
Con il voto di ieri del Consiglio provinciale a favore delle linee di indirizzo dell’Accordo di programma per la costruzione della nuova sede della Provincia, possiamo dire che è stata posta “ la prima pietra “ dello sviluppo a sud della città. Un’ipotesi e un dibattito durati oltre mezzo secolo trovano oggi le condizioni per diventare realtà.
L’Amministrazione comunale con il progetto di Porta Sud ha individuato nell’area della stazione ferroviaria il moderno centro di interscambio fra i vari vettori di mobilità e attorno ad esso il terzo centro cittadino (dopo città alta e il centro piacentiniano).
L’anticipazione della costruzione della nuova sede della Provincia dà senso concreto a tutto il progetto ed offre una soluzione di razionalizzazione per superare la dispersione in più sedi di Assessorati e uffici collegati, oltre al vantaggio per i dipendenti e per gli utenti di poter accedere più facilmente alla sede con i mezzi pubblici (tram delle Valli, uso metropolitano della linea ferroviaria Seriate - Ponte S.Pietro, etc.). La nuova sede della Provincia è il primo grande intervento di una forte funzione pubblica a cui altre seguiranno.
Dopo l’aeroporto, la statalizzazione dell’università, la costruzione del nuovo ospedale, il tram delle Valli, ancora una volta si è dimostrato che quando le pubbliche istituzioni lavorano di concerto e non in antagonismo preconcetto ottengono risultati positivi per la comunità. Ciò che occorre è una concreta cultura di governo, non inficiata da ideologismi e preconcetti, ma legata alle esigenze dello sviluppo di una società da un lato sempre più ricca e dall’altro con sempre più bisogni.
Su questa scelta strategica è però arrivato puntuale il voto contrario della Lega, così come si preannuncia contrario, e forse non solo da parte della Lega, il voto sull’Accordo di programma per l’area degli ex OORR. Ci si chiede come alle prossime elezioni amministrative possano presentarsi alleate forze con strategie così diverse, a meno che la loro alleanza sia motivata esclusivamente da una logica di potere a cui è estranea una visione omogenea delle soluzioni necessarie per la nostra comunità.
Ma i bergamaschi, gente concreta e che bada al sodo dei problemi, sapranno distinguere fra chi fa propaganda e chi opera per il bene comune.
L’Amministrazione comunale con il progetto di Porta Sud ha individuato nell’area della stazione ferroviaria il moderno centro di interscambio fra i vari vettori di mobilità e attorno ad esso il terzo centro cittadino (dopo città alta e il centro piacentiniano).
L’anticipazione della costruzione della nuova sede della Provincia dà senso concreto a tutto il progetto ed offre una soluzione di razionalizzazione per superare la dispersione in più sedi di Assessorati e uffici collegati, oltre al vantaggio per i dipendenti e per gli utenti di poter accedere più facilmente alla sede con i mezzi pubblici (tram delle Valli, uso metropolitano della linea ferroviaria Seriate - Ponte S.Pietro, etc.). La nuova sede della Provincia è il primo grande intervento di una forte funzione pubblica a cui altre seguiranno.
Dopo l’aeroporto, la statalizzazione dell’università, la costruzione del nuovo ospedale, il tram delle Valli, ancora una volta si è dimostrato che quando le pubbliche istituzioni lavorano di concerto e non in antagonismo preconcetto ottengono risultati positivi per la comunità. Ciò che occorre è una concreta cultura di governo, non inficiata da ideologismi e preconcetti, ma legata alle esigenze dello sviluppo di una società da un lato sempre più ricca e dall’altro con sempre più bisogni.
Su questa scelta strategica è però arrivato puntuale il voto contrario della Lega, così come si preannuncia contrario, e forse non solo da parte della Lega, il voto sull’Accordo di programma per l’area degli ex OORR. Ci si chiede come alle prossime elezioni amministrative possano presentarsi alleate forze con strategie così diverse, a meno che la loro alleanza sia motivata esclusivamente da una logica di potere a cui è estranea una visione omogenea delle soluzioni necessarie per la nostra comunità.
Ma i bergamaschi, gente concreta e che bada al sodo dei problemi, sapranno distinguere fra chi fa propaganda e chi opera per il bene comune.
Roberto Bruni,
Sindaco di Bergamo
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