappa finale.
Il sottopasso resterà chiuso nelle ore notturne (due cancelli sono previsti sul lato di via Gavazzeni) e sarà sorvegliato all'interno e all'esterno da nove telecamere collegate alla polizia ferroviaria. Nel corso dei lavori, è stata realizzata anche una seconda scala di accesso al sesto binario.
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TRAPIANTATI IN BICI DA BERGAMO A ROMA
BERGAMO - Un giro d'Italia speciale quello che compiranno su una bicicletta undici trapiantati a Milano, Bergamo, Torino e Innsbruck (Austria) dal 18 al 23 settembre.
Una traversata in sette tappe fino alla Capitale per ricordare agli Italiani e sopratutto a quelli più giovani che donare gli organi è un grande gesto d'amore e contro il calo dei trapianti.
Organizzata dall'associazione “Amici del trapianto di fegato”, con il sostegno degli Ospedali Riuniti, l'unico ospedale in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto (2.138 dal 1985 al 2007), la quinta edizione del Granfondo internazionale trapianti vedrà 11 trapiantati e 7 accompagnatori anch'essi trapiantati (assistiti da una squadra di medici e infermieri), percorrere 864 chilometri fino a Roma.
Una iniziativa che arriva dopo la recente “polemica” sulla morte cerebrale, ma anche a seguito di un calo (per la prima volta da decenni), degli organi donati in Lombardia, stimato del 25% rispetto al 2007, come ha ricordato ieri durante la presentazione del Granfondo, il coordinatore provinciale prelievo e trapianto d'organi e tessuti, dottor Mariangelo Cossolino: “Il calo delle donazioni significa meno trapianti e anche se in Bergamasca questa diminuzione non dipende da ragioni culturali ma mediche e cliniche”.
Del medesimo avviso Michele Colledan, direttore Chirurgia generale III e Trapianti di Fegato: “Non informeremo mai abbastanza sull’argomento. Il calo delle donazioni significa più morti fra i pazienti in lista d’attesa e tempi d’attesa che si allungano, così che si arriva al trapianto in condizioni peggiori e quindi con maggiori rischi di complicazioni” – e Stefano Fagiuoli, Direttore Gastroenterologia: “La cultura della donazione non va mai data per acquisita per sempre”.
"Anche alla luce di questo- hanno ricordato Valentina Lanfranchi, vicepresidente degli Amici del trapianto di fegato il direttore generale Carlo Bonometti - , l'edizione 2008 coinvolgerà sopratutto le scuole (oltre che istituzioni, associazioni e centri di ricerca)".
Tra i ciclisti bergamaschi Carlo Brambilla, Dante Colotti, Augusto Monti (trapiantato di fegato due volte) e Renato Moretti.
Tappa finale sarà l'incontro a Roma con il direttore del Centro nazionale dei trapianti, Alessandro Nanni Costa.
Il Granfondo è un evento nazionale che vede tuttavia Bergamo e Riuniti in primo piano, anche grazie al recente programma di trapianti intestinale multiviscerale in età pediatrica.
Una traversata in sette tappe fino alla Capitale per ricordare agli Italiani e sopratutto a quelli più giovani che donare gli organi è un grande gesto d'amore e contro il calo dei trapianti.
Organizzata dall'associazione “Amici del trapianto di fegato”, con il sostegno degli Ospedali Riuniti, l'unico ospedale in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto (2.138 dal 1985 al 2007), la quinta edizione del Granfondo internazionale trapianti vedrà 11 trapiantati e 7 accompagnatori anch'essi trapiantati (assistiti da una squadra di medici e infermieri), percorrere 864 chilometri fino a Roma.
Una iniziativa che arriva dopo la recente “polemica” sulla morte cerebrale, ma anche a seguito di un calo (per la prima volta da decenni), degli organi donati in Lombardia, stimato del 25% rispetto al 2007, come ha ricordato ieri durante la presentazione del Granfondo, il coordinatore provinciale prelievo e trapianto d'organi e tessuti, dottor Mariangelo Cossolino: “Il calo delle donazioni significa meno trapianti e anche se in Bergamasca questa diminuzione non dipende da ragioni culturali ma mediche e cliniche”.
Del medesimo avviso Michele Colledan, direttore Chirurgia generale III e Trapianti di Fegato: “Non informeremo mai abbastanza sull’argomento. Il calo delle donazioni significa più morti fra i pazienti in lista d’attesa e tempi d’attesa che si allungano, così che si arriva al trapianto in condizioni peggiori e quindi con maggiori rischi di complicazioni” – e Stefano Fagiuoli, Direttore Gastroenterologia: “La cultura della donazione non va mai data per acquisita per sempre”.
"Anche alla luce di questo- hanno ricordato Valentina Lanfranchi, vicepresidente degli Amici del trapianto di fegato il direttore generale Carlo Bonometti - , l'edizione 2008 coinvolgerà sopratutto le scuole (oltre che istituzioni, associazioni e centri di ricerca)".
Tra i ciclisti bergamaschi Carlo Brambilla, Dante Colotti, Augusto Monti (trapiantato di fegato due volte) e Renato Moretti.
Tappa finale sarà l'incontro a Roma con il direttore del Centro nazionale dei trapianti, Alessandro Nanni Costa.
Il Granfondo è un evento nazionale che vede tuttavia Bergamo e Riuniti in primo piano, anche grazie al recente programma di trapianti intestinale multiviscerale in età pediatrica.
Paolo Santini
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CREBERG RESTAURA TELA DI MORONI
BERGAMO - E' tornata all'antico splendore la monumentale tela cinquecentesca di Giovan Battista Moroni (misura 291,5 x 470,5 centimetri), proveniente dalla chiesa di Sant'Alessandro della Croce in Borgo Pignolo. Si è infatti appena concluso il restauro de “La Trinità che incorona la Vergine”, olio su tela risalente all'ultima fase di attività del pittore Giovan Battista Moroni.
I lavori di restauro, promossi dalla Fondazione Credito Bergamasco, si sono svolti sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico, artistico e etnoantropologico di Milano e sono stati curati da Minerva Maggi, Alberto Sangalli ed Eugenia De Beni che li hanno eseguiti direttamente nei locali messi a disposizione dall'Ente che ha finanziato il recupero della tela.
L'intervento” spiega Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, “ha permesso di rilevare i deterioramenti causati dai lavori condotti in precedenza e vi ha posto rimedio ed inoltre ha consentito di riportare l'intero dipinto alla sua originale eleganza".
Tutte queste informazioni saranno rese note nel corso di una conferenza dal titolo “Il Moroni invisibile: la ricerca scientifica oltre il restauro”, che si svolgerà sabato 4 ottobre alle ore 18, nella sala Traini del Credito Bergamasco. A partire da martedì 16 e fino a martedì 30 settembre il dipinto “La Trinità che incorona la Vergine” sarà visitabile al pubblico nella sede centrale del Credito Bergamasco in largo Porta Nuova 2, quindi la tela sarà ricollocata nella chiesa parrocchiale di sant'Alessandro della Croce, ove sarà ufficialmente presentata alla cittadinanza nel corso di una cerimonia in programma domenica 19 ottobre alle ore 20.30.
I lavori di restauro, promossi dalla Fondazione Credito Bergamasco, si sono svolti sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico, artistico e etnoantropologico di Milano e sono stati curati da Minerva Maggi, Alberto Sangalli ed Eugenia De Beni che li hanno eseguiti direttamente nei locali messi a disposizione dall'Ente che ha finanziato il recupero della tela.
L'intervento” spiega Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, “ha permesso di rilevare i deterioramenti causati dai lavori condotti in precedenza e vi ha posto rimedio ed inoltre ha consentito di riportare l'intero dipinto alla sua originale eleganza".
Tutte queste informazioni saranno rese note nel corso di una conferenza dal titolo “Il Moroni invisibile: la ricerca scientifica oltre il restauro”, che si svolgerà sabato 4 ottobre alle ore 18, nella sala Traini del Credito Bergamasco. A partire da martedì 16 e fino a martedì 30 settembre il dipinto “La Trinità che incorona la Vergine” sarà visitabile al pubblico nella sede centrale del Credito Bergamasco in largo Porta Nuova 2, quindi la tela sarà ricollocata nella chiesa parrocchiale di sant'Alessandro della Croce, ove sarà ufficialmente presentata alla cittadinanza nel corso di una cerimonia in programma domenica 19 ottobre alle ore 20.30.
martedì 26 agosto 2008
E' TORNATO L'ORSO IN VAL BREMBANA
LENNA - Non solo valle Seriana: l'orso ha sconfinato anche in valle Brembana. Ora ci sono le prove. Fotografiche. Il plantigrado ha fatto ritorno nel territorio brembano dopo più di un secolo, precisamente dal 1891, quando l'ultimo esemplare fu abbattuto in alta Val Carona.
L'animale è stato "catturato" dall'obbiettivo di alcune trappole fotografiche tese da un gruppo di amici appassionati del plantigrado (tra cui il sindaco di Lenna, Mario Lazzaroni, e il segretario dell'Atc prealpino, Mario Sonzogni) che, nelle scorse settimane, gli hanno dato la caccia. Prezioso anche il supporto dato da tre guardie ecologiche volontarie della Valle Brembana, Fabrizio Locatelli, da due agenti del corpo di polizia provinciale, dal presidente dell'Atc prealpino, Maurizio Volpi, proprietario delle "trappole" fotografiche, e di Valbrembanaweb. Foto inequivocabili che ritraggono JJ5 (questo il nome tecnico dell'orso, fratello del più noto JJ2 abbattuto due anni fa in Baviera) girovagare nottetempo tra i boschi.I primi avvistamenti in valle Brembana risalgono a inizio estate. Il 2 luglio, due escursioniste avvistano JJ5 nei pressi del rifigio Capanna 2000 a Oltre il Colle.I "safaristi" caricano in spalla tre trappole fotografiche e si lanciano sui versanti montagnosi dell'Oltre la Goggia alla caccia del plantigrado, già dai tempo avvistato in alta valle Seriana (l'animale appartiene alla seconda generazione nata dai plantigradi liberati a fine anni '90 in Trentino nell'ambito del progetto "Life Ursus").Il racconto nelle parole di Silvano Sonzogni che ha preso parte all'impresa: "All'inizio la ritenni un'impresa impossibile. Poi gli avvistamenti si susseguono. Il 1° luglio, carichiamo in spalla tre trappole fotografiche e un po' di attrattivo alimentare e ci avviamo per i sentieri dell'Oltre Goggia, insieme con un agente della polizia provinciale e con una guardia ecologica. Ogni zaino pesava dai 15 ai 20 chili. Il dislivello da percorrere era di 1.000 metri. La sera piazziamo le macchinette e scendiamo a valle fiduciosi".Con turni quindicinali, fino a metà agosto, il gruppo sale in quota per i controlli. I primi risultati sono deludenti.
I sensori delle digitali catturano immagini di cervi, camosci, bovini, pecore... Ma il gruppo di amici non si da per vinto. Il 19 agosto, Mario Lazzaroni sale in quota a controllare le macchine. Poi chiama al cellulare Sonzogni dicendo che la macchinetta n. ° 4 è divelta, con la protezione in plexigas rotta, rivolta verso l'alto e non verso il punto di passaggiuo degli animali. Ipotizzano sia stato un cervo a sbattervi contro. Lazzaroni sistema tutto e rientra a valle. Il 23 agosto, Sonzogni e Lazzaroni si incamminano per il sentiero, carichi come muli.
Il sensore n.3 ha scatti andati a vuoto. Passano al controllo del sensore 4: fra una foto a un cervo e una successiva, compare una sagoma scura: è... l'orso! Ingrandendola, si distinguono la testa dell'animale di fronte al tronco di un faggio. "L'orso - spiega Sonzogni - si è presentato davanti alla trappola alle 23.20 del 14 agosto ed è partito il primo scatto. Dopo quattro minuti, è partito il secondo. A quel punto, JJ5 deve essersi arrabbiato o incuriosito perchè ha messo le zampe addosso alla macchina, buttandola fuori asse". L'orso in valle Brembana è ora una certezza. All'alba del XXI° vi ha fatto ritorno.
L'animale è stato "catturato" dall'obbiettivo di alcune trappole fotografiche tese da un gruppo di amici appassionati del plantigrado (tra cui il sindaco di Lenna, Mario Lazzaroni, e il segretario dell'Atc prealpino, Mario Sonzogni) che, nelle scorse settimane, gli hanno dato la caccia. Prezioso anche il supporto dato da tre guardie ecologiche volontarie della Valle Brembana, Fabrizio Locatelli, da due agenti del corpo di polizia provinciale, dal presidente dell'Atc prealpino, Maurizio Volpi, proprietario delle "trappole" fotografiche, e di Valbrembanaweb. Foto inequivocabili che ritraggono JJ5 (questo il nome tecnico dell'orso, fratello del più noto JJ2 abbattuto due anni fa in Baviera) girovagare nottetempo tra i boschi.I primi avvistamenti in valle Brembana risalgono a inizio estate. Il 2 luglio, due escursioniste avvistano JJ5 nei pressi del rifigio Capanna 2000 a Oltre il Colle.I "safaristi" caricano in spalla tre trappole fotografiche e si lanciano sui versanti montagnosi dell'Oltre la Goggia alla caccia del plantigrado, già dai tempo avvistato in alta valle Seriana (l'animale appartiene alla seconda generazione nata dai plantigradi liberati a fine anni '90 in Trentino nell'ambito del progetto "Life Ursus").Il racconto nelle parole di Silvano Sonzogni che ha preso parte all'impresa: "All'inizio la ritenni un'impresa impossibile. Poi gli avvistamenti si susseguono. Il 1° luglio, carichiamo in spalla tre trappole fotografiche e un po' di attrattivo alimentare e ci avviamo per i sentieri dell'Oltre Goggia, insieme con un agente della polizia provinciale e con una guardia ecologica. Ogni zaino pesava dai 15 ai 20 chili. Il dislivello da percorrere era di 1.000 metri. La sera piazziamo le macchinette e scendiamo a valle fiduciosi".Con turni quindicinali, fino a metà agosto, il gruppo sale in quota per i controlli. I primi risultati sono deludenti.
I sensori delle digitali catturano immagini di cervi, camosci, bovini, pecore... Ma il gruppo di amici non si da per vinto. Il 19 agosto, Mario Lazzaroni sale in quota a controllare le macchine. Poi chiama al cellulare Sonzogni dicendo che la macchinetta n. ° 4 è divelta, con la protezione in plexigas rotta, rivolta verso l'alto e non verso il punto di passaggiuo degli animali. Ipotizzano sia stato un cervo a sbattervi contro. Lazzaroni sistema tutto e rientra a valle. Il 23 agosto, Sonzogni e Lazzaroni si incamminano per il sentiero, carichi come muli.
Il sensore n.3 ha scatti andati a vuoto. Passano al controllo del sensore 4: fra una foto a un cervo e una successiva, compare una sagoma scura: è... l'orso! Ingrandendola, si distinguono la testa dell'animale di fronte al tronco di un faggio. "L'orso - spiega Sonzogni - si è presentato davanti alla trappola alle 23.20 del 14 agosto ed è partito il primo scatto. Dopo quattro minuti, è partito il secondo. A quel punto, JJ5 deve essersi arrabbiato o incuriosito perchè ha messo le zampe addosso alla macchina, buttandola fuori asse". L'orso in valle Brembana è ora una certezza. All'alba del XXI° vi ha fatto ritorno.
sabato 16 agosto 2008
lunedì 4 agosto 2008
DELLA PALMA: LEZIONI DI MODA: A SCUOLA TUTTI CON IL GREMBIULINO
BERGAMO - Gli scolari? Tutti vestiti con il grembiulino. “Grazie e per favore? “ due locuzioni da ripristinare nel linguaggio quotidiano. Le prime donne del cinema e della televisione? Tutte uguali, tutte veline. Le Donne di una volta (AnnA Magnani e Silvana Mangano dove sono finite?” Piazza Mascheroni, Cità lta: lezioni di stile (che non c’è più) da parte di Diego Della Palma, scrittore e esperto di immagine, ospite d’eccezione della penultima serata del Festival del Cinema d’Arte. Invitato al talk show sul palco per disquisire di moda e stile insieme al presidente di Assomoda, Giulio Di Sabato e al presidente della camera nazionale della moda, Mario Boselli. Elegante nel suo completo bianco, Della Palma noto al pubblico tv per le sue lezioni di stile, spiazza subito con una frecciata demodé che non ti aspetti: “oggi c’è il rischio che le differenze sociali ritornino anche dl modo con cui ci si veste a scuola. Scarpe, maglioni, pantaloni e gonne firmate anche a 10 anni è un‘assurdità. Sarebbe ora di riprendere la sana abitudine di vestire una divisa, un grembiulino. Tutti uguali; il figlio del sindaco e il figlio dell’operaio”. Viva l’omologazione quindi? (come insegnava il buon vecchio Mao): Sì, ma solo a una certa età- Poi bisognerebbe cambiare. E distinguersi. “Guardate i volti femminili della tv: vestono tutte uguali, Tutte come delle veline. le dive del cinema anni ’50 si facevano ritagliare su misura i vestiti di scena. Era l’alta moda. E non mi riferiscono solo a Grace Kelly… Oggi, vista una, viste tutte”. Il velinismo impera. Velinismo che non fa rima con eleganza o classe. A pochi metri dallo sciamare della Corsarola, dove il kebab sarebbe solo l’epigono di una lunga serie di nostranissime pizzerie, paninoteche gelateria e yogurterie, brioscerie, assalite da una fauna umana dove il burinismo impera, sul palco del Festival del cinema d’arte, c’è chi tira le orecchie allo stracafonal odierno. “Non vedo più classe in giro – incalza Della Palma – e non solo nel vestire: sarebbe anche ora che si riprendi a dire grazie e per favore un po’ più spesso…”. Torniamo al cinema. “IL cinema deve fare moda. Gli attori vestivano capi unici sartoriali. Che spesso venivano pagati. L’omologazione è la condanna di ogni essere umano”. Fin qui la lezione di stile. U sul futuro della moda italiana? “La sfida è maggiore creatività. Moda è anche comunicazione. Non ci vestiamo mai a caso. A ogni capo scelto diamo un significato preciso. Franco Moschino è quella creatività nella moda che è venuta a mancare. Recuperiamola!”
OPERAI AGRICOLI: NUOVO CONTRATTO
BERGAMO - Un aumento delle retribuzioni del 6,7%, una equiparazione degli inquadramenti tra i vari comparti (tradizionale allevamento, florovivaisti, funghicoli), maggiori tutele retributive per i lavoratori delle cooperative che svolgono lavori in appalto per le aziende agricole (ad essi, rispetto a quanto oggi avviene, sarà riconosciuto un salario equivalente a quello degli altri operai agricoli), nuovi strumenti per la sicurezza dei lavoratori.
Sono queste, in sintesi, alcune novità del nuovo contratto provinciale degli operai agricoli (le figure amministrative hanno un altro contratto), siglato il 31 luglio dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dalle organizzazioni datoriali (Upa, Confederazione italiana agricoltori, e Coldiretti).
Duemila ottocento operai, una presenza crescente di addetti stranieri (indiani e pakistani soprattutto nella zootecnia), e una crescita degli avventizzi (lavoratori a tempo determinato), il settore agricolo è caratterizzato da una modalità di contrattazione differente rispetto all'industria e al terziario: accanto al contratto nazionale collettivo, non c'è infatti la contrattazione decentrata a livello aziendale, ma un contratto a livello provinciale.
Il rinnovo del contratto degli operai agricoli (l'ultimo in vigore era scaduto a fine 2007) ha riguardato sia il biennio economico sia il quadriennio normativo. Tra le altre novità, l'adeguamento delle indennità di trasferta per i florovivaisti, l'erogazione di una "una tantum", la costituzione entro il prossimo anno, di un ente bilaterale per la promozione della sicurezza e della salute.
Nel 2006 il settore primario in bergamasca ha registrato 1761 avviamenti al lavoro. I non italiani sono stati 696, il 40% del totale.
Sono queste, in sintesi, alcune novità del nuovo contratto provinciale degli operai agricoli (le figure amministrative hanno un altro contratto), siglato il 31 luglio dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dalle organizzazioni datoriali (Upa, Confederazione italiana agricoltori, e Coldiretti).
Duemila ottocento operai, una presenza crescente di addetti stranieri (indiani e pakistani soprattutto nella zootecnia), e una crescita degli avventizzi (lavoratori a tempo determinato), il settore agricolo è caratterizzato da una modalità di contrattazione differente rispetto all'industria e al terziario: accanto al contratto nazionale collettivo, non c'è infatti la contrattazione decentrata a livello aziendale, ma un contratto a livello provinciale.
Il rinnovo del contratto degli operai agricoli (l'ultimo in vigore era scaduto a fine 2007) ha riguardato sia il biennio economico sia il quadriennio normativo. Tra le altre novità, l'adeguamento delle indennità di trasferta per i florovivaisti, l'erogazione di una "una tantum", la costituzione entro il prossimo anno, di un ente bilaterale per la promozione della sicurezza e della salute.
Nel 2006 il settore primario in bergamasca ha registrato 1761 avviamenti al lavoro. I non italiani sono stati 696, il 40% del totale.
PREZZI E DINAMICHE DELL’ORTOFRUTTA NEL MESE DI LUGLIO 2008
Estate piena, e vera, finalmente. E stagione al culmine per frutta e verdura, specialmente per la produzione bergamasca, che offre al consumatore una gamma davvero ampia: lattughe, cetrioli (verdi e bianchi), cavoli, fagiolini tipo boby, fagioli, cicorie, bietole da coste, bietole da erbette, fiori di zucchine, zucchine, melanzane, piccoli frutti. Si tratta di derrate di alta qualità, la cui presenza produce anche l’effetto di bilanciare le quotazioni della merce proveniente da lontano, aiutando così a contenere i prezzi complessivi. L’eccezione sta nelle lattughe e soprattutto nei fagiolini: la scarsità di prodotto in relazione alla domanda spinge all’insù i prezzi Siamo invece in linea con le medie dell’anno scorso quanto a volumi e prezzi del pomodoro da sugo, che sta entrando nel vivo della propria stagione. Ridimensionati rispetto alle settimane scorse i prezzi di peperoni e melanzane.
Stagione piena anche per angurie e meloni: prezzi ai minimi stagionali, forse nel caso dei meloni anche un po’ troppo bassi in relazione ai costi di produzione. Si sono tenuti più elevati del solito, invece, i prezzi di pesche e nettarine perché la domanda sta superando l’offerta: con i primi di agosto potrebbero però aumentare i volumi, e quindi scendere i prezzi. Per chi ama le susine questo è il momento migliore: ampia disponibilità di varietà, qualità e volumi (soprattutto dalla Romagna) per tutti i gusti e tutti i portafogli. Freschezza e bontà di antichi sapori nostrani con le varietà estive di pere: Morettini, Guyot, Santa Maria, Coscia, presenti in quantità non clamorose ma a prezzi accessibili. Viceversa la stagione delle albicocche volge al termine: finite quelle italiane, restano quelle francesi, ben confezionate ma dal prezzo superiore. Non è più la migliore stagione nemmeno per le fragole, le cui quantità sono ormai ridotte e di conseguenza i prezzi sono risaliti. Esclusivamente esteri anche gli agrumi: argentini i limoni, con prezzi in netta discesa, e sudafricane le arance, le cui quotazioni sono stabili.
Il mercato dell’uva comincia a farsi davvero interessante, anche se la qualità non è ancora al top: la varietà Vittoria, proveniente da Sicilia e Puglia, è praticamente l’unica presente finora, con volumi in aumento e prezzi in decisa diminuzione.
Le prossime settimane vedranno l’arrivo delle prime mele, a partire dalle Royal Gala, e delle prime pere William nazionali, nonché dei fichidindia siciliani, mentre l’uva aumenterà in misura considerevole i volumi disponibili. Sono comunque le settimane migliori per il consumo di frutta e verdura: cibo dissentante, rinfrescante e leggero, il modo migliore per alimentarsi nella calura estiva.
Stagione piena anche per angurie e meloni: prezzi ai minimi stagionali, forse nel caso dei meloni anche un po’ troppo bassi in relazione ai costi di produzione. Si sono tenuti più elevati del solito, invece, i prezzi di pesche e nettarine perché la domanda sta superando l’offerta: con i primi di agosto potrebbero però aumentare i volumi, e quindi scendere i prezzi. Per chi ama le susine questo è il momento migliore: ampia disponibilità di varietà, qualità e volumi (soprattutto dalla Romagna) per tutti i gusti e tutti i portafogli. Freschezza e bontà di antichi sapori nostrani con le varietà estive di pere: Morettini, Guyot, Santa Maria, Coscia, presenti in quantità non clamorose ma a prezzi accessibili. Viceversa la stagione delle albicocche volge al termine: finite quelle italiane, restano quelle francesi, ben confezionate ma dal prezzo superiore. Non è più la migliore stagione nemmeno per le fragole, le cui quantità sono ormai ridotte e di conseguenza i prezzi sono risaliti. Esclusivamente esteri anche gli agrumi: argentini i limoni, con prezzi in netta discesa, e sudafricane le arance, le cui quotazioni sono stabili.
Il mercato dell’uva comincia a farsi davvero interessante, anche se la qualità non è ancora al top: la varietà Vittoria, proveniente da Sicilia e Puglia, è praticamente l’unica presente finora, con volumi in aumento e prezzi in decisa diminuzione.
Le prossime settimane vedranno l’arrivo delle prime mele, a partire dalle Royal Gala, e delle prime pere William nazionali, nonché dei fichidindia siciliani, mentre l’uva aumenterà in misura considerevole i volumi disponibili. Sono comunque le settimane migliori per il consumo di frutta e verdura: cibo dissentante, rinfrescante e leggero, il modo migliore per alimentarsi nella calura estiva.
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sabato 26 luglio 2008
NONES E KEHRER IN DIRETTA SU SKYPE CON DA POLENZA: ECCO LA TRAGEDIA FATALE DI KARL
BERGAMO - “E' bello vedere l'unione che c'è fra noi Italiani nelle situazioni di emergenza. E' stata una sensazione indescrivibile vedere alpinisti italiani di fama come Silvio “gnaro” Mondinelli e Maurizio Gallo o un esperto di montagna come Agostino Da Polenza starci vicino, chiamarci per chiedere notizie di noi”. Con queste accorate parole Walter Nones, l'alpinista trentino sopravvissuto insieme con l'altoatesino Simon Keher, protagonisti dello sfortunato tentativo di scalare il Nanga Parbat, si è congedato al termine della videochiamata via Skype ieri pomeriggio alle 16, nella sala operativa del Comitato Everest K2 Cnr di Bergamo, l'ente presieduto da Agostino Da Polenza, che ha coordinato dall'Italia, in sinergia con la Farnesina e le autorità pakistane, le operazioni di soccorso.
Sani e salvi, ma provati ancor più nello spirito che nel fisico per la morte del loro capo-spedizione, Karl Unterkircher: questa l'immagine dei due alpinisti che ha restituito lo schermo, al termine della telefonata via Internet, grazie alla quale, per la prima volta, si sono appresi dalla viva voce dei due sopravvissuti, i particolari della drammatica spedizione partita lo scorso 14 luglio. Obiettivo: aprire una nuova via di risalita sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, nel Kashmir pakistano.
I due alpinisti, che partiranno già oggi per Islamabad (il loro rientro in Italia è previsto tra sabato e domenica), sono stati raggiunti via skype mentre si trovavano, alle 20 ora pakistana, in un albergo al campo base di Gilgit.
Solo poche ore prima nella mattinata di ieri, Nones e Kehrer erano stati recuperati dagli elicotteri di soccorso messi a disposizione dalle autorità pakistane, su un pianoro ghiacciato (raggiungible dai mezzi) a 5.700 metri, che gli alpinisti hanno raggiunto alle 9, dopo essere scesi, parte con gli sci e parte in cordata, dal colle dove avevano bivaccato per la notte.
Durante la videotelefonata, incalzati dalle domande dello stesso Da Polenza, hanno raccontato i loro undici giorni sulla parete del Nanga Parbat.
''Abbiamo passato giorni non belli - così esordisce Walter Nones - ma la forza ci ha fatto arrivare sani e salvi al campo base''.
Inizia poi il drammatico racconto dell'incidente a Karl Unterkircher: ''Eravamo a 6.000 metri di quota -dice Nones - la neve era molle e Karl avanzava adagio perche' ad ogni passo sprofondava fin sopra alle ginocchia. A un certo punto non si e' più' visto. Ha fatto un volo di circa 15 metri in un crepaccio, andando a sbattere più' volte contro la roccia e gli e' andata sopra tanta neve. Lo abbiamo cercato subito e lo abbiamo trovato quasi subito - aggiunge - però ci siamo resi conto che ormai non c'era piu' niente da fare''. Karl era morto sul colpo.
I due alpinisti, bloccati successivamente dal maltempo per dieci giorni sulla parete del Nanga Parbat, avevano sperato fino a ieri di poter riportare in Italia il corpo del loro capo spedizione: ''Il recupero sarebbe troppo rischioso - ha poi spiegato Da Polenza -. Si dovrebbero mettere a rischio altre vite umane e questo non e' possibile. Sono sicuro che anche Karl non lo vorrebbe''.
Nones e Kehrer sono rimasti sul Nanga Parbat fino a quando le condizioni meteo non hanno permesso loro di scendere fino a dove gli elicotteri hanno potuto raggiungerli: ''Appena abbiamo visto una schiarita - racconta ancora Nones - siamo scesi come dei pazzi per arrivare al campo base. Avevamo ancora in testa di portare a casa anche Karl, ma purtroppo non e' stato possibile''.
''E' stato doloroso perdere cosi' un grande amico e un grande alpinista - sottolinea Simon Kehrer - Durante tutta la scalata, anche dopo l' incidente, lo vedevo davanti a me che mi incitava. Ha lasciato un vuoto enorme. Questo era un suo progetto. Sarebbe stata una bella vittoria per tutta l'Italia”'.
Sani e salvi, ma provati ancor più nello spirito che nel fisico per la morte del loro capo-spedizione, Karl Unterkircher: questa l'immagine dei due alpinisti che ha restituito lo schermo, al termine della telefonata via Internet, grazie alla quale, per la prima volta, si sono appresi dalla viva voce dei due sopravvissuti, i particolari della drammatica spedizione partita lo scorso 14 luglio. Obiettivo: aprire una nuova via di risalita sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, nel Kashmir pakistano.
I due alpinisti, che partiranno già oggi per Islamabad (il loro rientro in Italia è previsto tra sabato e domenica), sono stati raggiunti via skype mentre si trovavano, alle 20 ora pakistana, in un albergo al campo base di Gilgit.
Solo poche ore prima nella mattinata di ieri, Nones e Kehrer erano stati recuperati dagli elicotteri di soccorso messi a disposizione dalle autorità pakistane, su un pianoro ghiacciato (raggiungible dai mezzi) a 5.700 metri, che gli alpinisti hanno raggiunto alle 9, dopo essere scesi, parte con gli sci e parte in cordata, dal colle dove avevano bivaccato per la notte.
Durante la videotelefonata, incalzati dalle domande dello stesso Da Polenza, hanno raccontato i loro undici giorni sulla parete del Nanga Parbat.
''Abbiamo passato giorni non belli - così esordisce Walter Nones - ma la forza ci ha fatto arrivare sani e salvi al campo base''.
Inizia poi il drammatico racconto dell'incidente a Karl Unterkircher: ''Eravamo a 6.000 metri di quota -dice Nones - la neve era molle e Karl avanzava adagio perche' ad ogni passo sprofondava fin sopra alle ginocchia. A un certo punto non si e' più' visto. Ha fatto un volo di circa 15 metri in un crepaccio, andando a sbattere più' volte contro la roccia e gli e' andata sopra tanta neve. Lo abbiamo cercato subito e lo abbiamo trovato quasi subito - aggiunge - però ci siamo resi conto che ormai non c'era piu' niente da fare''. Karl era morto sul colpo.
I due alpinisti, bloccati successivamente dal maltempo per dieci giorni sulla parete del Nanga Parbat, avevano sperato fino a ieri di poter riportare in Italia il corpo del loro capo spedizione: ''Il recupero sarebbe troppo rischioso - ha poi spiegato Da Polenza -. Si dovrebbero mettere a rischio altre vite umane e questo non e' possibile. Sono sicuro che anche Karl non lo vorrebbe''.
Nones e Kehrer sono rimasti sul Nanga Parbat fino a quando le condizioni meteo non hanno permesso loro di scendere fino a dove gli elicotteri hanno potuto raggiungerli: ''Appena abbiamo visto una schiarita - racconta ancora Nones - siamo scesi come dei pazzi per arrivare al campo base. Avevamo ancora in testa di portare a casa anche Karl, ma purtroppo non e' stato possibile''.
''E' stato doloroso perdere cosi' un grande amico e un grande alpinista - sottolinea Simon Kehrer - Durante tutta la scalata, anche dopo l' incidente, lo vedevo davanti a me che mi incitava. Ha lasciato un vuoto enorme. Questo era un suo progetto. Sarebbe stata una bella vittoria per tutta l'Italia”'.
LA SCELTA STRATEGICA DELLA METROTRAMVIA
In queste ultime settimane stanno crescendo le aspettative e l’interesse intorno alla metrotramvia Bergamo - Albino.
Siamo ormai in dirittura d’arrivo. Entro il mese di novembre 2008 sarà percorribile il tratto Bergamo – Alzano Lombardo, entro il mese di febbraio 2009 l’intera tratta fino ad Albino.
Chiuderemo con una spesa, comprensiva delle numerose migliorie apportate, della realizzazione dei parcheggi di interscambio,delle piste ciclopedonali e dei costi societari di € 144milioni di euro. rispetto al budget iniziale di € 136milioni
L’opera è costata circa € 12milioni/Km., contro gli € 20-30milioni./Km. che costituiscono un riferimento medio europeo (con parità di prestazioni).
La metrotramvia che stiamo realizzando è un’opera all’altezza delle migliori metrotramvie europee, dotata delle opportune innovazioni.
Produrrà una mobilità meno invasiva, meno costosa. Migliorerà la qualità dell’ambiente. Libererà le nostre strade da qualche centinaia di autobus ed automobili.
Alcune opzioni progettuali a suo tempo effettuate sono tuttora oggetto di scetticismo. La scelta di sviluppare il percorso sul vecchio tracciato ferroviario e di farlo correre in superficie, ad esempio, suscita ancora forte perplessità in una parte dell’opinione pubblica.
Le metrotramvie funzionanti in Europa, salvo qualche rara eccezione, in aree aventi dimensione paragonabile a quella di Bergamo, sono a raso con attraversamenti segnalati da impianto semaforico. Strasburgo, portata recentemente alla ribalta dalla stampa locale, Grenoble, Lille, Nantes, Montpellier, Potsdam …sono tutte città dotate di una rete metrotramviaria efficiente e funzionale. I tram passano all’interno delle città, si spingono nelle periferie anche lontane, convivono ordinatamente con il flusso del traffico e con il fermento della gente. Contribuiscono a qualificare ed abbellire l’intorno urbano.
Realizzare una struttura totalmente in trincea o sopraelevata non sarebbe stato possibile sia perché ciò avrebbe comportato un costo complessivo di 4/5 volte superiore, che non avrebbe trovato giustificazione economica in un bacino di 150/200.000 abitanti (un investimento di 600/700 milioni di Euro che si trascina spese di ammortamento e funzionamento, infatti, non può certamente essere pagato con gli introiti di 5milioni massimo di passeggeri annui), sia perché il tracciato presentava problemi di natura tecnico – ambientale non sempre superabili (dove è stato possibile lo si è fatto, come ad esempio a Bergamo il sottopasso della Circonvallazione Plorzano, a Nembro il sottopasso SP 35 e SS 671 uscita Pradalunga, ad Alzano Lombardo, uscita Alzano sopra).
L’attraversamento dei binari, regolato da idonei impianti di segnalamento, richiederà da parte di tutti gli utenti della strada, automezzi e persone, la medesima attenzione che viene prestata nell’attraversamento di strade, con la differenza – è bene sottolinearlo - che il tram, in prossimità degli incroci viaggerà a velocità ridotta e di sicurezza e che l’interruzione del traffico veicolare sarà inferiore ai 20 sec. (se ci fossero le sbarre, i secondi sarebbero stati almeno 60-80).
Quando viaggerà il tram, dovremo usare la stessa prudenza che abbiamo a Milano, piuttosto che a Zurigo o a Roma, quando ci troviamo ad attraversare i binari, con il vantaggio di avere un percorso metrotramviario interamente protetto ed in sede propria.
TEB SpA ha promosso studi di fattibilità e ha in fase di definizione progetti preliminari che prevedono lo sviluppo:
- della tratta Bergamo - Villa d’Almè
- di un percorso all’interno della città di Bergamo.
- del raggiungimento di San Pellegrino Terme, sia in appoggio al grande piano di rilancio e di sviluppo turistico in atto sia con l’obiettivo di trasferire su ferro(fino a Terno d’Isola) il carico di bottiglie di acqua che oggi viene trasportata quotidianamente da300-400 Tir. (con tutte le conseguenze di traffico e inquinamento che ne derivano..)
Parallelamente si stanno definendo gli accordi tecnici con Ferrovie dello Stato e Regione Lombardia per raggiungere l’Aeroporto di Orio al Serio e per utilizzare il sedime ferroviario nel suo sviluppo fra Ponte S. Pietro, il nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII e Montello.
Un’ultima annotazione. Gli interventi sopra elencati richiedono risorse economiche stimabili per circa 800/900 milioni di euro: somma di poco superiore a quella che sarebbe stata necessaria all’interramento della sola tratta Bergamo – Albino!
Le Amministrazioni (attuali e, immagino anche future..) attendono fiduciose un nuovo rifinanziamento della Legge statale n. 211 del 1992 , potendo auspicabilmente contare anche su finanziamenti straordinari legati ad Expo 2015.
Siamo ormai in dirittura d’arrivo. Entro il mese di novembre 2008 sarà percorribile il tratto Bergamo – Alzano Lombardo, entro il mese di febbraio 2009 l’intera tratta fino ad Albino.
Chiuderemo con una spesa, comprensiva delle numerose migliorie apportate, della realizzazione dei parcheggi di interscambio,delle piste ciclopedonali e dei costi societari di € 144milioni di euro. rispetto al budget iniziale di € 136milioni
L’opera è costata circa € 12milioni/Km., contro gli € 20-30milioni./Km. che costituiscono un riferimento medio europeo (con parità di prestazioni).
La metrotramvia che stiamo realizzando è un’opera all’altezza delle migliori metrotramvie europee, dotata delle opportune innovazioni.
Produrrà una mobilità meno invasiva, meno costosa. Migliorerà la qualità dell’ambiente. Libererà le nostre strade da qualche centinaia di autobus ed automobili.
Alcune opzioni progettuali a suo tempo effettuate sono tuttora oggetto di scetticismo. La scelta di sviluppare il percorso sul vecchio tracciato ferroviario e di farlo correre in superficie, ad esempio, suscita ancora forte perplessità in una parte dell’opinione pubblica.
Le metrotramvie funzionanti in Europa, salvo qualche rara eccezione, in aree aventi dimensione paragonabile a quella di Bergamo, sono a raso con attraversamenti segnalati da impianto semaforico. Strasburgo, portata recentemente alla ribalta dalla stampa locale, Grenoble, Lille, Nantes, Montpellier, Potsdam …sono tutte città dotate di una rete metrotramviaria efficiente e funzionale. I tram passano all’interno delle città, si spingono nelle periferie anche lontane, convivono ordinatamente con il flusso del traffico e con il fermento della gente. Contribuiscono a qualificare ed abbellire l’intorno urbano.
Realizzare una struttura totalmente in trincea o sopraelevata non sarebbe stato possibile sia perché ciò avrebbe comportato un costo complessivo di 4/5 volte superiore, che non avrebbe trovato giustificazione economica in un bacino di 150/200.000 abitanti (un investimento di 600/700 milioni di Euro che si trascina spese di ammortamento e funzionamento, infatti, non può certamente essere pagato con gli introiti di 5milioni massimo di passeggeri annui), sia perché il tracciato presentava problemi di natura tecnico – ambientale non sempre superabili (dove è stato possibile lo si è fatto, come ad esempio a Bergamo il sottopasso della Circonvallazione Plorzano, a Nembro il sottopasso SP 35 e SS 671 uscita Pradalunga, ad Alzano Lombardo, uscita Alzano sopra).
L’attraversamento dei binari, regolato da idonei impianti di segnalamento, richiederà da parte di tutti gli utenti della strada, automezzi e persone, la medesima attenzione che viene prestata nell’attraversamento di strade, con la differenza – è bene sottolinearlo - che il tram, in prossimità degli incroci viaggerà a velocità ridotta e di sicurezza e che l’interruzione del traffico veicolare sarà inferiore ai 20 sec. (se ci fossero le sbarre, i secondi sarebbero stati almeno 60-80).
Quando viaggerà il tram, dovremo usare la stessa prudenza che abbiamo a Milano, piuttosto che a Zurigo o a Roma, quando ci troviamo ad attraversare i binari, con il vantaggio di avere un percorso metrotramviario interamente protetto ed in sede propria.
TEB SpA ha promosso studi di fattibilità e ha in fase di definizione progetti preliminari che prevedono lo sviluppo:
- della tratta Bergamo - Villa d’Almè
- di un percorso all’interno della città di Bergamo.
- del raggiungimento di San Pellegrino Terme, sia in appoggio al grande piano di rilancio e di sviluppo turistico in atto sia con l’obiettivo di trasferire su ferro(fino a Terno d’Isola) il carico di bottiglie di acqua che oggi viene trasportata quotidianamente da300-400 Tir. (con tutte le conseguenze di traffico e inquinamento che ne derivano..)
Parallelamente si stanno definendo gli accordi tecnici con Ferrovie dello Stato e Regione Lombardia per raggiungere l’Aeroporto di Orio al Serio e per utilizzare il sedime ferroviario nel suo sviluppo fra Ponte S. Pietro, il nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII e Montello.
Un’ultima annotazione. Gli interventi sopra elencati richiedono risorse economiche stimabili per circa 800/900 milioni di euro: somma di poco superiore a quella che sarebbe stata necessaria all’interramento della sola tratta Bergamo – Albino!
Le Amministrazioni (attuali e, immagino anche future..) attendono fiduciose un nuovo rifinanziamento della Legge statale n. 211 del 1992 , potendo auspicabilmente contare anche su finanziamenti straordinari legati ad Expo 2015.
Il Presidente della Teb
Gianfranco Ceruti
Gianfranco Ceruti
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tram valle Seriana
domenica 20 luglio 2008
L’ATO sulle tariffe dell’acqua a Bergamo
Bergamo è la prima Provincia in Lombardia ad aver avviato una riorganizzazione complessiva dei servizi legati al ciclo integrato dell’acqua: dalla captazione alla distribuzione, dalla depurazione allo smaltimento. L’obiettivo di fondo perseguito con la costituzione dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale), obbligatoria per legge, è quello di salvaguardare la risorsa-acqua sia da un punto di vista finanziario che tecnico.
È stata fatta una ricognizione delle infrastrutture idriche per conoscere lo stato di fatto delle reti e degli impianti, il reale assetto economico-finanziario degli investimenti già effettuati e il fabbisogno futuro. Su questa base si è definita una “tariffa d’ambito”, che è la più bassa praticata tra le province lombarde, molte delle quali già superano 1 euro (Como: 1,14; Cremona: 1,12; Lecco: 1,23; Brescia: 0,89; Mantova: 0,92).
A Bergamo la tariffa d’ambito dell’acqua è oggi di 0,82 euro al metro cubo.
Questa tariffa considera i costi di esercizio (0,45 euro), le quote di ammortamento per pagare tutti i contratti (circa 0,20 euro) e quelli per investimenti futuri (circa 0,17).
La tariffa per i consumi di acqua verrà equiparata in tutti i Comuni a decorrere dal 2010.
- Circa 100 Comuni non vedranno aumentata la tariffa in quanto già ora pagano lo stesso valore. Tali Comuni, tra cui Bergamo, hanno una popolazione pari a circa il 60% della popolazione provinciale.
- Altri 100 Comuni si vedranno applicare incrementi limitati e circa 30 Comuni avranno aumenti più elevati; tra questi ci sono Comuni che non hanno mai installato i contatori o che pagavano l’acqua a valori fissi ma con consumi anche molto elevati, non rispettando le leggi vigenti.
- Una decina di Comuni, adesso pagano l’acqua oltre 1 €/mc; per loro – secondo le tariffe ATO – è previsto un abbassamento dei costi, fino a 0,82 euro.
La legge impone che il Piano finanziario dell’ATO venga interamente coperto dalla tariffa del servizio. Nei bilanci dei Comuni, i costi di gestione e operativi non venivano mai conteggiati e calcolati all’interno della tariffa e gli investimenti sulle reti erano spesso coperti con contributi di altri enti o con l’accensione di mutui, che oggi sono rimborsati ai Comuni dal gestore Uniacque.
Inoltre, il pagamento dell’acqua in base al consumo – con l’obbligo dei contatori – è determinato: da una parte dal bisogno di contenere gli sprechi e i consumi; dall’altra, dalla necessità di dare più valore al bene-acqua, che è il petrolio del futuro e non può essere quindi più considerato un bene gratuito e sempre disponibile e non illimitato.
I valori relativi al consumo fisso in bolletta, che adesso sono stati vietati per legge, portavano a non badare al consumo: e spesso si pagava una tariffa agevolata anche per elevati consumi quantitativi.
È proprio il caso del Comune di Sovere ora al centro di lamentele e controversie, su cui Uniacque sta facendo le opportune verifiche. Qui, per consumi di acqua fino a 200 mc si pagava una tariffa molto bassa, che non è più praticabile secondo quanto deciso dalla Conferenza dei Comuni.
Sono tutti concordi nel riconoscere che l’acqua è un bene da preservare e il cui consumo va perciò contenuto. La Provincia e i Comuni bergamaschi hanno fortemente voluto percorrere il modello di gestione pubblica del servizio idrico integrato, nonostante talune resistenze. Uniacque è la gestione unitaria individuata che permette di realizzare una forte aggregazione pubblica, la quale coinvolge tutti i Comuni per una gestione del servizio idrico integrato con caratteristiche di efficacia, economicità ed efficienza. Uniacque, con una strategia industriale e di programmazione avanzata, persegue questi obiettivi:
- gestione pubblicistica del sistema idrico senza limiti di durata;
- investimenti per circa 600 milioni di euro per nuove opere e per migliorare la rete di tubature che hanno rilevanti perdite di acqua, per l’adeguamento e il miglioramento degli impianti di depurazione e per il completamento delle reti fognarie ed il loro collegamento agli impianti di depurazione;
- introduzione del nuovo sistema tariffario.
Sono già stati realizzati investimenti per il miglioramento del settore idrico per oltre 106 milioni di euro.
È forse utile ricordare che in Paesi europei a noi vicini l’acqua già oggi costa 3-4 euro al metro cubo. E per altro è da rilevare che la qualità microbiologica delle acque nella provincia di Bergamo è elevata e di alta e consigliata potabilità (si noti che una bottiglia di acqua minerale costa da 0,20 a 0,30 euro, ciò che si traduce in 200-300 euro al metro cubo). Né va dimenticato che oggi molte fonti, anche italiane, sono in mano a multinazionali straniere.
Si sta dunque operando al meglio nell’interesse collettivo con tutti i Comuni bergamaschi per migliorare l’utilizzo di una risorsa che è sempre stata fondamentale per la storia della crescita e dello sviluppo. Ancora oggi l’acqua è un elemento di competitività del territorio, su cui si interviene, contenendo il più possibile il suo costo in un ampio disegno di modernizzazione del suo uso.
Autorità d’ambito
dell’ATO di Bergamo
È stata fatta una ricognizione delle infrastrutture idriche per conoscere lo stato di fatto delle reti e degli impianti, il reale assetto economico-finanziario degli investimenti già effettuati e il fabbisogno futuro. Su questa base si è definita una “tariffa d’ambito”, che è la più bassa praticata tra le province lombarde, molte delle quali già superano 1 euro (Como: 1,14; Cremona: 1,12; Lecco: 1,23; Brescia: 0,89; Mantova: 0,92).
A Bergamo la tariffa d’ambito dell’acqua è oggi di 0,82 euro al metro cubo.
Questa tariffa considera i costi di esercizio (0,45 euro), le quote di ammortamento per pagare tutti i contratti (circa 0,20 euro) e quelli per investimenti futuri (circa 0,17).
La tariffa per i consumi di acqua verrà equiparata in tutti i Comuni a decorrere dal 2010.
- Circa 100 Comuni non vedranno aumentata la tariffa in quanto già ora pagano lo stesso valore. Tali Comuni, tra cui Bergamo, hanno una popolazione pari a circa il 60% della popolazione provinciale.
- Altri 100 Comuni si vedranno applicare incrementi limitati e circa 30 Comuni avranno aumenti più elevati; tra questi ci sono Comuni che non hanno mai installato i contatori o che pagavano l’acqua a valori fissi ma con consumi anche molto elevati, non rispettando le leggi vigenti.
- Una decina di Comuni, adesso pagano l’acqua oltre 1 €/mc; per loro – secondo le tariffe ATO – è previsto un abbassamento dei costi, fino a 0,82 euro.
La legge impone che il Piano finanziario dell’ATO venga interamente coperto dalla tariffa del servizio. Nei bilanci dei Comuni, i costi di gestione e operativi non venivano mai conteggiati e calcolati all’interno della tariffa e gli investimenti sulle reti erano spesso coperti con contributi di altri enti o con l’accensione di mutui, che oggi sono rimborsati ai Comuni dal gestore Uniacque.
Inoltre, il pagamento dell’acqua in base al consumo – con l’obbligo dei contatori – è determinato: da una parte dal bisogno di contenere gli sprechi e i consumi; dall’altra, dalla necessità di dare più valore al bene-acqua, che è il petrolio del futuro e non può essere quindi più considerato un bene gratuito e sempre disponibile e non illimitato.
I valori relativi al consumo fisso in bolletta, che adesso sono stati vietati per legge, portavano a non badare al consumo: e spesso si pagava una tariffa agevolata anche per elevati consumi quantitativi.
È proprio il caso del Comune di Sovere ora al centro di lamentele e controversie, su cui Uniacque sta facendo le opportune verifiche. Qui, per consumi di acqua fino a 200 mc si pagava una tariffa molto bassa, che non è più praticabile secondo quanto deciso dalla Conferenza dei Comuni.
Sono tutti concordi nel riconoscere che l’acqua è un bene da preservare e il cui consumo va perciò contenuto. La Provincia e i Comuni bergamaschi hanno fortemente voluto percorrere il modello di gestione pubblica del servizio idrico integrato, nonostante talune resistenze. Uniacque è la gestione unitaria individuata che permette di realizzare una forte aggregazione pubblica, la quale coinvolge tutti i Comuni per una gestione del servizio idrico integrato con caratteristiche di efficacia, economicità ed efficienza. Uniacque, con una strategia industriale e di programmazione avanzata, persegue questi obiettivi:
- gestione pubblicistica del sistema idrico senza limiti di durata;
- investimenti per circa 600 milioni di euro per nuove opere e per migliorare la rete di tubature che hanno rilevanti perdite di acqua, per l’adeguamento e il miglioramento degli impianti di depurazione e per il completamento delle reti fognarie ed il loro collegamento agli impianti di depurazione;
- introduzione del nuovo sistema tariffario.
Sono già stati realizzati investimenti per il miglioramento del settore idrico per oltre 106 milioni di euro.
È forse utile ricordare che in Paesi europei a noi vicini l’acqua già oggi costa 3-4 euro al metro cubo. E per altro è da rilevare che la qualità microbiologica delle acque nella provincia di Bergamo è elevata e di alta e consigliata potabilità (si noti che una bottiglia di acqua minerale costa da 0,20 a 0,30 euro, ciò che si traduce in 200-300 euro al metro cubo). Né va dimenticato che oggi molte fonti, anche italiane, sono in mano a multinazionali straniere.
Si sta dunque operando al meglio nell’interesse collettivo con tutti i Comuni bergamaschi per migliorare l’utilizzo di una risorsa che è sempre stata fondamentale per la storia della crescita e dello sviluppo. Ancora oggi l’acqua è un elemento di competitività del territorio, su cui si interviene, contenendo il più possibile il suo costo in un ampio disegno di modernizzazione del suo uso.
Autorità d’ambito
dell’ATO di Bergamo
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Provincia di Bergamo Servizi pubblici
Programma di reimpiego 2007 2009
Anche in Bergamasca arriova il meccanismo della "dote" per la ricerca di un nuovo lavoro.
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Lavoro Provincia di Bergamo
sabato 19 luglio 2008
Autobus Atb gratuiti il giovedì sera da e per Città Alta da giovedì 17 luglio a giovedì 28 agosto
Tutti i giovedì sera, da giovedì 17 luglio a giovedì 28 agosto, si potrà viaggiare gratis dalle ore 20 a fine servizio (con la stessa frequenza del venerdì e del sabato sera), sui mezzi pubblici Atb che collegano la città con il borgo storico. L’iniziativa è stata presa dall’Amministrazione per sensibilizzare i cittadini al maggior utilizzo dei mezzi pubblici. Il giovedì sera non esistono divieti di accesso a Città Alta lungo il viale delle Mura (ricordiamo che il divieto di accesso è per venerdì e sabato sera oltre che nella giornata di domenica), e quindi il potenziamento delle linee si pone come un’alternativa proposta dall’Amministrazione a quanti vogliano salire e poi scendere in Città Alta con mezzi diversi dall’auto o le moto. La linea 1 è gratuita a partire dalla Stazione ferroviaria, la linea 10 dalla fermata della Croce Rossa in via Broseta alla stazione della funicolare in viale Vittorio Emanuele; la linea 3 e le funicolari per Città Alta e per San Vigilio sono gratuite per l’intera tratta.
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Trasporti Città Alta
QUATTRO MILIONI E 878 MILA EURO PER AIUTARE I DISOCCUPATI CRONICI A TROVARE LAVORO

BERGAMO - Cassintegrati, lavoratori in mobilità, disoccupati con più di 40 anni o di lunga durata, donne fuori dal mercato del lavoro da più di due anni potrebbero avere da oggi una possibilità in più per trovare un nuovo posto di lavoro. Oppure per mettersi in proprio. Come? Grazie a una dote personalizzata, fino a un massimo di 5.500 euro a testa, che l’aspirante lavoratore, tramite un ente accreditato (centro per l'impiego o agenzia per il lavoro), potrà utilizzare per l'intero percorso di reinserimento lavorativo, eventuale formazione professionale compresa.
Da oggi cambiano le politiche di reimpiego per i disoccupati bergamaschi più fragili, grazie al Programma di reimpiego per il biennio 2007-2009 presentato ieri dall'assessorato provinciale al lavoro agli operatori del settore. Un programma che introduce anche dalle nostre parti, il meccanismo della "dote", già sperimentato in alcuni Paesi del Nord Europa.
"L'ente pubblico - ha spiegato l'assessore provinciale al Lavoro, Giuliano Capetti - va incontro a quanti, (cassintegrati, mobilità, disoccupati over 40, disoccupati da più di 12 mesi, giovani under 35 privi di titolo di studio secondario, solo per citare alcune tipologie nda), non riescono più, per svariati motivi, a trovare un nuovo impiego. Per essi si crea un piano di inserimento personalizzato. Gli operatori del settore, accreditati e autorizzati, prenderanno in carico chi è in cerca di occupazione, e ne seguiranno tutto l'iter, anche oltre la stipula del contratto di lavoro con l'azienda. E non ci limiteremo solo al lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato), ma il piano personalizzato potrà aiutare il disoccupato anche a mettersi in proprio, avviando un'impresa lavorativa".
Per beneficiare della dote, il disoccupato dovrà essere iscritto a uno dei 10 Centri per l'impiego (ex Collocamento) della provincia. Poi sceglierà di sua iniziativa, l'operatore (agenzia o lo stesso Centro per l'impiego) cui proporsi per il piano personalizzato che sarà validato da una commissione provinciale. Oltre alla dote, sono previste anche altre misure di sostengo al reinserimento lavorativo, quali lo stanziamento di incentivi economici alle imprese in caso di assunzione. Il programma terminerà il 30 settembre del 2009.
Da oggi cambiano le politiche di reimpiego per i disoccupati bergamaschi più fragili, grazie al Programma di reimpiego per il biennio 2007-2009 presentato ieri dall'assessorato provinciale al lavoro agli operatori del settore. Un programma che introduce anche dalle nostre parti, il meccanismo della "dote", già sperimentato in alcuni Paesi del Nord Europa.
"L'ente pubblico - ha spiegato l'assessore provinciale al Lavoro, Giuliano Capetti - va incontro a quanti, (cassintegrati, mobilità, disoccupati over 40, disoccupati da più di 12 mesi, giovani under 35 privi di titolo di studio secondario, solo per citare alcune tipologie nda), non riescono più, per svariati motivi, a trovare un nuovo impiego. Per essi si crea un piano di inserimento personalizzato. Gli operatori del settore, accreditati e autorizzati, prenderanno in carico chi è in cerca di occupazione, e ne seguiranno tutto l'iter, anche oltre la stipula del contratto di lavoro con l'azienda. E non ci limiteremo solo al lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato), ma il piano personalizzato potrà aiutare il disoccupato anche a mettersi in proprio, avviando un'impresa lavorativa".
Per beneficiare della dote, il disoccupato dovrà essere iscritto a uno dei 10 Centri per l'impiego (ex Collocamento) della provincia. Poi sceglierà di sua iniziativa, l'operatore (agenzia o lo stesso Centro per l'impiego) cui proporsi per il piano personalizzato che sarà validato da una commissione provinciale. Oltre alla dote, sono previste anche altre misure di sostengo al reinserimento lavorativo, quali lo stanziamento di incentivi economici alle imprese in caso di assunzione. Il programma terminerà il 30 settembre del 2009.
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Lavoro Provincia di Bergamo
Bergamo tra presente e futuro. Sintesi dell’intervento del Presidente Valerio Bettoni
La Provincia di Bergamo si è assunta tutta la responsabilità di dare un indirizzo alla società, di esercitare un coordinamento istituzionale tra tanti soggetti interessati e di proporre una progettazione territoriale e una programmazione economica sulle linee dello sviluppo sostenibile.Quello che potevamo prevedere 10 anni fa – e siamo stati ben aiutati in questo da una approfondita e lungimirante analisi dell’OCSE – lo abbiamo assunto a progetto strategico e lo stiamo realizzando.
Credo che i migliori effetti di una seconda rivoluzione dei trasporti e della mobilità che intensamente tocca la Bergamasca li vedremo nei prossimi 10 anni.
Migliorata l’autostrada Bergamo-Milano con la già efficace quarta corsia, ora vanno a partire i grandi cantieri per Pedemontana, Brebemi, alta velocità e alta capacità ferroviaria sul corridoio 5, gli interporti di snodo, il grande apporto della viabilità provinciale: sono tutte opere imponenti che saranno ultimate non prima del 2015, offrendo anche il più bel contributo della Bergamasca alle grandi attese per l’EXPO internazionale, che non possono limitarsi all’area milanese, ma toccare l’intera Lombardia.
Abbiamo avviato a risoluzione un nodo che sembrava inestricabile, quello della mobilità e di un moderno sistema europeo di trasporto, nella integrazione tra aria-ferro-gomma, nella sinergia tra iniziativa pubblica e disponibilità private, con ingenti risorse di diversa provenienza, europea, nazionale, regionale e provinciale, quali mai si sono concentrate su Bergamo nella storia più recente.
Gli ingenti investimenti pubblici nelle infrastrutture della modernizzazione produrranno il loro effetto sull’economia locale a breve, senza dimenticare che Orio al Serio è già il più importante impianto produttivo del nostro territorio con rilevanti risultati riscontrabili sulle trasformazioni dell’economia.
Credo che daranno i loro frutti più maturi nei prossimi anni anche gli ingenti investimenti, tutti insistenti sul bilancio della Provincia, per una diversa strutturazione organizzativa dell’offerta formativa, sia delle scuole, che della formazione professionale e più complessivamente di un più adeguato rapporto istruzione-impresa.
Nel decentramento e nell’autonomia organizzativa delle strutture abbiamo migliorato l’offerta formativa che è già oggi più rispondente alle esigenze dell’economia e delle vocazioni locali, ma che sempre più inciderà sulla qualificazione del patrimonio culturale, fattore strategico nel passaggio dal “fare” al “saper far fare”.
Un terzo settore strategico su cui possiamo aspettarci un forte miglioramento di percezione e di risultati nei prossimi anni è quello dei servizi di pubblica utilità, dove le imprese avviate – pubbliche, private, miste o privatizzate che siano - saranno decisive per ridurre i costi delle famiglie e delle attività, per configurare la competitività e l’attrattività di un territorio meglio organizzato e meglio servito rispetto ad altri.
Registriamo situazioni di eccellenza per quanto riguarda il ciclo idrico, grande risorsa della Bergamasca, e per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, con tariffe in entrambi i casi tra le più basse della Lombardia e prospettive di gestione molto efficaci per raggiungere dimensioni ottimali di esercizio.
Nelle telecomunicazioni Bergamo sarà a breve la Provincia più infrastrutturata d’Italia con i suoi 440 Km di banda larga su fibra ottica e collegamenti wi-max su un territorio che soffre il digital divide derivato da un mercato più attento all’utile immediato che all’investimento strutturale.
Possiamo migliorare anche sul fronte dell’energia, pesante spada di Damocle che incombe sull’economia nazionale, con l’entrata in funzione delle centrali da fonti rinnovabili che le aziende della Provincia stanno completando nel sud Italia per portare elettricità a Bergamo a costi più contenuti.
Altrettanto efficaci si stanno manifestando le agenzie per la promozione del turismo, delle produzioni agro-alimentari, della formazione professionale, dei point per la diffusione dell’innovazione tecnologica.
Le agenzie per lo sviluppo e le aziende pubbliche controllate dalla Provincia concorrono in spirito d’impresa e in logica di mercato alla vivacità che la società e l’economia bergamasca vivono nei settori più avanzati e qualificati
Oggi la nostra società è in crescita e in sviluppo nel centro di una rete globale che bypassa anche il complesso di Milano.
“A Bergamo la classe dirigente ha consapevolmente alzato e difeso a voce alta l’industria, ha investito in innovazione, ha stimolato competizione, ha favorito momenti formativi e di maturazione culturale non solo tecnico professionale”.
Valerio Bettoni
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Provincia Economia Bettoni
10.000 ettari di nuovi boschi
La Regione Lombardia ha approvato il terzo bando per la “realizzazione di 10 mila ettari di nuovi boschi e sistemi verdi multifunzionali.
La legge forestale regionale prevede che la Regione Lombardia, con le Province e le Comunità Montane, nonché con il coinvolgimento degli imprenditori agricoli, promuova la realizzazione, entro cinque anni dall’approvazione della stessa legge, di 10 mila ettari di nuovi boschi.
“L’obiettivo di questa iniziativa – afferma l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni – è quello di trasformare vaste aree del territorio regionale in un nuovo sistema agroforestale multifunzionale, che possa quindi svolgere contemporaneamente funzioni ambientali, paesistiche, produttive, ecosistemiche, di fruibilità collettiva, energetiche, culturali e occupazionali. Pertanto si intende realizzare una pluralità di interventi forestali diversificati”.
La Regione ha stanziato oltre 9 milioni di euro per il triennio 2008-2010. I criteri per l’accesso alla graduatoria sono gli stessi dello scorso bando che prevedeva interventi da realizzarsi su terreni immediatamente disponibili e cantierabili di proprietà pubblica o anche privata, che dovranno però essere messi a disposizione dell’ente pubblico attraverso la sottoscrizione di un’apposita convenzione.
La superficie minima dovrà essere di 5 ettari e la disponibilità al cofinanziamento minimo del 25%.
“Ancora una volta – sottolinea Pisoni – la stretta collaborazione tra enti locali, agricoltori e Provincia, permetterà oltre al raggiungimento degli obiettivi prefissati, di migliorare la qualità della vita, la bellezza del paesaggio e le caratteristiche dell’ambiente, con il risultato di mettere a disposizione di ogni lombardo 10 metri quadrati di verde in più”.
Nei precedenti due stralci in Provincia di Bergamo sono stati finanziati tre progetti per un totale di 989.344 euro.
La legge forestale regionale prevede che la Regione Lombardia, con le Province e le Comunità Montane, nonché con il coinvolgimento degli imprenditori agricoli, promuova la realizzazione, entro cinque anni dall’approvazione della stessa legge, di 10 mila ettari di nuovi boschi.
“L’obiettivo di questa iniziativa – afferma l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Luigi Pisoni – è quello di trasformare vaste aree del territorio regionale in un nuovo sistema agroforestale multifunzionale, che possa quindi svolgere contemporaneamente funzioni ambientali, paesistiche, produttive, ecosistemiche, di fruibilità collettiva, energetiche, culturali e occupazionali. Pertanto si intende realizzare una pluralità di interventi forestali diversificati”.
La Regione ha stanziato oltre 9 milioni di euro per il triennio 2008-2010. I criteri per l’accesso alla graduatoria sono gli stessi dello scorso bando che prevedeva interventi da realizzarsi su terreni immediatamente disponibili e cantierabili di proprietà pubblica o anche privata, che dovranno però essere messi a disposizione dell’ente pubblico attraverso la sottoscrizione di un’apposita convenzione.
La superficie minima dovrà essere di 5 ettari e la disponibilità al cofinanziamento minimo del 25%.
“Ancora una volta – sottolinea Pisoni – la stretta collaborazione tra enti locali, agricoltori e Provincia, permetterà oltre al raggiungimento degli obiettivi prefissati, di migliorare la qualità della vita, la bellezza del paesaggio e le caratteristiche dell’ambiente, con il risultato di mettere a disposizione di ogni lombardo 10 metri quadrati di verde in più”.
Nei precedenti due stralci in Provincia di Bergamo sono stati finanziati tre progetti per un totale di 989.344 euro.
venerdì 18 luglio 2008
BERGER, LA MUSA DI VISCONTI
BERGAMO - Passione, talento, stile. E tanto glamour. Oggi merce rara. E' tornato in Italia per ricevere l'award alla carriera, Helmut Berger, “l'ultimo divo”, come lo ha definito la presidente del Festival, Claudia Sartirani. L’attore più amato da Visconti sarà oggi a Bergamo per ricevere dalla mani del presidente della Giuria, Vittorio Sgarbi, un premio che è qualcosa di più di un semplice riconoscimento, ma rappresenta una dichiarazione di intenti, sintesi dello spirito del Festival del Cinema d'Arte.
Berger, attore viscontiano per eccellenza, e simbolo cult dei formidabili anni '70 "Un decennio ricco di spunti, di stimoli artistici e di novità, per il cinema e non solo, come ricorda Berger stesso, - quando a Cinecittà, oggi ormai in balia delle banali produzioni televisive, si respirava "il" Cinema".
Berger rispecchia perfettamente l'idea di uomo di spettacolo (in un'epoca in cui l'eleganza e lo stile sono diventati argomenti opinabili), e appare il simbolo di una raffinata e discreta bellezza a quanti lavorano con l'immagine.
Talento ed emozioni, ingegno e tentazione, razionalità e passione: una ricerca estetica che lo accompagnano nella sua carriera e nella consegna di questo premio: soddisfatto?
"Sono lusingato di contribuire al Festival del Cinema d’Arte. Il cinema è Arte e ne estende oltre ogni limite le possibilità espressive. Il Festival internazionale di Bergamo -di cui sono onorato di ricevere l’award-, presenta opere che puntano al quella ricerca estetica che mi ha accompagnato durante la mia carriera".
E il cinema di Visconti (letterario, pittorico, teatrale…) è stato per lei una scuola di vita..
"Sì, devo molto a Luchino che mi ha dato una irripetibile opportunità per crescere artisticamente e di lanciarmi come attore internazionale. Non mi sono mai sentito un attore per registi tedeschi, alla Fassbinder o alla Herzog. Non era quella la mia atmosfera. Tuttavia, non solo stato solo attore di Visconti: ho spaziato in più ruoli, in più produzioni, in più generi: da film “letterari”, come il “Giardino dei Finzi-Contini”, ai poliziotteschi (La Belva col mitra, del 1977, citato anche da Tarantino), dalle produzioni americane (Il Padrino) agli sceneggiati Tv come “I Promessi sposi”, di Nocita”.
Girato proprio a Bergamo…
“Come “La Farfalla dalle ali insanguinate”… In Lombardia ho girato anche “La colonna infame”.
Billy Wilder disse di Lei che “è curioso che il più grande attore italiano è un austriaco”: mica male per la patria di Sordi, Mastroianni, Gassmann…
“Mi ricordo questa affermazione di Wilder, che penso mi volesse per qualche suo film. L'Italia è la mia seconda patria, anche se il fermento culturale e cinematografico (nello studio accanto dove lavoravi, potevi imbatterti in... Fellini!) che vi trovai da giovane attore oggi stento a vederlo. "
Cinema americano o cinema europeo?
"Non guardo tanto alla nazionalità quanto al singolo film. Gli americani sono più schematici, a me per anni mi proponevano sempre un ruolo da nazi. La scuola inglese è la migliore. Molto teatrale, curata. Ho avute proposte interessanti da cinematografie asiatiche, come quella vietnamita...
"Ultimo suo lavoro?
“Iron Cros, di Joshua Newton, ora in montaggio. Vi interpreto un ex comandante delle Ss che un sopravvissuto tenta di far fuori”
Meglio attore di cinema o attore di teatro?
“Chi sa fare un buon teatro saprà fare anche un buon cinema. Non sempre il contrario. Ho studiato teatro, ma non ho mai amato ripetere per serate sempre lo stesso copione. Mi annoia”.
Film tv o film per il cinema?
“Ho fatto anche film per la tv e diversi sceneggiati. Ma si lavora troppo a catena di montaggio, di corsa. Non lo amo molto. E poi la Tv di oggi è troppo ansiogena, si parla solo di tragedie”.
Quindi cinema puro?
“Sì, e possibilmente con il meglio dei cineasti: Luchino Visconti!”
Marco Gelmi
Berger, attore viscontiano per eccellenza, e simbolo cult dei formidabili anni '70 "Un decennio ricco di spunti, di stimoli artistici e di novità, per il cinema e non solo, come ricorda Berger stesso, - quando a Cinecittà, oggi ormai in balia delle banali produzioni televisive, si respirava "il" Cinema".
Berger rispecchia perfettamente l'idea di uomo di spettacolo (in un'epoca in cui l'eleganza e lo stile sono diventati argomenti opinabili), e appare il simbolo di una raffinata e discreta bellezza a quanti lavorano con l'immagine.
Talento ed emozioni, ingegno e tentazione, razionalità e passione: una ricerca estetica che lo accompagnano nella sua carriera e nella consegna di questo premio: soddisfatto?
"Sono lusingato di contribuire al Festival del Cinema d’Arte. Il cinema è Arte e ne estende oltre ogni limite le possibilità espressive. Il Festival internazionale di Bergamo -di cui sono onorato di ricevere l’award-, presenta opere che puntano al quella ricerca estetica che mi ha accompagnato durante la mia carriera".
E il cinema di Visconti (letterario, pittorico, teatrale…) è stato per lei una scuola di vita..
"Sì, devo molto a Luchino che mi ha dato una irripetibile opportunità per crescere artisticamente e di lanciarmi come attore internazionale. Non mi sono mai sentito un attore per registi tedeschi, alla Fassbinder o alla Herzog. Non era quella la mia atmosfera. Tuttavia, non solo stato solo attore di Visconti: ho spaziato in più ruoli, in più produzioni, in più generi: da film “letterari”, come il “Giardino dei Finzi-Contini”, ai poliziotteschi (La Belva col mitra, del 1977, citato anche da Tarantino), dalle produzioni americane (Il Padrino) agli sceneggiati Tv come “I Promessi sposi”, di Nocita”.
Girato proprio a Bergamo…
“Come “La Farfalla dalle ali insanguinate”… In Lombardia ho girato anche “La colonna infame”.
Billy Wilder disse di Lei che “è curioso che il più grande attore italiano è un austriaco”: mica male per la patria di Sordi, Mastroianni, Gassmann…
“Mi ricordo questa affermazione di Wilder, che penso mi volesse per qualche suo film. L'Italia è la mia seconda patria, anche se il fermento culturale e cinematografico (nello studio accanto dove lavoravi, potevi imbatterti in... Fellini!) che vi trovai da giovane attore oggi stento a vederlo. "
Cinema americano o cinema europeo?
"Non guardo tanto alla nazionalità quanto al singolo film. Gli americani sono più schematici, a me per anni mi proponevano sempre un ruolo da nazi. La scuola inglese è la migliore. Molto teatrale, curata. Ho avute proposte interessanti da cinematografie asiatiche, come quella vietnamita...
"Ultimo suo lavoro?
“Iron Cros, di Joshua Newton, ora in montaggio. Vi interpreto un ex comandante delle Ss che un sopravvissuto tenta di far fuori”
Meglio attore di cinema o attore di teatro?
“Chi sa fare un buon teatro saprà fare anche un buon cinema. Non sempre il contrario. Ho studiato teatro, ma non ho mai amato ripetere per serate sempre lo stesso copione. Mi annoia”.
Film tv o film per il cinema?
“Ho fatto anche film per la tv e diversi sceneggiati. Ma si lavora troppo a catena di montaggio, di corsa. Non lo amo molto. E poi la Tv di oggi è troppo ansiogena, si parla solo di tragedie”.
Quindi cinema puro?
“Sì, e possibilmente con il meglio dei cineasti: Luchino Visconti!”
Marco Gelmi
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Cinema Cultura Spettacolo
martedì 15 luglio 2008
«L’Atb deve restare bergamasca».

Con le gare del 2011 l’ultracentenaria azienda di trasporto pubblico potrebbe finire nelle mani dell’inglese Arriva. Ma il nuovo presidente Giancarlo Traini non ci sta: «Con Brescia e Milano abbiamo appena rilevato l’Apam di Mantova. E proseguiremo sulla strada delle alleanze strategiche».
di Fabio Cuminetti
E’ stato chiamato al timone dell’azienda in un momento topico, alla vigilia di una vera rivoluzione per il trasporto pubblico locale in Italia. Perché con le gare del 2011 l’intero sistema regionale potrebbe finire in mani straniere. Il suo nome è Giancarlo Traini e dal 13 giugno è il nuovo presidente di Atb Mobilità spa e Atb Servizi spa. Nato a Bergamo nel 1947, dove risiede da sempre, laureato in scienze politiche, ha trascorso gran parte della sua vita professionale in azienda, prima con una multinazionale americana (3M) e poi con una delle più note multinazionali italiane (Pirelli). Nel corso della sua carriera ha avuto modo di operare, come dirigente o come consulente, in diversi paesi di Europa, Sud America e Stati Uniti. Dal 1977 al 1999 è stato componente del consiglio generale di Fiera Milano e attualmente insegna organizzazione aziendale nella facoltà di economia dell'Università di Bergamo.
Tra i suoi tanti incarichi c’è quello di amministratore di una struttura di consulenza direzionale impegnata in progetti per favorire efficienza e innovazione organizzativa di aziende private e non, italiane e internazionali.
E’ stato chiamato al timone dell’azienda in un momento topico, alla vigilia di una vera rivoluzione per il trasporto pubblico locale in Italia. Perché con le gare del 2011 l’intero sistema regionale potrebbe finire in mani straniere. Il suo nome è Giancarlo Traini e dal 13 giugno è il nuovo presidente di Atb Mobilità spa e Atb Servizi spa. Nato a Bergamo nel 1947, dove risiede da sempre, laureato in scienze politiche, ha trascorso gran parte della sua vita professionale in azienda, prima con una multinazionale americana (3M) e poi con una delle più note multinazionali italiane (Pirelli). Nel corso della sua carriera ha avuto modo di operare, come dirigente o come consulente, in diversi paesi di Europa, Sud America e Stati Uniti. Dal 1977 al 1999 è stato componente del consiglio generale di Fiera Milano e attualmente insegna organizzazione aziendale nella facoltà di economia dell'Università di Bergamo.
Tra i suoi tanti incarichi c’è quello di amministratore di una struttura di consulenza direzionale impegnata in progetti per favorire efficienza e innovazione organizzativa di aziende private e non, italiane e internazionali.
Che situazione ha trovato all’Atb?
"Ottima, perché Atb è tra le migliori aziende italiane, non una di quelle realtà scalcinate a cui spesso viene associata l’idea di servizio pubblico. Anzi, il contrario. E’ seria e ha una gloriosa storia di 101 anni, con conti economici tra i migliori a livello nazionale".
Ci dia alcuni dati.
"Un parametro usato per giudicare il servizio pubblico è la copertura dei costi con i ricavi. Ebbene, di fronte a una media italiana del 20-25% l’Atb arriva addirittura al 50%, ovvero si sorregge bene sulle proprie gambe. Il resto ce lo mette la Regione".
Forse non tutti sanno che Atb si compone ora di due aziende: Atb Mobilità e Atb Servizi. Perché questa dicotomia?
"E’ così da due anni perché reso obbligatorio dalle normative europee. Tecnicamente il processo si chiama unbundling, ovvero divisione tra il possesso delle reti e la gestione delle reti, così come è stato fatto per ferrovie, gas, etc. Atb Servizi è proprietaria della sede di via Gleno, della funicolare e degli investimenti per tutto il sistema semaforico ed elettronico con cui abbiamo cablato la città (e che attualmente ci permette di monitorare in tempo reale la posizione dei mezzi e persino di far scattare il verde per contrarre l’eventuale ritardo); Atb Servizi è quella che deve far girare in modo efficiente i pullman.
E in futuro si differenzieranno moltissimo, perché ci sono le gare.
Esatto. Atb Mobilità resterà quello che è, mentre per la gestione dei servizi concorreranno inglesi, tedeschi, francesi, etc. Questo lo dico perché il mio obbiettivo numero uno è che l’Atb ci sia ancora in futuro. Se vince qualcun altro può conservare più o meno lo status quo ma anche cambiare tutto. E non sempre in meglio".
Una sfida enorme, dunque.
"Altro che. La normativa, nei suoi intenti, vorrebbe favorire il privato di fronte a un pubblico inefficiente. Ma noi inefficienti non lo siamo. Certo, sì può sempre migliorare. Sprechi però non ce ne sono: gran parte del nostro personale è diretto, ovvero composto da autisti che di tempo non ne possono certo perdere e che hanno un monte ore di guida giornaliero tra i più alti d’Italia. Si può invece fare molto per ridurre il danno all’ambiente".
Ovvero passando da mezzi diesel a veicoli a metano…
"Stiamo investendo molto sul gas naturale: è recente l’inaugurazione di un nuovo impianto di distribuzione all’interno del nostro deposito, con contestuale acquisto di 15 autobus a metano, che costano 250 mila euro l’anno. La nostra flotta è comunque tra le più recenti perché è stata fatta una lungimirante politica d’investimenti. Poi la vera efficienza si può ottenere impaccando più passeggeri possibili sulle corse a disposizione, ma questo spesso contrasta con la mission del servizio pubblico. Che deve garantire il trasporto anche per orari e tratte poco redditizie. Il 3, ad esempio, è una linea bellissima ma deficitaria. E’ spesso semivuoto, ma comunque importante per il turismo e per l’immagine della città".
Torniamo alle gare. A quale risultato punteranno le aziende concorrenti?
"Beh, se nel 2011 vince una SpA straniera deve riuscire ad avere un utile lordo del 10, 15% da dividere tra gli azionisti. Questo significherebbe linee in meno e servizi in meno… oppure che loro sono tanto più bravi di noi da riuscire a mantenere la stessa qualità ma con costi inferiori. Ma la nostra, ripeto, è un’azienda seria, quindi questa gara vorremmo vincerla. Anche se non sarà facile".
Perché?
"Le gare verranno fatte per zone, ovvero per province. Atb sa fare la città ma non ancora la provincia, già in mano agli inglesi del gruppo Arriva. E’ dunque ovvio che Arriva, vero colosso del segmento, vorrà fagocitarsi l’ultimo boccone che gli manca nella Bergamasca. Anzi, tra i loro obbiettivi c’è quello di annettere l’intero sistema del trasporto pubblico lombardo, per dirla tutta.
Non sembra però che siate arrendevoli di fronte al nuovo che avanza.
Infatti stiamo cercando di mettere assieme un grosso gruppo di trasporto pubblico locale: tra l’altro con Brescia e Milano abbiamo appena rilevato l’Apam di Mantova. E andremo avanti. Insomma, i prossimi due anni saranno pieni di lotte strategiche".
Veniamo al presente. Il “transito passeggeri” sui vostri autobus negli ultimi tre anni ha fatto registrare un vero boom: più 8,5%.
"Un ottimo risultato. Del resto il carburante è alle stelle e il cittadino non è stupido, fa i suoi conti e sceglie quello che più gli conviene. Io non credo nel buon esito dei divieti per incrementare l’uso del mezzo pubblico: bisogna lavorare in positivo, magari favorendo l’efficienza degli autobus attraverso l’incremento delle corsie preferenziali. Ma a Bergamo è difficilissimo farlo a causa della conformazione fisica della città, bloccata a nord dalle colline".
Rincari alle porte?
"Sicuramente sì, in media del 4-5%, più per l’inflazione complessiva che per il prezzo del carburante. Del resto, se ipoteticamente volessimo coprire interamente i costi con il biglietto, lo si dovrebbe fissare a 2 euro e 40. Diverso è il discorso per l’abbonamento: non riguarda l’utente occasionale - che una volta ogni tanto può spendere anche, per dire, 3 euro - ma chi l’autobus lo usa tutti i giorni. Dunque preferirei moltissimo aumentare il prezzo del biglietto singolo ma lasciare bassi gli abbonamenti".
Domanda di chiusura su tutt’altro argomento. Lei insegna Organizzazione aziendale all’Università di Bergamo: che consiglio darebbe a un giovane futuro dirigente d’azienda in questo momento in cui l’Italia ha bisogno di energie fresche per vincere la sfida della competitività?
"Andare in giro per il mondo dai 15 anni in poi. Questo è fondamentale, tutto il resto non conta niente. Zaino e via. Innanzitutto per parlare con gli altri, perché molti laureati in economia da noi non sanno l’inglese, e questo oggi non è possibile. Perché se non sai l’inglese sei tagliato fuori. Gli italiani vivono bene a casa e vanno poco in giro, mentre i giovani stranieri girano tantissimo. Abbiamo una mentalità troppo piccola: poteva funzionare una volta, ma non con la globalizzazione. Lo dico sempre anche ai miei figli: viaggiate, viaggiate, viaggiate".
"Ottima, perché Atb è tra le migliori aziende italiane, non una di quelle realtà scalcinate a cui spesso viene associata l’idea di servizio pubblico. Anzi, il contrario. E’ seria e ha una gloriosa storia di 101 anni, con conti economici tra i migliori a livello nazionale".
Ci dia alcuni dati.
"Un parametro usato per giudicare il servizio pubblico è la copertura dei costi con i ricavi. Ebbene, di fronte a una media italiana del 20-25% l’Atb arriva addirittura al 50%, ovvero si sorregge bene sulle proprie gambe. Il resto ce lo mette la Regione".
Forse non tutti sanno che Atb si compone ora di due aziende: Atb Mobilità e Atb Servizi. Perché questa dicotomia?
"E’ così da due anni perché reso obbligatorio dalle normative europee. Tecnicamente il processo si chiama unbundling, ovvero divisione tra il possesso delle reti e la gestione delle reti, così come è stato fatto per ferrovie, gas, etc. Atb Servizi è proprietaria della sede di via Gleno, della funicolare e degli investimenti per tutto il sistema semaforico ed elettronico con cui abbiamo cablato la città (e che attualmente ci permette di monitorare in tempo reale la posizione dei mezzi e persino di far scattare il verde per contrarre l’eventuale ritardo); Atb Servizi è quella che deve far girare in modo efficiente i pullman.
E in futuro si differenzieranno moltissimo, perché ci sono le gare.
Esatto. Atb Mobilità resterà quello che è, mentre per la gestione dei servizi concorreranno inglesi, tedeschi, francesi, etc. Questo lo dico perché il mio obbiettivo numero uno è che l’Atb ci sia ancora in futuro. Se vince qualcun altro può conservare più o meno lo status quo ma anche cambiare tutto. E non sempre in meglio".
Una sfida enorme, dunque.
"Altro che. La normativa, nei suoi intenti, vorrebbe favorire il privato di fronte a un pubblico inefficiente. Ma noi inefficienti non lo siamo. Certo, sì può sempre migliorare. Sprechi però non ce ne sono: gran parte del nostro personale è diretto, ovvero composto da autisti che di tempo non ne possono certo perdere e che hanno un monte ore di guida giornaliero tra i più alti d’Italia. Si può invece fare molto per ridurre il danno all’ambiente".
Ovvero passando da mezzi diesel a veicoli a metano…
"Stiamo investendo molto sul gas naturale: è recente l’inaugurazione di un nuovo impianto di distribuzione all’interno del nostro deposito, con contestuale acquisto di 15 autobus a metano, che costano 250 mila euro l’anno. La nostra flotta è comunque tra le più recenti perché è stata fatta una lungimirante politica d’investimenti. Poi la vera efficienza si può ottenere impaccando più passeggeri possibili sulle corse a disposizione, ma questo spesso contrasta con la mission del servizio pubblico. Che deve garantire il trasporto anche per orari e tratte poco redditizie. Il 3, ad esempio, è una linea bellissima ma deficitaria. E’ spesso semivuoto, ma comunque importante per il turismo e per l’immagine della città".
Torniamo alle gare. A quale risultato punteranno le aziende concorrenti?
"Beh, se nel 2011 vince una SpA straniera deve riuscire ad avere un utile lordo del 10, 15% da dividere tra gli azionisti. Questo significherebbe linee in meno e servizi in meno… oppure che loro sono tanto più bravi di noi da riuscire a mantenere la stessa qualità ma con costi inferiori. Ma la nostra, ripeto, è un’azienda seria, quindi questa gara vorremmo vincerla. Anche se non sarà facile".
Perché?
"Le gare verranno fatte per zone, ovvero per province. Atb sa fare la città ma non ancora la provincia, già in mano agli inglesi del gruppo Arriva. E’ dunque ovvio che Arriva, vero colosso del segmento, vorrà fagocitarsi l’ultimo boccone che gli manca nella Bergamasca. Anzi, tra i loro obbiettivi c’è quello di annettere l’intero sistema del trasporto pubblico lombardo, per dirla tutta.
Non sembra però che siate arrendevoli di fronte al nuovo che avanza.
Infatti stiamo cercando di mettere assieme un grosso gruppo di trasporto pubblico locale: tra l’altro con Brescia e Milano abbiamo appena rilevato l’Apam di Mantova. E andremo avanti. Insomma, i prossimi due anni saranno pieni di lotte strategiche".
Veniamo al presente. Il “transito passeggeri” sui vostri autobus negli ultimi tre anni ha fatto registrare un vero boom: più 8,5%.
"Un ottimo risultato. Del resto il carburante è alle stelle e il cittadino non è stupido, fa i suoi conti e sceglie quello che più gli conviene. Io non credo nel buon esito dei divieti per incrementare l’uso del mezzo pubblico: bisogna lavorare in positivo, magari favorendo l’efficienza degli autobus attraverso l’incremento delle corsie preferenziali. Ma a Bergamo è difficilissimo farlo a causa della conformazione fisica della città, bloccata a nord dalle colline".
Rincari alle porte?
"Sicuramente sì, in media del 4-5%, più per l’inflazione complessiva che per il prezzo del carburante. Del resto, se ipoteticamente volessimo coprire interamente i costi con il biglietto, lo si dovrebbe fissare a 2 euro e 40. Diverso è il discorso per l’abbonamento: non riguarda l’utente occasionale - che una volta ogni tanto può spendere anche, per dire, 3 euro - ma chi l’autobus lo usa tutti i giorni. Dunque preferirei moltissimo aumentare il prezzo del biglietto singolo ma lasciare bassi gli abbonamenti".
Domanda di chiusura su tutt’altro argomento. Lei insegna Organizzazione aziendale all’Università di Bergamo: che consiglio darebbe a un giovane futuro dirigente d’azienda in questo momento in cui l’Italia ha bisogno di energie fresche per vincere la sfida della competitività?
"Andare in giro per il mondo dai 15 anni in poi. Questo è fondamentale, tutto il resto non conta niente. Zaino e via. Innanzitutto per parlare con gli altri, perché molti laureati in economia da noi non sanno l’inglese, e questo oggi non è possibile. Perché se non sai l’inglese sei tagliato fuori. Gli italiani vivono bene a casa e vanno poco in giro, mentre i giovani stranieri girano tantissimo. Abbiamo una mentalità troppo piccola: poteva funzionare una volta, ma non con la globalizzazione. Lo dico sempre anche ai miei figli: viaggiate, viaggiate, viaggiate".
domenica 13 luglio 2008
ATB- CONFERENZA STAMPA
Prendere l'autobus per andare al lavoro, conviene e piace sempre di più. Nel triennio 2005-2007 nella Grande Bergamo sui 290 chilometri dell''intera rete sono stati trasportati ben l'8%in più dei passeggeri (sono 30 milioni e 600 mila i passeggeri convenzionali trasportati nel 2007).
sabato 12 luglio 2008
In Piazza Pontida sabato 12 luglio dimostrazione di guida ecocompatibile
Sabato 12 luglio, dalle 9.30 alle 12.30, in Piazza Pontida a Bergamo, si terrà una dimostrazione di guida eco-compatibile aperta a tutti. Durante un breve giro di prova in percorso urbano, saranno mostrati i metodi per risparmiare carburante e ridurre le emissioni inquinanti. L’incontro di sensibilizzazione alla guida eco-compatibile è stato voluto da ACI Bergamo, con la collaborazione tecnica di Nove&quindici (Associazione specializzata nella cultura della guida sicura ed ecocompatibile) e di Toyota Livio Cella nella qualità di sponsor tecnico.
Si tratta di un’iniziativa senz’altro da incoraggiare ai fini di ridurre l’impatto ambientale nell’uso di veicoli a motore.
Istruttori di Nove&quindici coordinati da Francesco Iorio e Pierandrea De Marco, saranno a disposizione di quanti si iscriveranno per un breve giro di prova in percorso urbano, durante il quale sarà possibile apprendere o perfezionare alcune modalità per risparmiare carburante e abbassare le emissioni nocive.
È evidente che una guida “al risparmio” produce anche prudenza e sicurezza, quindi minore incidentalità.
Nell’utilizzo quotidiano di auto e moto, è possibile contribuire con semplici accorgimenti alla riduzione di emissioni di CO2 per migliorare la qualità dell'aria e dell'habitat naturale che ci circonda, seguendo alcuni pratici consigli. Nove&quindici è sensibile a condividere le semplici indicazioni che sottolineano come sia facilmente possibile contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico ed i consumi.
Uno dei maggiori potenziali per ridurre i consumi sta indubbiamente nel miglioramento del comportamento e della consapevole tecnica di guida degli automobilisti.
È importante quindi creare o rinforzare una “coscienza del guidatore” o meglio, in questo caso, una responsabilizzazione del conducente.
Ma come promuoverla e come fissarla nella consapevolezza di ogni guidatore? Una corretta informazione ed una formazione mirata possono
aiutare a condividere l’utilità di una guida rispettosa dell’ambiente.
Intuizioni e buon senso, infatti, si combinano con dimostrazioni scientificamente provate per una guida ecocompatibile.
Si tratta di un’iniziativa senz’altro da incoraggiare ai fini di ridurre l’impatto ambientale nell’uso di veicoli a motore.
Istruttori di Nove&quindici coordinati da Francesco Iorio e Pierandrea De Marco, saranno a disposizione di quanti si iscriveranno per un breve giro di prova in percorso urbano, durante il quale sarà possibile apprendere o perfezionare alcune modalità per risparmiare carburante e abbassare le emissioni nocive.
È evidente che una guida “al risparmio” produce anche prudenza e sicurezza, quindi minore incidentalità.
Nell’utilizzo quotidiano di auto e moto, è possibile contribuire con semplici accorgimenti alla riduzione di emissioni di CO2 per migliorare la qualità dell'aria e dell'habitat naturale che ci circonda, seguendo alcuni pratici consigli. Nove&quindici è sensibile a condividere le semplici indicazioni che sottolineano come sia facilmente possibile contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico ed i consumi.
Uno dei maggiori potenziali per ridurre i consumi sta indubbiamente nel miglioramento del comportamento e della consapevole tecnica di guida degli automobilisti.
È importante quindi creare o rinforzare una “coscienza del guidatore” o meglio, in questo caso, una responsabilizzazione del conducente.
Ma come promuoverla e come fissarla nella consapevolezza di ogni guidatore? Una corretta informazione ed una formazione mirata possono
aiutare a condividere l’utilità di una guida rispettosa dell’ambiente.
Intuizioni e buon senso, infatti, si combinano con dimostrazioni scientificamente provate per una guida ecocompatibile.
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