
BERGAMO - Prezzi in diminuzione per la frutta e la verdura a settembre rispetto ad aprile. In calo anche i prezzi di farina, pane, pasta, prosciutto. In aumento i latticini (grana, latte, mozzarella). Aumenti ma anche ribassi per le varie tipologie di pesce e carne. Una fotografia che emerge osservando le medie mensili elaborate da un studio di Federconsumatori (curato da Valentina Basiricò), effettuato in collaborazione con l'assessorato comunale al Commercio. E ancora: il costo medio della spesa mensile a settembre è calato rispetto ad aprile (294,60 euro a settembre e 316,27 ad aprile). Ma solo per merito dei prezzi più alti che risultati in calo In aumento invece il costo minimo della spesa, passato dai 171,78 di aprile ai 183,48 di settembre.
Luci e ombre quindi sfogliando il corposo studio di Federconsumatori che getta una luce inedita sulla dinamica dei pressi degli alimentari in città fornendo utili "consigli" su dove trovare le zucchine o le mele più a buon mercato o dove evitare di comprare braciole o petti di pollo venduti a prezzi che gridono vendetta.
"E' un servizio che va a beneficio dei consumatori che sapranno cosi dove e che cosa comprare, confrontando i prezzi - ha sottolineato Umberto Dolci di Federcomsumatori - . Nei prossimi giorni, il sito del Comune di Bergamo pubblicherà i rilevamenti dei prezzi, anche giornalieri".
"Purtroppo le amministrazioni locali hanno ben poco potere per intervenire direttamente sulla dinamica dei prezzi al consumo: questo spetta al Governo - ha ricordato l'assessore al Commercio, Ebe Sorti Ravasio - . Noi possiamo venire incontro ai consumatori ampliando il numero dei negozi che aderiscono alla Carta famiglia (prezzi scontati su beni di largo consumo), e promuovendo occasioni come il mercato dei produttori: abbiamo richiesto alla Regione l'autorizzazione per un mercato ambulante aperto alla aziende agricole il pomeriggio alla Celadina".
I prezzi sono stati rilevati in negozi di piccole, medie e grandi dimensioni (dal dettagliante al supermercato), in cinque zone della città: la zona 1 (via Maj, Camozzi, Tiraboschi), la zona 2 (Giulio Cesare, Santa Caterina, Ghislandi), la zona 3 (Promessi sposi, S. Bernardino, 24 Maggio), la zona 4 (Broseta, Città alta, Garibaldi) e la zona 5 (Goisis, Borgo Palazzo, Corridoni).
Luci e ombre quindi sfogliando il corposo studio di Federconsumatori che getta una luce inedita sulla dinamica dei pressi degli alimentari in città fornendo utili "consigli" su dove trovare le zucchine o le mele più a buon mercato o dove evitare di comprare braciole o petti di pollo venduti a prezzi che gridono vendetta.
"E' un servizio che va a beneficio dei consumatori che sapranno cosi dove e che cosa comprare, confrontando i prezzi - ha sottolineato Umberto Dolci di Federcomsumatori - . Nei prossimi giorni, il sito del Comune di Bergamo pubblicherà i rilevamenti dei prezzi, anche giornalieri".
"Purtroppo le amministrazioni locali hanno ben poco potere per intervenire direttamente sulla dinamica dei prezzi al consumo: questo spetta al Governo - ha ricordato l'assessore al Commercio, Ebe Sorti Ravasio - . Noi possiamo venire incontro ai consumatori ampliando il numero dei negozi che aderiscono alla Carta famiglia (prezzi scontati su beni di largo consumo), e promuovendo occasioni come il mercato dei produttori: abbiamo richiesto alla Regione l'autorizzazione per un mercato ambulante aperto alla aziende agricole il pomeriggio alla Celadina".
I prezzi sono stati rilevati in negozi di piccole, medie e grandi dimensioni (dal dettagliante al supermercato), in cinque zone della città: la zona 1 (via Maj, Camozzi, Tiraboschi), la zona 2 (Giulio Cesare, Santa Caterina, Ghislandi), la zona 3 (Promessi sposi, S. Bernardino, 24 Maggio), la zona 4 (Broseta, Città alta, Garibaldi) e la zona 5 (Goisis, Borgo Palazzo, Corridoni).
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