martedì 26 agosto 2008

E' TORNATO L'ORSO IN VAL BREMBANA

LENNA - Non solo valle Seriana: l'orso ha sconfinato anche in valle Brembana. Ora ci sono le prove. Fotografiche. Il plantigrado ha fatto ritorno nel territorio brembano dopo più di un secolo, precisamente dal 1891, quando l'ultimo esemplare fu abbattuto in alta Val Carona.
L'animale è stato "catturato" dall'obbiettivo di alcune trappole fotografiche tese da un gruppo di amici appassionati del plantigrado (tra cui il sindaco di Lenna, Mario Lazzaroni, e il segretario dell'Atc prealpino, Mario Sonzogni) che, nelle scorse settimane, gli hanno dato la caccia. Prezioso anche il supporto dato da tre guardie ecologiche volontarie della Valle Brembana, Fabrizio Locatelli, da due agenti del corpo di polizia provinciale, dal presidente dell'Atc prealpino, Maurizio Volpi, proprietario delle "trappole" fotografiche, e di Valbrembanaweb. Foto inequivocabili che ritraggono JJ5 (questo il nome tecnico dell'orso, fratello del più noto JJ2 abbattuto due anni fa in Baviera) girovagare nottetempo tra i boschi.I primi avvistamenti in valle Brembana risalgono a inizio estate. Il 2 luglio, due escursioniste avvistano JJ5 nei pressi del rifigio Capanna 2000 a Oltre il Colle.I "safaristi" caricano in spalla tre trappole fotografiche e si lanciano sui versanti montagnosi dell'Oltre la Goggia alla caccia del plantigrado, già dai tempo avvistato in alta valle Seriana (l'animale appartiene alla seconda generazione nata dai plantigradi liberati a fine anni '90 in Trentino nell'ambito del progetto "Life Ursus").Il racconto nelle parole di Silvano Sonzogni che ha preso parte all'impresa: "All'inizio la ritenni un'impresa impossibile. Poi gli avvistamenti si susseguono. Il 1° luglio, carichiamo in spalla tre trappole fotografiche e un po' di attrattivo alimentare e ci avviamo per i sentieri dell'Oltre Goggia, insieme con un agente della polizia provinciale e con una guardia ecologica. Ogni zaino pesava dai 15 ai 20 chili. Il dislivello da percorrere era di 1.000 metri. La sera piazziamo le macchinette e scendiamo a valle fiduciosi".Con turni quindicinali, fino a metà agosto, il gruppo sale in quota per i controlli. I primi risultati sono deludenti.
I sensori delle digitali catturano immagini di cervi, camosci, bovini, pecore... Ma il gruppo di amici non si da per vinto. Il 19 agosto, Mario Lazzaroni sale in quota a controllare le macchine. Poi chiama al cellulare Sonzogni dicendo che la macchinetta n. ° 4 è divelta, con la protezione in plexigas rotta, rivolta verso l'alto e non verso il punto di passaggiuo degli animali. Ipotizzano sia stato un cervo a sbattervi contro. Lazzaroni sistema tutto e rientra a valle. Il 23 agosto, Sonzogni e Lazzaroni si incamminano per il sentiero, carichi come muli.
Il sensore n.3 ha scatti andati a vuoto. Passano al controllo del sensore 4: fra una foto a un cervo e una successiva, compare una sagoma scura: è... l'orso! Ingrandendola, si distinguono la testa dell'animale di fronte al tronco di un faggio. "L'orso - spiega Sonzogni - si è presentato davanti alla trappola alle 23.20 del 14 agosto ed è partito il primo scatto. Dopo quattro minuti, è partito il secondo. A quel punto, JJ5 deve essersi arrabbiato o incuriosito perchè ha messo le zampe addosso alla macchina, buttandola fuori asse". L'orso in valle Brembana è ora una certezza. All'alba del XXI° vi ha fatto ritorno.

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